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L’Inter può chiudere questa sera il discorso-scudetto. Non sarà facile riuscirci con tanto anticipo, visto che deve battere l’Atalanta, non una squadra qualsiasi, ma quella che per due stagioni consecutive è stata la terza forza del campionato. La formazione di Gasperini, con Sportiello a sorpresa tra i pali, vuole fare l’impresa sia per riaprire la lotta per lo scudetto (alla quale silenziosamente si iscriverebbe), sia per ribadire che dietro Inter e Milan c’è proprio la formazione di Bergamo, alla pari con la Juventus.

E’ uno scontro cruciale al quale sia Inter che Atalanta arrivano al meglio. I presupposti per vedere una bella partita ci sono tutti, ma solo chi vince potrà dirsi davvero soddisfatto anche della prestazione. Al contrario dell’Atalanta, che legittimamente corre per le posizioni di rincalzo, l’Inter non può sbagliare. Sia perchè un’eventuale caduta rimetterebbe in discussione la sua leadership, sia perché le conseguenze psicologiche di una sconfitta potrebbero portare scorie difficili da smaltire nel breve periodo. Una vittoria, al contrario, oltre a tarpare le ali alla stessa Atalanta, significherebbe chiudere ogni discorso di un ritorno al vertice sia per il Milan, sia per la Juve.

L’Inter ha un vantaggio che non può permettersi di dissipare: vincendo torna a più sei sul Milan e più dieci sulla Juventus, il che significa la fine di ogni illusione per chi insegue.

Mi immagino la preparazione della partita di questa sera da parte di Antonio Conte. Oltre ad un approfondito discorso tattico, toccherà il tasto dell’orgoglio di un gruppo che ora viaggia da solo, visto che la proprietà è assente e la dirigenza in quarantena (Marotta e Antonello, i due amministratori delegati, hanno contratto il Covid).

Non penso che, in un’occasione come questa, la capolista lascerà completa iniziativa all’avversario (che, in genere, se la prende), ma piuttosto che vada a pressare alto per strappargli palla nella zona rossa del campo. Se la strategia non dovesse funzionare, il piano B c’è sempre e, finora, almeno nel nostro campionato, ha funzionato a meraviglia: attesa dietro la linea della palla e ripartenze fulminanti con Lukaku e Lautaro. Sempre che sia l’argentino ad affiancare il bomber e non Sanchez, autore di due gol contro il Parma.

Il resto sarà la squadra che ormai possiamo definire titolare con Skriniar, de Vrji e Bastoni in difesa, un centrocampo a cinque che contempla due esterni d’attacco (Hakimi e Perisic) e tre centrocampisti (Barella, Brozovic e Eriksen) tutti in grado di costruire e di inserirsi. Davanti, come detto, il piccolo dubbio tra Sanchez e Lautaro.

Io penso giochi il primo, come penso che la forza d’urto dell’Inter sarà determinante. Nell’uno contro uno - il sistema puro con cui l’Atalanta difende - gli attaccanti di Conte sono più forti dei difensori di Gasperini, ma non sarà solo questa la chiave della partita.

Deciderà l’intensità, il ritmo e la corsa. Su questi livelli le squadre sono pari. L’Atalanta è autentica solo se viaggia ad alta velocità, ma sta all’Inter farla rallentare lasciandole il pallone il meno possibile. Ecco perchè penso al pressing alto di Conte e ad una gara non solo di ripartenza.

Il pronostico è arduo, ma - fedele alla mia convinzione iniziale - dico Inter. L’occasione è troppo grossa per ignorare che di qui in avanti il campionato sarebbe quasi in discesa.