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Può essere lo scatto dello scudetto. La Juve ha battuto il Parma, ha spedito a -4 l’Inter e a -6 la Lazio che potrebbe accorciare solo col recupero di inizio febbraio col Verona. E’ uno scatto che porta la firma di sempre, quella di Cristiano Ronaldo, la solita macchina (diciamo pure fuoriserie) da gol. Stavolta ne ha fatti due per rimediare al pareggio di Cornelius. Sul primo deve ringraziare Darmian (la sua deviazione è stata decisiva), sul secondo Dybala (assist al millimetro), il fenomeno portoghese è arrivato all’undicesimo gol nelle ultime 7 partite, tutte marchiate al fuoco dalle sue reti. Tanto per dare un’idea, Cristiano è il quinto giocatore della storia della Juventus a segnare 16 nelle prime 20 partite di campionato dopo Sivori, Charles, Hansen e Borel.

VITTORIA MERITATA, MA NON BELLA. La Juve non è stata travolgente, nemmeno brillante, ma ha condotto la partita per oltre 70' e quando il Parma ha deciso di occupare la scena era troppo tardi. Alla squadra di Sarri è mancata la velocità, ha attaccato a ritmi troppo bassi e nel finale, come spesso accade, ha rischiato di prendere il gol del 2-2. Nelle ultime 8 partite, solo una volta (contro il Cagliari) la Juve è riuscita a non subire gol.

SEMPRE LUI. Ci ha pensato Cristiano Ronaldo a trascinare i campioni d’Italia oltre il muro del Parma. Al quarto tiro in 40 minuti ha trovato il gol grazie a una netta deviazione di Darmian che ha spiazzato Sepe. In quel primo tempo di marca juventina, solo lui, solo CR7, era stato pericoloso prima della rete. La squadra di Sarri aveva tenuto palla (67 per cento) con una serie infinita di passaggi e soprattutto passaggini (361 contro i 183 del Parma), ma la manovra aveva una velocità così bassa che gli emiliani, rinunciando anche al contropiede, non avevano mai rischiato troppo.

CI VOLEVA HIGUAIN. A guardare la Juve con la palla ma senza sbocchi veniva da chiedersi la ragione del mancato impiego di un centravanti vero come Higuain. Il Parma si difendeva poco oltre la propria area di rigore, disabitata dai bianconeri e quando Dybala prendeva palla e puntava al centro non aveva mai la sponda per il triangolo visto che Ronaldo giocava molto largo a sinistra. Non solo, Higuain avrebbe offerto a Cuadrado e Alex Sandro (poi a Danilo) la possibilità di un cross alto dal fondo. Ma Sarri cerca solo l’equilibrio, così ha cominciato con due attaccanti, Dybala e Ronaldo, e quattro centrocampisti.

PARMA TROPPO DIETRO. Non potendo contare su un contropiedista come Gervinho, D’Aversa aveva preparato una partita molto, troppo accorta. Modulo 4-4-1-1, dove gli “1" erano Kucka che marcava Pjanic e Inglese che doveva sbattersi fra Bonucci e De Ligt, sempre in anticipo sul centravanti parmense. Non c’era gioco, non c’era pressing, non c’era ripartenza, in quelle condizioni per il Parma sarebbe stato un miracolo uscire indenne dallo stadio bianconero. Va aggiunto che il futuro juventino Kulusevski, il giocatore di maggior talento degli emiliani, non è mai entrato in partita nei primi 45'. Emozionato dal suo prossimo stadio? Può essere, perché quando l’emozione si è sciolta, nella ripresa, il suo rendimento è cresciuto, anche se non di tanto.

GLI INFORTUNI. Pur condotto a un ritmo blando, il primo tempo si è fermato due volte per due infortuni. Dopo 22' si è fatto male Alex Sandro ed è entrato Danilo sulla sinistra; dopo 42' è uscito Inglese e, prima che entrasse Cornelius, al 44', la Juve ha segnato l’1-0 in superiorità numerica.

CORNELIUS E ANCORA CR7. Alla fine del primo tempo e all’inizio del secondo la Juve ha centrato due pali esterni, il primo con un sinistro di Ramsey, il secondo con un tiro dalla distanza di Danilo. Inevitabilmente, dopo l’1-0 la squadra di Sarri ha trovato più spazi, ma non ha saputo sfruttarli. Al contrario, l’inserimento di Cornelius ha dato al Parma la possibilità che non aveva la Juve per la rinuncia a Higuain, ovvero il cross alto. Dalla bandierina, su un angolo calciato benissimo da Scozzarella il centravanti danese (scappato al controllo di Cuadrado) è saltato più su di Ramsey e Ronaldo e di testa ha messo la palla sul secondo palo. Era il suo quinto gol da subentrato. L’illusione del Parma di aver raggiunto il pari con così poca fatica è durata tre minuti perché Ronaldo ha colpito ancora. Palla in area di Pjanic per Dybala, tocco per Cristiano e palla in rete.

DENTRO HIGUAIN. Nonostante il vantaggio, Sarri ha fatto il cambio atteso, ovvero Higuain al posto di Ramsey, squadra col 4-3-2-1, con Dybala centrodestra e Ronaldo centrosinistra. D’Aversa ha risposto con Sprocati per Scozzarella e Kucka ha fatto qualche passo indietro a centrocampo. Il tridente biancionero è durato 21', poi Sarri ha tolto Dybala (che non l’ha presa bene nemmeno stavolta: lancio dei guanti in terra appena seduto in panchina) e inserito Douglas Costa.

JUVE IN AFFANNO. Negli ultimi 15', la Juve ha ripetuto lo stesso tipo di prestazione, con gli stessi affanni, del secondo tempo all’Olimpico. Si è abbassata troppo e quando si mette a difendere al limite della sua area va in difficoltà. Anche stavolta non era più sicura, ha perso le distanze e il Parma ha capito di aver buttato via troppo tempo restando così a lungo dietro. A 5' dalla fine De Ligt ha salvato il 2-2 su conclusione di Sprocati. E salvo era anche l’allungo sull’Inter.
 
Juventus-Parma 2-1
Marcatori
: 43' p.t. Ronaldo (J); 10' s.t. Cornelius (P), 13' s.t. Ronaldo (J).
Juventus (4-3-1-2): Szczesny; Cuadrado, De Ligt, Bonucci, Alex Sandro (21' p.t. Danilo); Rabiot, Pjanic, Matuidi; Ramsey (14' s.t. Higuain); Dybala (35' s.t. Douglas Costa), Ronaldo. A disp. Buffon, Pinsoglio, Pjaca, Emre Can, Rugani, Bernardeschi, Coccolo. All. Sarri.
Parma (4-2-3-1): Sepe; Darmian, Iacoponi, Bruno Alves, Gagliolo; Scozzarella (21' s.t. Sprocati), Hernani; Kulusevski (43' s.t. Siligardi), Kucka, Kurtic; Inglese (44' p.t. Cornelius). A disp. Colombi, Alastra, Dermaku, Cornelius, Brugman, Laurini, Barillà, Siligardi, Pezzella. All. D'Aversa.
Arbitro: Di Bello di Brindisi.
Ammonito: 25' s.t. Kurtic (P).