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  • L'emozione di uno stadio di nuovo pieno: l'Italia coinvolge i tifosi e ci riporta in un mondo vero

    L'emozione di uno stadio di nuovo pieno: l'Italia coinvolge i tifosi e ci riporta in un mondo vero

    • Emanuele Tramacere, inviato a Palermo
    Brividi, come se una pagina brutta e triste della nostra vita sia stata voltata. Il covid c'è ancora è una bestia infame che si è insidiata e resta fra noi, ma i 34.129 spettatori che sfiorano il tutto esaurito del Barbera per Italia-Macedonia del Nord sono un segnale concreto di come un ritorno alla normalità, o quantomeno ad un mondo più vero è ancora possibile.

    L'Italia trascina, sperando che poi lo faccia anche in campo, almeno sugli spalti, dove il popolo palermitano, siciliano e italiano (ci sono gruppi di tifosi che arrivano dalle più svariate parti dello stivale) si è unito fianco a fianco come non accadeva ormai da un inizio 2020 che sembra preistoria. E i brividi ai cori per Donnarumma (si, applaudito a differenza di quanto accaduto a Milano), per le urla alla lettura delle formazioni, con l'ovazione all'ingresso delle squadre in campo, perfino ai fischi per gli avversari di una notte, e con l'Inno di Mameli cantato a squarciagola sono tremendamente intensi e sono qualcosa che ci era davvero mancato. 

    E oggi poco importa come ci siamo arrivati, passando per mascherine che restano obbligatorie, green pass e vaccini. Se la via tracciata ci ha portato a permetterci nuovamente tutto questo, a rivivere emozioni quasi dimenticate, allora ben venga. Grazie Italia.

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