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Cosa manca all’Inter di Inzaghi? Quanto è lontana dalla squadra che pochi mesi fa vinceva lo scudetto? La partita persa ieri con la Lazio ha mostrato in un unico colpo pregi e difetti dei nerazzurri. Una squadra a due facce: aggressiva, veloce e inscalfibile nel primo tempo, disordinata nella ripresa. Crollata a terra al primo cazzotto della squadra di Sarri, il rigore di Immobile. Sì, perché prima del pareggio della Lazio, l’Inter sembrava in controllo, seppur in vantaggio di un solo gol. Va sottolineato il primo tempo, uno dei migliori della stagione, come ricordato anche da Inzaghi. Il risultato poteva essere anche più netto, anche se il predominio non si è tramutato in diverse occasioni da gol. Ma il crollo nell’ultima mezzora ha messo in luce alcuni difetti su cui si può lavorare.


DIFESA BALLERINA - Partiamo dalla difesa. L’asse portante dell’Inter contiana, la base su cui costruire le vittorie. Ecco, al momento non si può definire un punto di forza per Inzaghi. Anzi. Bastoni è in una fase di appannamento, ieri oltre al rigore ha sofferto per tutta la partita Felipe Anderson. Lo stesso Skriniar è meno sicuro del solito, regge solo de Vrij. I numeri chiariscono ancor di più il problema: in 8 partite di campionato l’Inter ha subito 11 reti. Il Napoli 3, il Milan capolista 7. A cosa è dovuto questo appannamento? Dal punto di vista tattico rispetto all’anno scorso la squadra ha un atteggiamento in generale più offensivo, a tratti sbilanciato. Ma soprattutto è calata l’attenzione, neanche lontanamente paragonabile a quella imposta da Conte.

TENUTA MENTALE - Una tenuta mentale scadente che viene fuori anche nel modo in cui la squadra è crollata al momento del pareggio della Lazio. L’Inter non è riuscita a reagire, quando ci ha provato lo ha fatto in modo confuso. Fino all’esplosione di nervi dopo il 2-1 di Felipe Anderson, quando mancavano oltre 10 minuti alla fine della partita. Insomma, c’era tutto il tempo per rimettere le cose a posto, se solo i giocatori avessero mantenuto la lucidità. Serve una diversa maturità, che può essere utile anche nel chiudere le gare, nel concretizzare un predominio territoriale che troppo spesso resta fine a se stesso. Ultimo punto: a centrocampo manca qualcosa. Calhanoglu ha saputo replicare solo a tratti quella qualità che dava Eriksen. E Gagliardini, ieri titolare, ha deluso. Inzaghi deve trovare una soluzione per arrivare il prima possibile a una quadratura del cerchio.