Lo scandalo che ha travolto la Juventus rischia di coinvolgere pesantemente anche l'Atalanta: l'ipotesi dei pm è che ci siano rapporti occulti tra i due club che influenzano il calciomercato, rapporti non dichiarati e formalizzati. E' quanto emerge dal lungo elenco di intercettazioni pubblicate e analizzate da Domani: l'inchiesta sui bilanci dei bianconeri può innescare un effetto domino su tutta la Serie A e i bergamaschi sarebbero la prima tessera toccata, perché secondo i pm partecipe di plusvalenze truccate, operazioni 'a specchio' con una controparte che è coinvolta e beneficiaria di uno schema che muove milioni di euro soltanto virtuali ma che nei bilanci sembrano reali. Con conseguenze rilevanti e una condizione dei conti presentata a mercato, azionisti e creditori molto migliore di quella reale: "Fatti i conti della serva noi (la Juventus, ndr) dovevamo fare, per star tranquilli, un aumento di capitale di 650 milioni, non di 400", dice l'ex ad Maurizio Arrivabene il 19 ottobre 2021, in una frase intercettata.

INTRECCIO DEMIRAL-ROMERO - Molto ruota attorno all'operazione che ha portato Merih Demiral in prestito dalla Juventus all'Atalanta, a condizioni più vantaggiose rispetto a quelle che si sarebbero potute ottenere dal mercato (c'era anche il Borussia Dortmund): "Ci serve per coprire cose vecchie", dice Marco Ottolini (dirigente dell'area football) in una telefonata intercettata con Giovanni Manna, responsabile della Juventus Under 23, il 2 agosto 2021. Un elemento che si innesta in un contesto più ampio e del quale erano a conoscenza tutti i livelli della Juve. E lo si evince anche dalla frase di Arrivabene, il 5 agosto 2021, a Federico Cherubini: "sappiamo benissimo cosa dobbiamo ancora all’Atalanta". Secondo i pm, le condizioni vantaggiose del prestito di Demiral sono una parziale contropartita per l'affare Christian Romero dell'anno precedente: la Juve prende Romero dal Genoa per 31,5 milioni nel 2019, lo lascia in prestito ai rossoblù e poi lo presta all'Atalanta nel 2020 (per 2,3 milioni), glielo vende nel 2021 per 16 milioni; in seguito, la Dea lo presta al Tottenham con opzione d'acquisto e glielo vende nel 2022 per 50 milioni.

A guidare il mercato del Tottenham dal 2021 c'è Fabio Paratici, ex Juventus, e proprio il dirigente viene intercettato mentre parla con Luca Percassi, amministratore delegato dell'Atalanta: "Nel corso della conversazione Paratici, pur agendo in nome della controparte londinese, afferma che tale cifra è elevata rispetto al valore del calciatore e, per tale motivo, sollecita la definizione dell’accordo di fatto molto conveniente per l’Atalanta in quanto “c’hai un giocatore che paghi 16 milioni e dopo un giorno lo rivendi a 50", riporta Domani. "Mi espongo per tantissimi soldi" dice Percassi e vuole qualcosa in cambio: il prestito di Demiral e rassicurazioni da Andrea Agnelli ("Io domani vado da Andrea, dico Andrea scusami, eh, qui non è che le cose si interpretano.. vuoi sti accordi si o no?"). E a proposito di Romero aggiunge: "Son qui a dirti che sono pronto a pagarti un giocatore, eh, ti chiederei però di non far finta che non esistano altri impegni sennò (…) sennò rinviamo tutto all’infinito". Perché a lui, all’Atalanta, "16 milioni mi cambiano il mio budget, non è che ho una disponibilità infinita". Demiral si rivela quindi il pezzo chiave per completare l'affare, per scontare "il prestito dai miei crediti" e "avere il sostituto a zero" di Romero. Nonostante l'Atalanta possa incassare bene con la cessione di Romero, la Juve si sente in debito e allora arriva l'operazione Demiral: 2,5 milioni per il prestito, 20 per il riscatto, 2,5 di bonus e il 10% sulla futura rivendita. Condizioni peggiori rispetto a quelle offerte da altre opzioni sul mercato: "Stiamo trattando Demiral in prestito con diritto con diverse società a una cifra dai 30-35 milioni, se viene l’Atalanta dobbiamo farlo a dei numeri diversi che permettano in qualche modo di far sì che loro possano vendere Romero, magari perderemo qualche milione potenziale di riscatto però risolvi qualcosa", dice Cherubini a Paratici l'1 agosto 2021.
BILANCIO FALSO - L'operazione Romero, si legge in una nota della richiesta di rinvio a giudizio dei pm, "presenta profili di opacità", dovuti all'uso delle plusvalenze. E molto si lega alla formula, ossia il prestito con diritto di riscatto e non obbligo. Si tratta comunque di un primo passo verso una cessione definitiva già deliberata dalla società bergamasca che "ha interesse a non registrare interamente la plusvalenze nell’esercizio in esame, al fine di evitare la tassazione; da qui l’esigenza di far apparire l’operazione come una cessione in prestito con diritto di acquisto a favore del Tottenham (e, quindi, incerta e non oggetto di obbligo di registrazione nell’esercizio 2021) invece che con obbligo", riporta Domani. Ma con il diritto di acquisto c'è il rischio che il Tottenham possa non esercitare l'opzione. Come scongiurare lo scenario? I pm ipotizzano che ci sia una "lettera di fianco" da "tenere nel cassetto" che garantirebbe all'Atalanta i 50 milioni dal Tottenham che "ove utilizzata per pretendere l’adempimento farebbe emergere il falso in bilancio della società bergamasca". La pratica delle lettere di fianco non rese pubbliche, peraltro, per i pm "costituisce una modalità ricorrente nell’operato di Fabio Paratici". A destare i sospetti degli inquirenti sulla lettera, un'intercettazione di Percassi del 4 agosto 2021: "Io quella lettera lì non potrò mai tirarla fuori perché dovessimo andare in giudizio viene fuori che ho fatto il bilancio falso".

GENTLEMEN AGREEMENT - Cherubini, poi, ai pm confermerà questo schema definendolo un "gentlemen agreement" tra Juve e Atalanta nell'affare Romero. Ne emerge un quadro, evidenzia Domani, di campagna acquisti mossa da un unica regia per due squadre in teoria concorrenti, con un orizzonte pluriennale e le esigenze di bilancio dei bianconeri a dettare la linea. Ne consegue una rete di debiti contabilizzati nell'ordine di "6-7 milioni di euro" secondo Cherubini, oltre a un "debito morale" mentre Arrivabene ai pm dice che ci sono solo debiti "di riconoscenza", ma non in denaro.

L'OPERAZIONE KULUSEVSKI - L'ultima conferma del metodo arriva dall'operazione che porta Dejan Kulusevski alla Juventus e Simone Muratore all'Atalanta. Paratici la ricostruisce sul fronte bianconero: "Noi nel gennaio 2020 abbiamo acquisito Kulusevski dall’Atalanta per un corrispettivo, mi sembra di ricordare, nell’ordine di 28 milioni di euro cui si aggiungono credo di ricordare 9 milioni di bonus. Abbiamo pagato il corrispettivo interamente cash. Io dissi al presidente di Atalanta che sostenevamo un grande esborso e che avremmo voluto che, nella trattativa, loro ci comprassero un nostro calciatore del valore, almeno, di tre milioni". Il nome non viene indicato, la Dea prende Muratore non a 3 milioni ma a 7, generando così una plusvalenza di 6,7 milioni per la Juve. Agli atti degli inchiesta, riporta Domani, c'è un appunto firmato da Luca Percassi, ad dell'Atalanta, che specifica la natura dell'operazione: il giocatore da comprare per 3 milioni doveva essere "suggerito dalla stessa" Juve. Un "impegno morale" per l'Atalanta, alla Juve richiesta la disponibilità a riprendere il giocatore indicato per 4 milioni "per il caso in cui l’Atalanta non fosse stata soddisfatta delle prestazioni", riconosce Paratici. A Bergamo finisce anche Federico Mattiello, al centro del "memorandum Atalanta" del 25 giugno 2020: l'esterno arriva per 4 milioni, viene girato in prestito al Cagliari ma il memorandum stabilisce che se la squadra sarda non dovesse esercitare l'opzione per l'acquisizione a titolo definitivo di Mattiello, sarebbe la Juventus a riprenderselo. 4 milioni che sommati ai 3 per Muratore fanno i 7 della cifra formale indicata per la cessione di Muratore, ma nulla è esplicitato sui bilanci delle due società.