Il Mondiale non lo ha vinto la squadra che ha giocato meglio la finale (la Croazia), ma quella che ha segnato con i migliori calciatori (Griezmann, Pogba. Mbappè). Così la Francia mette le mani per la seconda volta sulla Coppa del Mondo (la prima vent’anni fa in casa, nel 2006 la sconfitta ai calci di rigore con l’Italia) e Deschamps, un c.t. modesto che in Francia hanno criticato almeno quanto ho fatto io da Tuttosport quando guidava la Juve, riesce in un’impresa epica: essere il terzo uomo, dopo il brasiliano Zagallo e il tedesco Beckenbauer, a conquistare la Coppa sia da calciatore (1998), sia da allenatore (adesso). L’inglese Kane vince il titolo di capocannoniere con 6 reti, ma il Pallone d’Oro dovrebbe essere assegnato a Griezmann, autore di quattro reti al pari di Lukaku, Cristiano Ronaldo, il russo Cheryshev e la rivelazione Mbappé, il secondo calciatore dopo Pelé ad avere segnato in una finale a 19 anni. Perché, allora, preferisco Griezmann a Mbappé? Almeno per tre ragioni oggettive. La prima. Griezmann, oltre a segnare in finale, è stato anche il procacciatore e l’esecutore della punizione che ha propiziato l’autorete di Mandzukic. La seconda. Griezmann è stato sempre in partita fornendo anche una sorta di assist per il gol di Pogba. La terza, extra torneo mondiale: perché Griezmann, con l’Atletico di Madrid, ha vinto l’Europa League segnando anche in quella finale.

Detto tutto questo, la Francia ha tirato in porta per la prima volta al 59’ quando Paul Pogba, ha segnato di sinistro dopo un tiro rimpallato. La cosa prodigiosa è che all’alba dell’ora di gioco, i Bleus erano sul 3-1 con un solo tiro in porta. Come avevano fatto a segnare due reti senza provarci mai? Semplice. Il primo gol è disceso direttamente da un’autorete di Mandzukic (spizzata di testa su punizione profonda, ma certamente leggibile per i difensori da parte di Griezmann). Il secondo da un calcio di rigore, assegnato dall’arbitro Pitana con l’ausilio della Var, provocato da un colpo di mano di Perisic. Nemmeno in questo caso i francesi avevano tirato in porta, ma si erano limitati a battere un calcio d’angolo. Al contrario, la Croazia aveva pareggiato il gol iniziale degli avversari con una staffilata da dentro l’area di Perisic, anch’essa a sèguito di un calcio di punizione. Più in generale la Croazia - pur avendo 90 minuti in più sulle gambe e un giorno di riposo in meno - è stata più convincente sia per l’intero primo tempo, sia per il primo quarto d’ora della ripresa.

Sull’1-2, per esempio, l’occasione per il pareggio è capitata sui piedi di Rebic (47’) dopo assist di Rakitic. Decisiva la deviazione di Lloris, uno dei migliori portieri del Mondiale, almeno fino al 69’. Quando, con la Francia in vantaggio per 4-1 (dopo Pogba al 59’ aveva segnato anche Mbappé al 65’ sempre con un tiro da fuori), il portiere si è lasciato andare ad una leggerezza degna dell’ormai leggendario Karius, un portiere che solo uno come Klopp poteva preferire a Mignolet. Moviola (scritta) dell’azione. Retropassaggio di Umtiti giusto sul piede sinistro di Lloris, Mandzukic accenna una pressione solitaria e il portiere prova a dribblarlo. Il croato allunga istintivamente la gamba destra, la palla gli sbatte contro e finisce in rete. 

Ben lungi dall’essere riaperta, la partita si è srotolata secondo i voleri della Francia (attendismo e contropiede) e senza che la Croazia creasse il benché minimo problema. Ci sarebbe voluta altra energia, un po’ più di tempo, magari anche un Modric meno usurato di quanto sia apparso. Più semplicemente la Croazia della prima ora di gioco, che aveva messo a tal punto in difficoltà il centrocampo della Francia da costringere Deschamps a togliere Kanté (autore di una serie di errori marchiani) per il più solido Nzonzi. 

Piccola considerazione personale. Da giorni scrivevo che solo Deschamps avrebbe potuto affossare la Francia, ma le probabilità di vincere il Mondiale da parte dei Bleus erano altissime. Per quanto mi costi ammetterlo, ritengo che la squadra proveniente dalla parte sinistra del tabellone sia più legittimata alla vittoria rispetto a Inghilterra (quarta) e Croazia (seconda). Tanto il Belgio (terzo) che la Francia (campione del mondo) avevano affrontato avversari più duri eliminandoli con merito. Mi resta il dubbio (insoluto) su che cosa avrebbe fatto l’Italia in caso di qualificazione. Se prima del Mondiale ero propenso a ritenerci non troppo lontani da tutti, oggi sono meno convinto. Il livello, anche se di poco, si è alzato ed è stato doloroso, ma giusto, non esserci. Meno che mai guidati dal signor (Mala)Ventura.