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A chi piacciono i monopoli? A nessuno. Siamo tutti per la “pluralità”, per la concorrenza, per il vinca il migliore. Tutti contenti che non ci sia più la TV monopolista di Stato, che sia arrivata la Televisione commerciale, che aumenti l’offerta: la Pay Tv satellitare e ancora il digitale e l’On Demand con la possibilità di scegliere in una mare di programmi. Siamo tutti contenti, ma, a un certo punto, può succedere che in piena guerra dei diritti e in una selva tecnologica sempre più amazzonica non ci si capisca più nulla. Per carità, non siamo passatisti, viviamo nell’ epoca della riproduzione, nell’età che moltiplica i canali di diffusione, nella “portabilità” assoluta, figuratevi se rimpiangiamo il bianco e nero (anche se se esistono capolavori immortali pieni di fascino. Anzi.)

Ma, restando al calcio tutta questa confusione, tra Sky, DAZN, Tim, Comcast, Cairo, AGCOM e il relativo spacchettamento, spezzettamento, alla fine serve davvero al fruitore/utente/consumatore/ spettatore (chiamatelo come vi pare)? A prima vista sembrerebbe di no. DAZN si aggiudica i diritti per trasmettere i prossimi 3 campionati, ma SKY non ci sta e fa ricorso. Nulla di strano. Nel frattempo l’AGCOM (l’Autorità per le garanzie nelle telecomunicazioni) vuole vederci chiaro: inizia un’istruttoria sul gruppo Telecom Italia (TIM). Normale - come diceva Totti, che normalizzava tutto - “per verificare l’eventuale sussistenza di effetti distorsivi o di posizioni comunque lesive del pluralismo(…) alla luce dell’accordo di distribuzione con DAZN che, estendendo la partnership in essere, porta su TIMVISION i contenuti dei servizi streaming per i prossimi 3 anni”.

E DAZN sarà in grado di mantenere una certa qualità o, ogni tanto, le immagini cominciano a ballare? No, quello era SKY che, quando pioveva, trasmetteva a quadratini uguali a un quadro di Boetti. Già, ma il pasticcio di domenica scorsa con DAZN che non è riuscita mostrare, sulla sua app, Inter-Cagliari e Verona-Lazio, mentre sul canale satellitare dedicato, il 209 di SKY si vedevano perfettamente? Però la colpa è della Comcast, società proprietaria del gruppo Sky (dice DAZN),come se qualcuno si fosse voluto vendicare...

“A Sky, gli sta bene - ribatte qualcuno - costava troppo”. “E DAZN? Voleva 10 euro al mese per trasmettere 3 partite. Ora, minimo ne chiederà 30!”. “ Però la Champions non è nell’abbonamento o no?”, “Non la trasmette ancora SKY?”, “Sì, ma mica tutta, 16 le trasmetterà Amazon, via digitale, comunque poi, vedrai, lo streaming va a DAZN…”.
E allora, alla fine, chi trasmette cosa? Ci vuole il digitale, il satellitare? “Ah! Ma vuoi mettere la qualità delle immagini?”, “Ma non era SKY a trasmettere in 4K…?” “Già, ma DAZN prende due frequenze del digitale terrestre da Cairo, per chi non ha internet”, “Il digitale terrestre, quello che, a momenti, fa fallire Mediaset?” “Sì, comunque, vedrai… un po’ di roba andrà in chiaro e più offerta c’è meglio è, e poi restano altre 3 partite da trasmettere”, “E quindi un altro abbonamento?”

A questo punto, l’abbonato abbandonato alza il ditino: “Scusate, ma quanto verrà a costare? Quanti abbonamenti dovrei fare?” Che domande! Intanto: “E’ meglio DAZN”, “No! Vuoi mettere SKY”, “Vedrai che si mettono d’accordo…”. “Ma, insomma, quanto pagherò?” continua l’abbonato, ex abbonato, nuovo abbonato che non ci capisce più nulla. La Lega Calcio, come sempre sensibile ai diritti (non solo a quelli economici) per tutta risposta, si dice assai preoccupata in relazione allo scadente servizio offerto nell’ ultimo turno di Campionato, da DAZN, che, a sua volta accusa SKY, che invece accusa DAZN, che invece…

Intanto la voce clamante nel deserto, sempre più flebilmente, emette un ultimo sussurro: “Scusate quanto mi costerà…?” E torna a sognare “Tutto il calcio, minuto per minuto”.