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Massimiliano Allegri, Max per gli amici e per comodità di spazio sui giornali, è fermo da due stagioni: la prima stipendiato dalla Juventus, questa dai suoi risparmi. E’ vero che, secondo il proverbio, “non c’è due senza tre”, ma nel suo caso non vale perché a giugno, come ha spiegato lui domenica scorsa negli studi di Sky, conta di tornare in pista, cioè ad allenare. E allora è legittimo chiedersi dove, perché negli ultimi mesi il suo nome è stato accostato a tante squadre, italiane e straniere, ma la verità è che Allegri non si è ancora impegnato con nessuno. Tutto è possibile, quindi, partendo dalla premessa che chi lo chiamerà non sbaglierà, perché Allegri è il miglior allenatore italiano disponibile, non soltanto per quello che ha vinto, ma per come lo ha vinto. Uno scudetto inatteso al Milan, l’ultimo tra l’altro per il club rossonero dieci anni esatti fa, cinque consecutivi alla Juventus, ereditando una squadra che secondo Conte non era competitiva in Europa. E invece Allegri, oltre ai cinque scudetti e alle varie coppe nazionali, ha sfiorato due volte il successo in Champions League, sfuggito soltanto in finale, contro il grande Barcellona di Messi e l’ultimo grande Real Madrid di Ronaldo. Senza dimenticare il suo precedente e ottimo lavoro al Cagliari, trampolino di lancio in serie A.

Persino i tifosi bianconeri che lo criticavano ora lo rimpiangono e molti sperano che torni al posto di Pirlo. In effetti, specialmente se la Juventus non dovesse arrivare almeno al quarto posto, l’ipotesi del ritorno di Allegri non è da scartare. Nel recente passato, prima Trapattoni e poi Lippi, guarda caso i due tecnici che hanno vinto la coppa dei Campioni (1985) e la Champions (1996) alla guida dei bianconeri, sono tornati alla Juventus, ma soltanto il c.t. campione del mondo ha rivinto lo scudetto. Tornare dove si ha avuto successo, infatti, non è mai facile e Allegri dovrebbe riflettere anche sull’esperienza del suo amico Capello, richiamato dal fascino del Milan dopo aver vinto quattro scudetti in cinque anni più una Champions con due finali perse, ma arrivato soltanto decimo, un gradino sopra l’undicesimo posto raggiunto l’anno precedente da Sacchi, anche lui di ritorno, cui è legato il peggior piazzamento in assoluto del Milan con la gestione Berlusconi.
Per questo motivo ad Allegri converrebbe andare all’Inter, nel caso in cui Conte lasciasse la panchina nerazzurra, per sua scelta o per un eventuale cambio della proprietà. Al momento questa ipotesi sembra improbabile, ma se si verificasse Allegri sarebbe l’uomo ideale per l’Inter, come lo è già stato alla Juventus, per proseguire nel modo migliore il lavoro di Conte. Se invece, per diversi motivi, le panchine della Juventus e dell’Inter non si liberassero, la squadra più adatta per Allegri sarebbe la Roma, perché i giallorossi hanno una nuova proprietà forte e tanti giocatori di assoluto valore. E poi Allegri a Roma potrebbe ripetere il capolavoro di Capello, l’ultimo capace di vincere lo scudetto, vent’anni fa. Come lui, infatti, saprebbe ricaricare una squadra che ha offerto più delusioni che soddisfazioni, tenendo calma una città che vive di eccessi, grazie al suo carisma e alla sua maggiore esperienza italiana rispetto a Fonseca, senza sottovalutare la sua voglia di rivincita nei confronti della Juventus.

Sicuramente, per come è fatto Allegri, la Roma sarebbe da preferire al Napoli, dove tutti gli allenatori, da Mazzarri a Gattuso, passando da Sarri ad Ancelotti, hanno avuto problemi con De Laurentiis e di conseguenza con l’ambiente napoletano. In teoria ci sarebbe anche qualche pista straniera, ma Allegri in passato ha già rifiutato le offerte del Real Madrid e dell’Arsenal, anche se allora era impegnato con la Juventus. Ora non avrebbe questi problemi, ma un po’ per la sua vita privata e un po’ per il suo carattere sicuramente potrebbe avere più successo in Italia. E allora non rimane che aspettare. Perché ormai manca poco e visto che lui è un vincente non potrà accontentarsi di una personale (ri)costruzione dal basso, già fin troppo dannosa in campo per chi segue le mode. Riassumendo, quindi, la squadra ideale per Allegri sarebbe l’Inter, quella più probabile la Roma, quella più rischiosa la Juventus e quella più difficile il Napoli. Con un’unica certezza finale: Allegri non può stare fermo un altro anno, perché è il migliore di tutti. E i migliori vincono, non riposano.