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Il suo profilo si staglia già all’orizzonte. Cristiano Ronaldo, il suo numero 7 e la valanga di gol che si porta dietro. L’Italia per andare ai Mondiali dovrà scalare l’Everest calcistico del 21esimo secolo, l’uomo bionico che segna come una macchina. E che, tra l’altro, è affiancato da una squadra di grande qualità. “Eviteremmo volentieri il Portogallo”, avevano detto in coro Mancini e Gravina. Ecco, puntualmente è arrivato. Gli azzurri dovranno battere prima la Macedonia del Nord, in una partita che si giocherà probabilmente all’Olimpico di Roma (Torino o Palermo le alternative), poi avranno o la Turchia o proprio CR7.


IN PORTOGALLO - Considerando che l’altra semifinale avrà luogo in Portogallo, è facile pensare che i lusitani - una nazionale che può contare su talenti come Bruno Fernandes, Bernardo Silva, il milanista Leao - possano avere la meglio sulla nazionale di Calhanoglu. E poi quindi sarà Mancini a dover andare a Lisbona o Porto. Lì dove Cristiano è icona e bandiera, lì dove nel 2016 hanno festeggiato la vittoria di un Europeo. Ora i campioni d’Europa siamo noi, ma da quel rigore sbagliato da Jorginho contro la Svizzera il Mondiale sembra sempre più lontano. O, quantomeno, complicato. 
L'UOMO DEI RECORD - Se sarà Portogallo, l’Italia avrà contro il primo calciatore europeo ad aver raggiunto i 100 gol in nazionale nell'autunno 2020 e il miglior cannoniere europeo a livello di squadre nazionali: 115 reti totali in 184 presenze. Nessuno come lui. Lo conosciamo bene, alla fine, Ronaldo. Lo abbiamo visto per un po’ con la Juventus in Serie A. Ha sicuramente fatto crescere appeal e valore del nostro campionato, ha portato in bianconero il suo essere totalizzante. Ha ricevuto anche alcune critiche: pensa troppo a se stesso, con lui la squadra gioca peggio, oramai è solo un grande centravanti. Possiamo dire che da quando se ne è andato, fine agosto, la Juve fatichi a trovare un suo erede. 

UN SOLO PASS MONDIALE - Poche settimane fa, prima della sfida con l’Atalanta in Champions, ci ha dedicato un post su Instagram: “Ritorno in Italia, un paese che ha accolto me e la mia famiglia così bene, un posto che rimarrà per sempre nel mio cuore”. A marzo, probabilmente, ce lo ritroveremo davanti, spauracchio tutto muscoli e gol. Cristiano Ronaldo o l’Italia. Al Mondiale in Qatar c’è posto solo per uno.