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La prepotente risalita di Godin, un cambio di modulo che ha generato una difficoltà di adattamento che nemmeno il più pessimista aveva messo in preventivo e uno status di imprescindibile che il verdetto del campo ha finito per intaccare. La più complicata delle tre stagioni vissute con la maglia dell'Inter rischia davvero di essere l'ultima per Milan Skriniar: 5 partenze dalla panchina nelle ultime 6 partite tra campionato ed Europa League sono il segnale inequivocabile che le gerarchie della difesa sono cambiate nella testa di Antonio Conte. Unite alla necessità di finanziare i prossimi colpi in entrata e di inseguire quello che sono le opportunità offerte dal mercato.

I RAPPORTI CON LO UNITED - Al netto di una stagione complicata, Skriniar è un giocatore tuttora molto apprezzato all'estero, col Manchester United che rappresenta l'ipotesi più calda e verosimile, considerando anche i rapporti consolidatisi negli ultimi mesi tra i due club, come dimostrano le operazioni Lukaku e Sanchez. I Red Devils, che stanno portando avanti con Solskjaer un processo di progressivo rinnovamento della squadra, hanno puntato ora le loro attenzioni sul reparto difensivo, vero tallone d'Achille nelle recenti stagioni. E' questo il motivo che ha indotto gli uomini mercato della formazione inglese a porre gli occhi anche sul nostro campionato, col nome del napoletano Koulibaly - sul quale c'è il pressing pure dei cugini del City - alternativo a quello del centrale slovacco.
L'ESEMPIO DI GODIN - Sotto contratto fino a giugno 2023, Skriniar mantiene una valutazione importante, per quanto i 70 milioni di euro chiesti fino alla scorsa estate rappresentino oggi una cifra fuori mercato. L'ulteriore vantaggio economico dell'ex Samp è un ingaggio - di circa 3 milioni netti - ampiamente alla portata di molte società straniere, a differenza per esempio dei circa 5,5 percepiti attualmente da un giocatore meno futuribile come Godin. Che, dalla sua, ha dimostrato la serietà, la tenacia e uno spirito enormemente competitivo per convincere il suo allenatore a cambiare idea nei suoi confronti pur dovendo accettare il fatto di reinventarsi in una linea difensiva a 3 dopo una vita in un reparto con soli due centrali di ruolo. Dimostrando un carattere e uno spirito di sopravvivenza maggiori di uno Skiniar oggi non più intoccabile. 

ARRIVA KUMBULLA? - Un colpo in entrata sarà a quel punto ugualmente necessario, col nome di Marash Kumbulla del Verona che rimane in cima alla lista di gradimento, in virtù di un'intesa di massima che risale ormai a 6-7 mesi fa e alla possibilità di abbassare la valutazione cash attraverso contropartite tecniche gradite al club gialloblù. I nomi alternativi di Nikola Milenkovic della Fiorentina e di Chris Smalling, fresco di ritorno allo United dopo il prestito alla Roma, sono oggi più complicati per questioni di costi in un caso (Commisso continua a pretendere tra i 35 e i 40 milioni) e per la netta preferenza data ai giallorossi dal giocatore inglese.