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"L'Inter di Conte ha tanti punti di contatti con la sua prima Juve. ​Certamente la determinazione, la voglia di vincere, l’impatto fortissimo sul gruppo dell’allenatore. Come accadde al primo anno a Torino. E poi c’è la grande voglia di riscatto". Queste le parole di ieri di Alessandro Del Piero, rilasciate a la Gazzetta dello Sport. Ed è vero, i punti di contatti tra  i nerazzurri dell'allenatore pugliese e la sua prima creatura bianconera sono tanti, tantissimi. Ma manca una cosa...

A CENTROCAMPO... - La difesa a 3 c'è: da una parte la BBC, dall'altra De Vrij-Godin-Skriniar. Gli esterni 'umili' ci sono: alla Juve c'erano Lichtsteiner ed Estigarribia, all'Inter ci sono Candreva e Asamoah. Davanti ci sono più potenzialità ora: sotto la Mole, Conte doveva destreggiarsi tra l'ultimo Del Piero, Matri, Vucinic e Quagliarella; sotto la Madonnina ha Lukaku, acquisto più caro della storia nerazzurra, Alexis Sanchez, Lautaro Martinez e Matteo Politano. E in mezzo? Ecco, il cuore della manovra è differente...

MENO FORTE - Un giovane e affamato Vidal, una giovane bandiera come Marchisio, un regista in cerca di rivalsa come Pirlo. Forti, fortissimi, col cileno e l'ex numero 8 cresciuti ai lati del Maestro. All'Inter non è così: Brozovic si è rivelato un ottimo regista, rimesso in piedi da Spalletti, ma non è Pirlo; Sensi sta stupendo per qualità, mentalità e continuità, può intraprendere il percorso storico del Principino bianconero (hanno caratteristiche tecniche differenti, interpretano diversamente il ruolo di mezzala, ma entrambi lo fanno bene), che al primo scudetto aveva 25 anni, uno in più del 12 nerazzurro; e poi...

MANCA L'ASSALTATORE - Il terzo, manca. Non c'è un Vidal. Barella sta trovando difficoltà, nonostante il gol del pari contro lo Slavia Praga; Gagliardini è un giocatore completamente differente, più compassato; ne manca uno come il cileno: uno che trascina, segna, si inserisce, fa impazzire la folla. Un assaltatore. Non a caso, negli ultimi giorni di mercato si rincorrevano voci proprio sull'ex Juve, ora al Barcellona. Uno che si esalta quando c'è la famosa musichetta. Su Barella Conte può lavorarci, ma i numeri, per ora, dicono che ha meno gol nei piedi rispetto al Guerriero bianconero. E nel gioco di Conte, l'assaltatore è fondamentale...