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C'è stata una Lazio-Juve con Rodrigo Bentancur (foto Ansa). E poi c'è stato tutto un'altra Lazio-Juve senza Bentancur. Questo la dice lunga sulla crescita esponenziale del centrocampista uruguaiano. Ma anche sulle condizioni del centrocampo della Juve. Che all'improvviso si scopre Bentancur-dipendente. Perché la Lazio ha divorato i bianconeri quando in campo c'erano ancora Dybala e Ronaldo, Bonucci e De Ligt, Pjanic e poi Emre Can. Appunto, Emre Can. Disastroso contro il Sassuolo, un fantasma pure contro la Lazio. Prestazioni che chiudono un cerchio di anti-gestione da parte della società bianconera, che su di lui ha prima puntato ciecamente per poi scaricarlo e spingerlo fuori, senza successo. Così come è fallito il tentativo di recuperarlo. E ora che serve anche lui, con Sami Khedira fuori tre mesi, con Aaron Ramsey e Adrien Rabiot che han passato più tempo fuori che dentro al campo, con Bentancur che si è fermato a sua volta, ecco che Emre Can appare per quello che è stato fatto diventare: un'ultima scelta. Che evidenzia il paradosso della rosa juventina: super affollata, soprattutto a centrocampo, eppure incompleta e sbilanciata.

MERCATO – Sarà necessario investire a gennaio, cambiare qualcosa è necessario. Fabio Paratici dovrà vendere, completando un'opera lasciata a metà in estate. Ma poi bisognerà anche comprare. Sugli esterni serve qualcosa, arrangiarsi sempre non paga sempre. A centrocampo serve qualcosa di preciso, di adatto al gioco di Maurizio Sarri. Che sia una pedina da poter scambiare con lo stesso Emre Can, vedi Ivan Rakitic o Leandro Paredes, o un jolly dal sicuro avvenire come Sandro Tonali o ancora un altro coniglio da estrarre dal cilindro. Qualcosa serve. Perché quest'anno la Juve non corre da sola, perché l'Inter fa sul serio e a gennaio si rinforzerà ulteriormente, perché pure la Lazio potrebbe reinserirsi nella lotta scudetto. Perché quando hai un monte ingaggi da 150 milioni netti più bonus, almeno il doppio di tutte le altre, il secondo posto non può essere un'opzione. Ma in questo momento è lo specchio di quanto detto dal campionato, soprattutto negli ultimi due mesi.