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Spero che Antonio Conte non se la prenda anche con me se questa volta scrivo che l’Inter di Napoli (1-1 in rimonta) non mi è piaciuta e che, forse, per come ha giocato, meritava anche di perdere. Prima di tutto perché si è rivelata essere la capolista del campionato italiano (più nove sul Milan) solo nel secondo tempo. E poi perché ad un quarto d’ora dalla fine si è accontentata del pari esattamente come il Napoli.

Ora, non essendo nato ieri e avendo visto un po’ di calcio in Italia e in giro per il mondo, so benissimo che gli scudetti si vincono anche così, cioè speculando su un vantaggio consistente (i nerazzurri avevano undici punti di vantaggio prima del turno di campionato), come so che il realismo impone qualche colpo di freno nelle trasferte più insidiose o in momenti delicati. Tuttavia vedere l’Inter che aveva fatto undici vittorie di fila fino a ieri sera, regalare un passivo possesso palla per arrivare presto alla fine, non è stato - secondo me - uno spettacolo degno di merito. Anche se in ripartenza, anche se lasciando spesso l’iniziativa all’avversario, ci eravamo abituati ad una squadra abbagliante che incendiava le occasioni senza sciuparne alcuna. 

Invece, a Napoli, l’Inter ha anche sofferto, soprattutto a centrocampo, dove Barella non è stato all’altezza delle sue specificità e Brozovic con Eriksen sono stati meno precisi del solito. Poi che il danese abbia realizzato il gol del pareggio è risultato importantissimo, ma a me non è piaciuto. Meglio Fabian Ruiz e Demme e, quando ripiegavano, cioè spesso, meglio Politano, Zielinski e Insigne. Napoli più compatto, Inter a volta lunga con la ricerca spasmodica di Lukaku, questa volta completamente domato da Koulibaly.

Ma come - si dirà - se Lukaku ha colpito una traversa e un palo? Detto che si è trattato di due deviazioni - la prima su tiro di Brozovic, la seconda su punizione di Eriksen -, dunque non di due azioni costruite e compiute, è stata una delle poche volte in cui ho visto il belga in difficoltà con il diretto avversario e, in parte, meno straripante che nel recente passato. Calo che si è accentuato nella ripresa, quando Lukaku ha pasticciato su qualche pallone di troppo, senza essere, dunque, di utilità neanche ai compagni.

La partita è stata francamente deludente, ma il Napoli con un possesso palla del 61 per cento all’intervallo, l’ha fatta più dell’Inter. Primo tiro in porta (17’) di Fabian Ruiz (assist di Insigne), parato. Prima mezza situazione per l’Inter, un colpo di testa di de Vrij, su punizione di Eriksen. La traversa di Lukaku (29’), di cui ho detto, era stata preceduta da un accelerazione del belga, l’unica in tutta la partita, in cui aveva aperto per Darmian, pronto a rimettere in mezzo. Ma Lautaro (ieri poca roba) è stato preceduto dal recupero di Insigne. 

Il vantaggio del Napoli (36’) non è venuto all’improvviso (da tempo aveva di più la palla), né da una zona di campo casuale (la sinistra dove stava lavorando molti palloni proprio Insigne). Rocambolesca e fortunosa, invece, la dinamica che l’ha procurato. Messo in moto da un rimpallo, Insigne ha seminato Skriniar sulla corsia di sinistra e poi ha messo in mezzo. Handanovic è andato in presa bassa, ma la palla gli è sfuggita anche perchè gli è franato addosso de Vrij che la spinta dentro. Ho visto che tutti (da calciomercato.com all’Ansa) attribuiscono la segnatura ad un’autorete di Handanovic, ma a me resta il dubbio che de Vrij, oltre che la causa del mancato controllo, sia l’incauto realizzatore.

Sia come sia, il Napoli si è ritrovato in vantaggio e l’Inter, a suo modo, ha reagito. Cosa significa a suo modo? Non certo con la coralità di manovra, ma con la punizione di Eriksen (38’) sbattuta sul palo da Lukaku un po’ troppo fortuitamente. Per aspettare un’azione vera, c’è stato bisogno dell’unico guizzo di Lautaro (45’) che ha aperto la difesa del Napoli con un filtrante per Barella, sul quale ha salvato Meret alla disperata. Quel che l’Inter ha fatto quasi alla perfezione è stata la percussione di Hakimi (il quinto di destra), con cross basso per Darmian (il quinto di sinistra). Sulla palla rimessa in mezzo dall’ex parmigiano, la difesa del Napoli ha respinto appena fuori dall’area. E’ arrivato Eriksen che ha controllato e concluso con un sinistro all’angolo basso alla sinistra di Meret.

E’ stato a quel punto (54’) che ho pensato di avere sbagliato pronostico (avevo scritto nella presentazione che l’Inter rischiava di perdere punti), perché pensavo che il gol le desse una determinazione assai intermittente. Invece prima il Napoli (63’) ha sfiorato il raddoppio con una punizione laterale di Politano sulla quale Fabian Ruiz è arrivato in ritardo e poi ha ripreso il filo del gioco lasciando ai nerazzurri solo qualche contropiede impreciso. Perisic per Darmian (68’) sembrava una mossa, ma Gattuso ha replicato con Mertens per Osimhen (73’). Al che Conte ha tolto Lautaro per Sanchez. A poco più di dieci minuti dalla fine, però, il Napoli si è catapultato in area con una decisione che ha sorpreso la difesa interista. Politano, dopo un dribbling, ha battuto di destro colpendo in pieno la traversa. Un attimo dopo, Zielinski è stato fermato in area da un intervento in spaccata di de Vrij. Subito l’arbitro Doveri ha indicato il dischetto, poi ha rettificato per un presunto fuorigioco (non c’era) segnalato dall’assistente, infine è andato al Var. Meno di dieci secondi e la decisione era presa: intervento netto sulla palla e niente rigore.

E’ stato così che, con un’Inter sempre meno in grado di ripartire, è arrivato l’ultimo strappo di Hakimi. Servito in piena area da Sanchez, ha tentato la sterzata, ma Manolas l’ha fermato con una scivolata prodigiosa. Questo per dire che la capolista meno convincente della stagione avrebbe anche potuto vincere. Sarebbe stato un’ingiustizia. Invece il pari (Napoli a meno due dal quarto posto della Juventus) accontenta tutti.




IL TABELLINO

Reti: 36’ aut. Handanovic, 55' Eriksen

Napoli (4-3-3): Meret; Di Lorenzo, Manolas, Koulibaly, Mario Rui; Fabian Ruiz (90'+1 Bakayoko), Demme, Zielinski (88' Elmas); Politano (90'+1 Hysaj), Osimhen (74' Mertens), Insigne. All. Gattuso

Inter (3-5-2): Handanovic; Skriniar, De Vrij, Bastoni; Hakimi, Barella, Brozovic, Eriksen (84' Gagliardini), Darmian (68' Perisic); Lukaku, Lautaro Martinez (75' Sanchez). All. Conte

Ammoniti: Koulibaly (N), Darmian (I), Demme (N), Politano (N), Mertens (N), Manolas (N), Hakimi (I).