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Ecco il Triplete che nessuno voleva. Prima la bocciatura in Champions contro il Psv Eindhoven, poi quella in coppa Italia contro la Lazio e ora l’ultima in Europa League contro l’Eintracht Francoforte. Con l’aggravante che le tre eliminazioni dell’Inter sono avvenute sempre a San Siro, sotto gli occhi e i fischi dei suoi fedelissimi tifosi che non meritano di assistere a simili figuracce. E come se non bastasse quanto è successo fin qui, preoccupa l’immediato futuro perché se continua a (non) giocare così l’Inter rischia di perdere prima il derby di domenica e poi il quarto posto finale, valido per tornare in Champions League. A scanso di equivoci, però, non è il caso di aggrapparsi all’assenza di Icardi e alle ripercussioni all’interno della squadra, perché l’Inter aveva deluso ed era stata eliminata anche quando c’era il suo ex capitano. Nessun alibi, quindi, nemmeno quello delle altre assenze, perché quelli che deludono di più sono i titolari, da De Vrij a Perisic. L’unico che non tradisce mai, invece, è Handanovic, ancora una volta il migliore in campo, bravissimo a limitare i danni di una sconfitta strameritata, perché l’1-0 finale non rispecchia la superiorità dell’Eintracht Francoforte, dall’inizio alla fine.       

TANTI ASSENTI - Oltre a Icardi mancano gli squalificati Lautaro e Asamoah, gli infortunati Miranda e Nainggolan, più Joao Mario e Gagliardini fuori dalla lista Uefa, mentre Brozovic è disponibile soltanto per la panchina. In compenso, dopo un paio di mesi, si rivede Keita schierato come centravanti d’emergenza, vertice del consueto 4-2-3-1 perché Spalletti è un integralista del modulo anche quando gli mancano i titolari più importanti. Per fortuna, però, c’è sempre il nuovo capitano Handanovic davanti al quale De Vrij e Skriniar hanno il difficile compito di sbarrare la strada alle due punte dell’Eintracht Haller e Jovic, tra i due esterni D’Ambrosio e Cedric. Al fianco di Vecino in mezzo al campo si rivede Borja Valero, alle spalle del tridente Candreva-Politano-Perisic. 

APPROCCIO SBAGLIATO - Ma prima ancora di capire se le mosse di Spalletti funzionano, si capisce che l’Inter ha sbagliato l’approccio alla partita. Come era già successo nelle sei partite di Champions, infatti, i nerazzurri con o senza Icardi vanno in svantaggio e non può essere un caso. Dopo appena 3’ Handanovic difende lo 0-0, che se non altro porterebbe ai supplementari, con un grande intervento su Kostic, salvato subito dopo dalla traversa che respinge la ribattuta di Haller. E’ il classico campanello d’allarme, che però non scuote l’Inter, perché dopo altri 3’ nemmeno Handanovic può rimediare all’erroraccio di De Vrij, un titolarissimo, che lascia via libera a Jovic, il cui pallonetto di destro vale l’1-0. A questo punto servono due gol per vincere e qualificarsi, ma l’Inter sembra già rassegnata, perché non c’è alcun cenno di reazione. E per sua fortuna soltanto la posizione di fuorigioco nega ad Haller il gol del 2-0. 

SOLITI LIMITI - Al di là dei limiti caratteriali, la squadra di Spalletti evidenzia le consuete lacune tecnico-tattiche. Lenta, senza fantasia e quindi prevedibile in mezzo al campo, dove Vecino e Borja Valero giocano soltanto in orizzontale, l’Inter cerca sbocchi sulle fasce dove però non si vedono mai i due terzini D’Ambrosio e Cedric, mentre Candreva e Perisic sbagliano sempre la misura dei cross o dei tiri. Politano, costretto a giocare al centro, prova invano a farsi vedere dai compagni, sovrastati dal ritmo dei tedeschi, più aggressivi in tutte le zone del campo. E a poco serve il movimento di Keita, che fa rimpiangere ancora una volta l’assenza di una terza punta di scorta nell’organico, perché nel corso della stagione può capitare che manchino i due attaccanti titolari, per squalifica o infortunio, anche se i dolori prolungati di Icardi sono un caso a parte. In questo deserto di gioco e di emozioni, non bisogna stupirsi se è ancora l’Eintracht a sfiorare il gol, grazie a un’incertezza di Vecino che imita de Vrij e lascia spazio a Gacinovic, la cui conclusione in corsa viene deviata tanto per cambiare da Handanovic. Più che comprensibili, quindi, i fischi dei fedelissimi di San Siro alla fine di un primo tempo in cui il portiere tedesco Trapp non ha dovuto compiere nemmeno una parata.  

EMERGENZA GIOVANI - Visto che né l’intervallo né il primo quarto d’ora svegliano la brutta addormentata Inter, Spalletti rilancia Ranocchia, che però non va a fare l’attaccante perché si affianca subito a De Vrij. Skriniar avanza a centrocampo, Candreva arretra in linea con D’Ambrosio e Politano torna sulla fascia. Cambiano le posizioni ma non cambia il copione, perché Handanovic deve intervenire un’altra volta per negare il gol a Kostic. Finalmente, però, anche il suo collega Trapp al 66’ compie la prima vera parata della serata, impegnato da una conclusione di Politano e subito dopo è bravo a non farsi sorprendere da un pallonetto di Candreva. Troppo poco, comunque, per spaventare l’Eintracht che non ha alcuna intenzione di chiudersi e anzi continua ad attaccare. E allora, in piena emergenza, Spalletti trova il coraggio di lanciare due ragazzi della “primavera”, prima Sebastiano Esposito e poi Davide Merola, rispettivamente al posto di Borja Valero e Politano. Ma alla fine nemmeno loro possono festeggiare un esordio così. 
 
IL TABELLINO
 
Inter-Eintracht 0-1

Marcatori: Jovic

Inter: Handanovic; D’Ambrosio, de Vrij, Skriniar, Cedric (dal 17’ s.t. Ranocchia); Vecino, Borja Valero (dal 27’ s.t. Esposito); Candreva, Politano (dal 35’ s.t. Merola),  Perisic; Keita Baldé.

Eintracht: Trapp; Hinteregger, Hasebe, N’Dicka; da Costa, Rode (dal 44’ s.t. Paciencia), Willems (dal 27’ s.t. Stendera), Kostic; Gacinovic (dal 14’ s.t. de Guzman); Haller, Jovic.

Ammoniti: D’Ambrosio (I), Borja Valero (I), Haller (E), Rode (E), Paciencia (E), Skriniar (I)

Espulsi:

Arbitro: Ovidiu Hategan