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L'arte del trasformismo, capace di stupire in campo come sul palco. Come Arturo Brachetti stupisce il mondo dalla fine degli anni settanta con le sue continue trasformazioni, così Fabio Borini ha saputo fare della duttilità la propria arma segreta. Chiamatelo jolly, un giocatore capace di adattarsi a ogni contingenza, soprattutto dal suo approdo al Milan: arrivato da attaccante esterno, ha arretrato per agire da esterno a tutta fascia, all'occorrenza anche da terzino, l'ex Liverpool non si è mai risparmiato e ha risposto positivamente a ogni richiesta. Con Giampaolo la musica non è cambiata e anzi, il nuovo tecnico lo ha messo di fronte a una nuova sfida: reinventarsi da mezzala.

CAMBIA IL FUTURO - L'ennesima trasformazione per rispondere alla nuova disposizione tattica, quel 4-3-1-2 che a inizio estate lo lasciava senza un vero ruolo in cui potersi imporre e dunque destinato a partenza quasi certa. Non senza pretendenti: Aston Villa e Crystal Palace hanno provato a riportarlo in Inghilterra e ascoltato le richieste del Milan, non meno di 15 milioni di euro (scadenza del contratto 2021). Niente da fare, Borini ha lavorato per cambiare ancora e convincere Giampaolo, missione compiuta in poco più di un mese: positive le risposte nelle amichevoli estive, il numero 11 rossonero si è rivelato una nuova alternativa nel ruolo di mezzala destra al neo acquisto Krunic e a Kessie. E non solo, alla prima contro l'Udinese Giampaolo potrebbe affidarsi proprio a Borini dal 1' per permettere all'ivoriano di entrare in condizione dopo le vacanze post Coppa d'Africa e al bosniaco di continuare il lavoro di preparazione personalizzato. Da probabile partente a risorsa per Giampaolo: Borini si trasforma ancora una volta e si riprende il Milan.

@Albri_Fede90