Jean Armel Drolé ha conquistato Perugia: sabato, nel match pareggiato contro il Cesena, il classe 1997 della Costa d'Avorio è stato senza dubbio il migliore in campo tra i 22 presenti, ha rischiato di segnare il gol della vittoria facendo letteralmente impazzire il difensore dei bianconeri Perico, ex conoscenza di Serie A che non sapeva più come fermarlo, ed è stato elogiato pubblicamente dal tecnico dei Grifoni Pierpaolo Bisoli. Tutto questo alla terza presenza in Serie B, la prima da titolare, come in una favola. Ma la vita di Jean Armel è stata tutto meno che una storia felice, fino all'arrivo nel capoluogo umbro.

FUGA PER LA SPERANZA - Diciotto anni non semplici, pieni di difficoltà e sofferenza, quelli del ragazzo nato ad Abidjian, capitale della Costa d'Avorio: lo scenario è quello di una terribile guerriglia, che ha angustiato la regione della capitale dal 2002 al 2011. Una guerra civile senza esclusione di colpi, che non risparmia nessuno, donne e bambini compresi. Jean è orfano e l'idea di fuggire da un luogo che, seppur bellissimo, non gli può dare alcun futuro, si affaccia subito nei suoi pensieri: così, tramite uno di quei viaggi della fortuna che sono diventati tristemente notori, soprattutto negli ultimi tempi, riesce ad attraversare il Mar Mediterraneo e a raggiungere Palermo, dove finalmente la fortuna svolta anche per lui. Quando ancora infatti gira scalzo e denutrito incontra infatti Massimo Tutrone, che si dimostra magnanimo e generoso, ponendolo sotto la sua ala protettrice e affidandolo ai salesiani, prima di adottarlo definitivamente. Jean continua a ripetere solo una cosa: "Pallone, pallone", e per questo Tutrone lo accoglie nella scuola calcio da lui diretta, il Tieffe Club, società giovanile palermitana legata come Academy alla Juventus. 
JEAN ARMEL BRUCIA LE TAPPE - Qui Jean Armel stupisce tutti, per l'intelligenza, che gli consente di apprendere in fretta italiano, inglese e francese, e per le capacità tecniche, compreso uno spunto velocissimo: la Juventus non rimane insensibile e lo sottopone a due provini, che però non convincono appieno. Allora Tutrone lo propone a Marcello Pizzimenti, ds del Perugia, che assieme al presidente dei Grifoni, Santopadre, decide di prenderlo: lo stile non è eccelso, ma le qualità atletiche sono ottime e, dopo il raggiungimento della maggiore età, Drolè diventa a tutti gli effetti un giocatore del Perugia, dopo un iter burocratico senza fine. Prima Camplone, poi soprattutto Bisoli lo coinvolgono nel progetto Prima Squadra: due gol in amichevole alla Fermana, l'esordio in B (15' col Pescara e 30' con lo Spezia), prima di sabato, il giorno della prima gara da titolare dell'ivoriano. Al Curi per visionarlo era presente anche un osservatore dello Zenit San Pietroburgo: perchè ora per Drolè (foto lanazione.it) la vita puo davvero diventare una favola.

ADG