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Gianluigi Donnarumma - per tutti Gigio - campione d’Europa con la Nazionale a 22 anni, è il classico predestinato lanciato in Serie A da Mihajlovic quando ne aveva soltanto 16 e indossava la maglia del Milan. Sulle sue qualità nessuno può discutere, sulle sue scelte professionali invece sì, specialmente dopo averlo rivisto nell’Italia di Mancini. E, proprio ripensando al suo attaccamento alla Nazional,,e è scontato sottolineare questo aspetto positivo, che al tempo stesso però evidenzia indirettamente l’altra faccia della medaglia delle sue decisioni. Si ha quasi il sospetto, infatti, di trovarsi di fronte a uno sdoppiamento di personalità, con Gigio rossonero da una parte e Donnarumma più azzurro che mai dall’altra, non soltanto con il numero uno ma anche con la fascia di capitano, come il campione del mondo Buffon e soprattutto Zoff, l’unico bicampione del mondo e d’Europa.

Soltanto un anno fa Gigio ha sicuramente peccato di riconoscenza nei confronti del Milan, rifiutando un consistente aumento dell’ingaggio per andare a guadagnare di più nel Psg. Scelta economica, legittima per carità, ma certamente non di vita e anche di carriera, perché il Milan ha vinto lo scudetto e punta a vincere anche in Europa. Tutti i tifosi milanisti lo hanno pensato, apprezzando ancora di più il suo sostituto Maignan che fin qui non lo ha fatto rimpiangere. Il tempo, probabilmente, farà capire a tutti, a lui per primo, che sarebbe stato meglio se fosse rimasto al Milan, perché Gigio ha soltanto 23 anni e può continuare a giocare per altri venti se seguirà l’esempio di professionalità di Buffon, che rispetto a lui aveva debuttato in Serie A e in Nazionale quando aveva un anno e due più di lui. Guarda caso proprio Buffon gli ha lasciato il posto l’1 settembre 2016 nell’amichevole contro la Francia quando Donnarunmma ha fatto il suo debutto nella nazionale di Ventura.
Da allora ha scalato in fretta tutte le posizioni, guadagnandosi il posto di titolatissimo con Mancini che ha cambiato tutti i giocatori nelle ultime tre partite con Argentina, Germania e Ungheria, ma non lui perché lo considera il miglior portiere d’Europa. Gigio, che aveva lasciato il Milan per guadagnare di più in Francia, adesso non molla la maglia in Nazionale anche se in azzurro gioca senza prendere nemmeno un euro come i suoi compagni. Un attaccamento alla maglia che ha raggiunto l’apice proprio nell’ultima gara contro l’Ungheria. Un altro al suo posto sarebbe probabilmente rimasto in tribuna, o addirittura se ne sarebbe andato in vacanza avendo il mignolo della mano sinistra lussato. Mancini, invece, ha sollecitato il suo recupero, senza dare spazio ai suoi sostituti Cragno e Meret, ma soprattutto lui non si è tirato indietro e alla fine della partita ha detto che per la maglia azzurra giocherebbe anche con la mano rotta.

Con quella maglia, sottolineiamo, quasi a voler dire che la Nazionale è il massimo, a prescindere dai soldi. E di questo passo, visto che è già a quota 45 presenze, potrà raggiungere i tre portieri che lo precedono nelle presenze azzurre: Zenga a quota 58, Zoff a 112 e Buffon a 176. Con l’augurio che vinca anche il Mondiale, perché Donnarumma è il numero uno dell’Italia e non sarà giusto fischiarlo quando tornerà a San Siro, il 23 settembre, per giocare contro l’Inghilterra. Anche se alla fine rimane il dubbio che Donnarumma sia più innamorato della Nazionale di quanto Gigio lo sia stato del Milan.