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Non c’è gioia per l’Inter. Soddisfazione sì, orgoglio pure, coraggio anche. Ma non gioia, purtroppo. Perché l’1-0 con cui vince a Liverpool non basta a qualificarsi ai quarti di Champions League, come non è bastato per andare ai supplementari. Non c’è gioia perché c’è colpa. Un minuto dopo il vantaggio di Lautaro Martinez (62’, destro tagliato e sospinto dal vento che si è infilato all’incrocio dei pali della porta di Alisson), Sanchez si è fatto espellere (63’) per doppia ammonizione. Il primo fallo, il cileno, lo aveva commesso nel primo tempo su Thiago Alcantara e, a mio parere, gli era andata bene, perché la sua strisciata sulla gamba sinistra dell’avversario sarebbe già potuta essere da rosso. La seconda entrata è stata su Fabinho. E’ vero che Sanchez prima tocca il pallone, ma la foga con la quale si lancia, è tale da non lasciare dubbi sulla decisione dell’arbitro spagnolo Lahoz.

Peccato. Perché di lì in avanti (con il recupero mancava più di mezz’ora alla fine), in parità numerica, sarebbe cominciata tutta un’altra partita e l’Inter di ieri sera avrebbe, come minimo, raggiunto i tempi supplementari e accarezzato un’impresa giudicata impossibile da tutti. Ora, è vero che il Liverpool ha colpito tre legni clamorosi (due prima dell’espulsione di Sanchez) ed è stato fermato un paio di volte miracolosamente da Skriniar e una volta, ormai nel recupero, da Vidal su Luis Diaz, ma il calcio, a volte, offre occasioni inimmaginabili. E il vantaggio ad Anfield (0-1) era una di queste. Ci sarebbe voluta meno irruenza e, forse, ancora un altro pizzico di fortuna (Simone Inzaghi stava per sostituire Sanchez con Correa). Undici contro undici la partita sarebbe stata aperta e, chissà, forse avrebbe avuto un esito clamoroso.

Resta una vittoria bella per un’impresa incompiuta. Nel computo delle due gare, per me, l’Inter non è stata inferiore al Liverpool. Anzi, nel primo tempo di San Siro, ha giocato meglio e deve dolersi per non avere segnato. E, in ogni caso, non avrebbe dovuto subire due reti all’andata. Anche con lo 0-1 - lo ha dimostrato ad Anfield - poteva essere competitiva. Simone Inzaghi, con il solito 3-5-2 di ordinanza, nel primo tempo ha fatto giocare di più il Liverpool (4-3-3) cercando qualche contropiede e nulla più.

Nello stesso tempo, i Reds hanno controllato la partita tenendo la palla. Ma senza mai creare occasioni o situazioni da rete. L’unica è arrivata da calcio piazzato (punizione di Alexander Arnold) con girata di testa di Matip. Ad Handanovic battuto, la palla è stata respinta dalla traversa. Sul successivo calcio d’angolo (la palla era stata messa fuori da un interista), Van Dijk ha colpito ancora di testa, ma Skriniar ha salvato un gol quasi fatto. Anche l’Inter si è vista su calcio piazzato. Da una posizione decentrata, Calhanoglu ha messo in mezzo sperando nella deviazione di qualcuno, ma Alisson ha respinto.

Inzaghi ha perso De Vrij all’intervallo (contrattura al polpaccio sinistro) e lo ha sostituito con D’Ambrosio. A quel punto Skriniar ha difeso da centrale. L’Inter ha iniziato bene, ma il Liverpool ha avuto subito un’occasione (51’). Questa volta su azione conclusa da Thiago Alcantara per Diogo Jota. Handanovic gli si è catapultato contro deviandogli la palla, finita sui piedi di Salah. Sinistro a botta sicura e palo pieno. L’Inter progressivamente si è alzata con gli esterni e non si è più limitata al contropiede. Vidal ha tagliato il campo, innescando Perisic, il quale ha servito Calhanoglu fermato sul più bello.

Lautaro si è svegliato intorno all’ora di gioco. Prima (59’) ha colpito male un pallone da dentro l’area (occasione mancata). Poi (62’), raccolto un pallone senza pretese, lo ha trasformato in un tiro prodigioso che ha trafitto Alisson sul secondo palo. La partita (per l’Inter) appena nata è finita subito con l’espulsione (giusta) di Sanchez (allontanato anche Farris, il secondo di Inzaghi, per proteste) e il Liverpool, che sarebbe potuto andare in ambasce, ha respirato più liberamente. Salah (76’) ha colpito il suo secondo palo di serata (il terzo di squadra) con una conclusione di destro su assist di Manè, poi Inzaghi ha fatto tre cambi (Gagliardini per l’infortunato Brozovic, Darmian per Dumfries e Correa per Lautaro Martinez) con l’aria di uno che, giustamente, non ci credeva più. Infatti il Liverpool ha avuto altre due occasioni. La prima, banalizzata da un cross di Robertson,  sventato da un monumentale Skriniar, dopo grande azione di Alexander Arnold. La seconda, sempre su cross del terzino del Liverpool, azzerata da un prodigioso intervento difensivo di Vidal nell’area del portiere. Il Liverpool passa e non ruba niente. Ma l’Inter, soprattutto quella dell’andata, ha molti rimpianti.





IL TABELLINO

Liverpool-Inter: 0-1


Marcatori: 17’ s.t. Lautaro Martinez

Assist:

Liverpool (4-3-3): Alisson; Alexander-Arnold, Matip, Van Dijk, Robertson; Jones (dal 20’ s.t. Keita), Fabinho, Thiago Alcantara (dal 20’ s.t. Henderson); Salah, Diogo Jota, Mané.

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, de Vrij (dal 1’ s.t. D’Ambrosio), Bastoni; Dumfries (dal 30’ s.t. Darmian), Vidal, Brozovic (dal 30’ s.t. Gagliardini), Calhanoglu, Perisic; Martinez (dal 30’ s.t. Correa), Sanchez.

Ammoniti: Diogo Jota, Vidal, Robertson, Mané, Bastoni, Gagliardini.

Espulsi: Sanchez

Arbitro: Antonio Mateu Lazo (ESP)