105
Un cerchio che si chiude, una soddisfazione che ripaga i sacrifici e i bocconi amari. Skriniar ha saputo prendersi l’affetto della sua gente con la chiarezza dei fatti, con coerenza. Milan ha sempre detto di voler restare all’Inter e per questo motivo ha respinto offerte, molte e convenienti. Ha rinnovato di persona in sede, in assenza del procuratore. Atteggiamenti che penetrano nel cuore dei tifosi, abituati a un calcio sempre più distante, sempre meno rivolto ai legami verso colori e tifoserie. Comandano i soldi, in quel mondo amano farsi chiamare “Professionisti”, anche se si sfamano con la passione della gente.

SUL MERCATO - Skriniar era stato messo sul mercato e ne ha sofferto. Tantissimo. Il passaggio alla difesa a tre aveva messo in mostra qualche limite di troppo, Conte chiede gente alla Bastoni, che partecipi alla manovra e sappia prendersi la responsabilità della giocata quando tutte le linee sono chiuse. Skriniar ha altre qualità e nelle valutazioni complessive di inizio anno l’idea era quella di cederlo, come avvenuto per Godin. Il ragazzo è stato messo al corrente, ma non ha mai accettato passivamente la situazione. Il Tottenham si è affacciato, ma da viale della Liberazione hanno sempre avuto la sensazione che gli inglesi provassero a corteggiarlo come affare di mercato, offrendo il minimo indispensabile. Niente da fare, a quelle condizioni non poteva partire.
L'ULTIMO SFORZO - Conte ci ha messo poco a capire che a quel punto bisognava fare un passo indietro e schierarlo nuovamente in campo. Skriniar in tutto quel tempo si è sentito indesiderato ma mai ha interpretato la parte del risentito. Professionalità e testa alta, sempre. E i numeri parlano per lui: con Skriniar in campo la difesa è più solida, subisce meno. Lo slovacco non interpreta il ruolo di terzo di difesa alla perfezione, ma in marcatura è una certezza e il suo tenere alla causa alla fine eleva sempre la prestazione. Conte chiede un ultimo sforzo, il tecnico vuole che in campo il suo difensore si faccia sentire molto di più e che alleni l'attitudine a giocare il pallone. Ieri, contro il Verona, è anche arrivato il sigillo definitivo. Con l’Inter stanca e chiamata a recuperare le ultime energie raschiando il fondo del barile, Skriniar ha risposto presente e risolto la partita con un colpo di testa valso tre punti pesanti, che lasciano l’Inter attaccata al Milan, ma più lontana da Napoli e Juve. Alla fine chi parla con i fatti vince sempre, ma questo Skriniar lo ha sempre saputo.