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Con questo articolo, Katia Serra, ex calciatrice (25 presenze in Nazionale), allenatore professionista di prima categoria, opinionista e telecronista di Raisport, comincia la sua collaborazione con calciomercato.com.

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Italia-Olanda, il debutto di Antonio Conte sulla panchina azzurra. Una vittoria che regala speranze. Una squadra diversa rispetto a quella brasiliana nello stile di gioco, nella condizione atletica e nella cattiveria agonistica.

Va fatta subito una distinzione fra la squadra che ha giocato prima dell'espulsione di Martins Indi e quella dopo. Perché, anche in parità numerica, gli azzurri hanno dimostrato maggiore aggressività, determinazione, buona intensità e pressing ultraoffensivo che ha messo in difficoltà la lenta difesa olandese.

Nel 3-5-2 azzurro sono Zaza e Immobile a pressare il giro palla avversario, con Marchisio e Giaccherini pronti ad aggredire lo scarico dietro e a consentire alla squadra di alzare il baricentro per portare superiorità nella zona del recupero palla.

Proprio l'aggressività dei due interni di centrocampo, di Marchisio su Blind e di Giaccherini su Janmaat, consente alla squadra di stare alta e allungare le due linee (difesa e centrocampo) che risultano lontane tra loro.

Nelle transizioni positive  è la velocità con cui sono cercate le verticalizzazioni l'aspetto determinante della prestazione azzurra. I lanci di De Rossi, sontuoso e dello stesso Giaccherini consentono agli azzurri di arrivare in corsa sui palloni alle spalle della linea di difesa che si fa trovare impreparata negli uno contro uno. Sia centralmente, con la ricerca di Zaza, oppure lateralmente a sinistra con il movimento in ampiezza di Immobile o sulla corsia di destra con l'inserimento da dietro di Darmian. 
L'Olanda? Poco aggressiva, mai in pressione sul portatore, nemmeno nelle occasione delle due verticalizzazioni decisive sui gol: Bonucci-Immobile e De Rossi-Zaza, bravo a tagliare davanti al difensore e procurarsi il rigore. Una squadra lenta nel giro palla difensivo, piatta a centrocampo nonostante sia a 3 con De Jong vertice basso.

Un 4-3-3 poi passato al 4-4-1(dopo l'espulsione) in cui Sneijder ha provato a sdoppiarsi sia in fase difensiva che in appoggio al solitario Van Persie. Una squadra che ha sofferto il gioco azzurro con palla avanti-palla dietro-lancio in verticale che costantemente tagliavano fuori le loro linee.

A quel punto ha disputato una gara di contenimento per limitare i danni. I cambi effettuati nella seconda frazione di gioco, in particolare con lo spostamento di Blind centrale di centrocampo e l'inserimento di Pieters difensore esterno a sinistra ha dato più aggressività nella fase di non possesso palla, rendendo la manovra azzurra più lenta. Italia che nel secondo tempo ha perso velocità, ha trovato delle difficoltà ad attaccare una difesa che rimaneva molto bassa senza concedere la profondità del primo tempo. I cambi hanno abbassato la qualità del centrocampo, fondamentale per il gioco di Conte, ma trovato più continuità di spinta a sinistra con l'inserimento di Pasqual.

Non giudicabile la difesa azzurra, poco impegnata ma attenta sui palloni aerei, con Ranocchia sempre aggressivo su Van Persie anche quando si abbassava molto. E la regia di Bonucci e' la conferma che nella difesa a tre esprime appieno le sue qualità, rappresentando un giocatore utile alla costruzione del gioco. Una prestazione incoraggiante in cui il reparto offensivo ha, finalmente, dimostrato di rendersi pericoloso.

Katia Serra


ITALIA (3-5-2). Sirigu 6 - Ranocchia 6 - Bonucci 6,5 - Astori 6 - Darmian 6,5 ( Candreva 6) - Marchisio 7 (Verratti 6) - De Rossi 7,5 ( Parolo 5,5) - Giaccherini 7 - De Sciglio 6 (Pasqual 6,5) -Immobile 7,5 (Giovinco 5,5) - Zaza 7,5 (Destro 6,5)
OLANDA (4-3-3) Cillessen 5,5 - Janmaat 6 ( Van der Wiell 5,5) - De Vrij 5 - Martins Indi 4,5 - Blind 6,5 - Wijnaldum 6 (Fer s.v.) - De Jong 5,5 (Pieters 6) - Kuyt 5 - Snijder 5,5 - Van Persie 5,5 (Narshing s.v.) - Lens s.v. (Veltman 5,5)