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Non poteva esserci regalo più bello per il 30esimo compleanno. Antonella Palmisano si è presa l'oro nella marcia 20 km, di prepotenza, in testa dall'inizio alla fine della gara: 1h29'12", tenendo testa alla colombiana Arenas (25" più indietro) e alla regina della categoria, la cinese Liu (+45"). L'Italia non sa più come festeggiare, la seconda medaglia d'oro nella marcia in ventiquattro ore, solo ieri quella di Massimo Stano nel maschile, e la quarta nell'atletica in questi Giochi.

Antonella invece sa benissimo come esultare e non aspetta neanche il traguardo per farlo. Sa di aver dominato la gara, sa di aver messo un buon margine tra lei e le inseguitrici. E allora sulle spalle si prende la bandiera italiana a poche centinaia di metri dal traguardo, anche se nell'euforia le cade e le lascia in testa solo quel colorato fiore di feltro tra i capelli, che mamma le ha fatto e che sempre l'accompagna in tutte le gare. Ma è dopo il successo che la festa esplode, in un modo che i tifosi di calcio conoscono bene: sventola il tricolore e a gran voce canta quel "Popopopopopopo" sulle note di "Seven Nation Army" (brano dei White Stripes) che aveva accompagnato la vittoria azzurra al Mondiale 2006 e da lì tanti eventi legati all'Italia del pallone. Coro cantato nuovamente sul podio al momento della ricezione della medaglia.

"Adesso penso andrò a rivederla questa gara perché ancora non me ne sono resa conto di quello che ho fatto. Oggi è il giorno del mio compleanno e volevo che i sacrifici fatti in questi anni mi ripagassero", racconta la Palmisano alla Rai a fine gara. E prosegue: "Sono molto contenta perché negli ultimi 5km ho sentito proprio un’energia dentro, ho sentito tutte le persone a me più care che mi sono state vicino in questi anni e che mi davano la forza. Avevo la pelle d’oca solo a marciarci, quando stavo lì davanti mi sono rivista il sogno che ora si è realizzato. Dopo la Coppa Europa a maggio sono rimasta ferma 40 giorni e la preparazione è avvenuta soltanto di corsa e non mi nascondo, ho pianto quasi tutto i giorni. Era quasi impensabile che oggi potessi essere qui, avevo veramente paura di dover rinunciare alla gara. Ad oggi però posso dire che ne è valsa veramente la pena. Ho voglia di sentire l’inno. Ieri Massimo (Stano, ndr) mi ha fatto venire i brividi, mi ha fatto piangere, stanotte l’ho sognato e mi ha dato la carica. La scia si Jacobs, Tamberi, gli Europei di calcio anche, è un periodo magico per l’Italia".




Impensabile ma fino a un certo punto, perché i risultati conseguiti dalla marciatrice, nata a Mottola (Taranto) il 6 agosto 1991 ma trasferitasi a Roma per lavorare agli ordini di Patrizio Parcesebe (la sede di allenamento è Castelporziano, ostia, casa delle Fiamme Gialle), la ponevano tra le atlete di punta della spedizione azzurra di atletica a Tokyo: il quarto posto ai Giochi di Rio 2016, il bronzo al Mondiale di Londra 2017, il bronzo Europeo a Berlino 2018 e, ultima, la vittoria della Coppa Europa a Podebrady due mesi fa. Ora l'oro nel giorno del compleanno, il più bel regalo che potesse fare a lei e a tutto il movimento italiano.

La marcia azzurra sognava una ripartenza dopo Alex Schwarzer, oro a Pechino 2008 poi travolto dallo scandalo doping, e la risposta è arrivata. Dal Trentino alla Puglia, il baricentro di questa disciplina si sposta radicalmente e trova fortuna al Sud. Massimo Stano di Bari, Antonella Palmisano di Taranto, i nuovi volti che la marcia e l'atletica italiana sognava da oltre dieci anni sono finalmente arrivati.