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Vince e spera, l’Empoli. Mette sotto il Napoli e, in attesa degli altri risultati, ritrova una classifica che almeno un poco gli sorride. Vince e c’è poco da strepitare per il Napoli che raramente ha sofferto l’avversario come questa volta. Tre passi avanti, dunque, per la squadra di Andreazzoli che rivede la salvezza e uno indietro per gli azzurri di Ancelotti che avranno molto da rivedere e ragionare a una settimana da quel match con l’Arsenal che deciderà praticamente la stagione.

No, l’Empoli non ha soggezione. Manco un filo. Un po’ tirato su di morale dalla bella epperò sfortunata prestazione con la Juve e parecchio obbligato dalla sua classifica dolente, la mette come più gli piace. La mette sul gioco, sulla rapidità e intensità della sua geometria. E fa bene quello che sa fare. Tant’è che il Napoli la soffre quella sua manovra. E almeno per un paio di evidentissime ragioni. La prima, perché Andreazzoli sfrutta a meraviglia la superiorità che gli dà il suo disegno in mezzo al campo, poi perché non riesce mai a cambiare passo quando ha palla. Ma questo accade perché Allan e Zielinski raramente riescono ad evadere dall’inferiorità che li opprime a centrocampo e raramente, quindi, il Napoli ha uscite rapide e pulite.

Infatti, la partita è subito dell’Empoli che la governa con autorevolezza. E fa pure un po’ strano che il Napoli abbia tante difficoltà. Soprattutto dopo gli applausi e i consensi rimediati in coda al comodo successo sulla Roma. Ma si sa, non c’è partita uguale a un’altra. E il Napoli presto s’accorge che non può esserci manco una formazione uguale a un’altra se in campo cambiano gli interpreti. Cosicchè, vista la padronanza e visti pure un paio di tentativi senza buona sorte, non fa una grinza il vantaggio dell’Empoli che arriva con Farias (28’), seppure con la involontaria complicità del povero Zielinski. Meritatissimo il vantaggio e sfiorato d’un niente anche il raddoppio. D’un niente che ha nome e cognome: Alex Meret, che (38’) nega a Farias un gol che sembra fatto. Ma guai a fidarsi del pallone. Meret salva tutti, infatti, e poi per un accidente è Krunic ad alzare la bandiera bianca. Sì, entra Brighi, ma non è la stessa cosa. Il centrocampo dell’Empoli, forse anche per aver corso tanto, un po’ rallenta, fa tre passi indietro.

E il Napoli ne approfitta immediatamente. Alza il ritmo, cambia marcia, guadagna venti-trenta metri e si fa più minaccioso. Arriva al tiro, insomma. E ci arriva proprio con Zielinski, ex rimpianto di sicuro e tiratore scelto.  Da venticinque metri, infatti, (44’) affila il destro e non perdona Provedel, in quest’occasione non proprio senza macchia. Improvviso e forse anche inatteso il pari, che però il Napoli  legittima con un finale più brillante e pericoloso. Tant’è che durante l’extra time Ounas si mangia pure un gol.

Insomma, poco da rimproverarsi ha l’Empoli, se non un calo poco prima del riposo, mentre il Napoli qualche bacchettata sui piedi deve darsela. Pure Ancelotti, certo. Perché l’allenatore azzurro non fa nulla per sottrarsi a quel centrocampo dell’Empoli che ha sempre almeno un uomo in più e poi perché chiede a Ounas, ala confusionista come pochi, di fare la seconda punta accanto o dietro Milik. Cosa che assai meglio potrebbero fare Verdi o Mertens che stanno in panchina.

E gli errori, si sa, si pagano parecchio. Infatti, l’Empoli (52’) passa all’incasso un’altra volta. E’ Di Lorenzo, stavolta, a sfruttare di testa un tiro franco dalla bandierina e a fregare prima Malcuit e Allan e poi pure Meret che quel calcio d’angolo aveva regalato con un’incertezza. Dunque, di nuovo su, l’Empoli che si riappropria del pallone e del risultato e che costringe Ancelotti a far qualcosa. Anzi: due. Due cambi: fuori Younes e Ounas e dentro Mertens e Fabian. Le cose vanno meglio, vanno al tiro Zielinski e Milik, ma l’Empoli resiste e riparte pure. La partita, però, torna in equilibrio. C’è più Napoli, in campo. E sul prato c’è  anche più battaglia ed incertezza. E’ che s’allungano l’Empoli ed il Napoli e quindi si moltiplicano gli spazi. E dopo Fabian e Mertens, in quegli spazi Ancelotti sistema pure Verdi (al posto di Malcuit) per provare a recuperare almeno un punto. Insomma, si gioca tutto quello che può giocarsi, il Napoli, il cui modello è però quello della disperazione più che quello del gioco ragionato. Sono partite che vanno così. Ma si sa, storicamente per il Napoli l’Empoli è stata sempre una brutta bestia.






IL TABELLINO

Empoli-Napoli 2-1 (primo tempo 1-1)

Marcatori: 29’ p.t. Farias (E), 44’ p.t. Zielinski (N), 8’ s.t. Di Lorenzo (E)

Assist: 8’ s.t. Bennacer (E)

Empoli (3-5-2): Provedel; Maietta, Silvestre, Veseli; Di Lorenzo, Krunic (40’ p.t. Brighi), Bennacer, Traore, Pajac (47’ s.t. Antonelli); Farias, Caputo. All. Andreazzoli.

Napoli (4-4-2): Meret; Malcuit (31’ s.t. Verdi), Luperto, Koulibaly, Mario Rui; Callejon, Allan, Zielinski, Younes (13’ s.t. Ruiz); Ounas (12’ s.t. Mertens), Milik. All. Ancelotti. 

Arbitro: Doveri di Roma 1

Ammoniti: 33’ Koulibaly (N), 2’ s.t. Milik (N), 5’ s.t. Traore (E), 15’ s.t. Pajac (E)