Abbiamo contattato consulente di mercato per alcuni club italiani Stefano Paolini, esperto di calcio brasiliano, che ci ha detto la sua sul centrale difensivo del Vasco: "Dedè è senza dubbio il miglior difensore che gioca in Brasile. E’ un giocatore dotato sia di una grande forza fisica, sia di una ottima tecnica. All’inizio di quest’anno aveva cominciato un po' sottotono a causa di una botta rimediata al perone, ma in poco tempo il ragazzo ha assorbito il piccolo infortunio e continuando a giocare ha confermato sempre più le sue doti. Nella partita di Libertadores che ha disputato la notte scorsa ha segnato di nuovo e ha presidiato bene la parte di campo a lui affidata. In genere gioca come centrale di destra nella difesa a quattro, ma anche come centrale nello schieramento a tre. Grazie alla sua tecnica sa uscire bene palla al piede ed è abile nell'effettuare il primo tocco di palla  della transizione offensiva".

"Non escludo per lui un impiego alla Thiago Silva in caso di emergenza a centrocampo. La sua alta statura lo rende estremamente pericoloso sui calci d'angolo e ha una ottima media realizzativa, l'anno scorso ha disputato 56 partite e ha segnato 12 gol, quasi tutti decisivi. Per questa ragione a volte, per alcuni scorci della partita, è stato addirittura utilizzato come centravanti, come è successo 10 giorni fa nella finale della Copa Guanabara contro il Fluminense e ha ben figurato. E’ stabilmente nel giro della nazionale e ritengo che presto approfitterà del momento di appannamento che sta vivendo David Luiz, per far coppia con Thiago Silva. Per il centrale del Chelsea potrebbe essere difficile riprendersi il posto".

"Nel dicembre scorso c’è stato un interesse concreto da parte della Juventus che è arrivata a fare una proposta, non accettata, al Vasco che consente ai bianconeri di avere una sorta di diritto di prelazione sul giocatore. Dedè guadagna attualmente 700 mila euro all'anno, il suo cartellino è di proprietà per il 50% di una società di investitori e per il restante 50% del Vasco. Avendo a che fare con solo due interlocutori, la trattativa risulta più semplice rispetto ad altri casi dove si deve mettere d’accordo vari soggetti. Ritengo che a giugno non andrebbe via per meno di 12 milioni".

 

IL RITRATTO (di Jessica Corais)
Anderson Vital da Silva, noto con il diminutivo di Dedé, è nato a Volta Redonda, una città a poco più di 100 km da Rio famosa per i suoi impianti siderurgici, il primo luglio del 1988. Secondogenito di Nivaldo e di Maria Helena Vital Da Silva, chiamata da tutti semplicemente “Dona Helena”, ha due fratelli, Mariana e Gleydson.
E’ cresciuto nel quartiere “Ilha Parque”, sin dall’inizio giocare a calcio per strada con gli amici è stata una delle sue grande passioni, oltre a quella di far volare l’aquilone. Il coinvolgimento del bambino in tali attività era tale, che arrivò a non fare la doccia per tre giorni consecutivi, lavando solamente i piedi prima di andare a dormire. Questa sua vivacità però gli costò caro. Un giorno si arrampicò sopra un albero per liberare l’aquilone che era rimasto impigliato tra i rami, cadde e si ruppe quadro dita del piede. Per giocare a calcio con gli amici usava la maglia della nazionale brasiliana e festeggiava i suoi gol baciando lo scudo che vi si trova impresso.

La sua famiglia aveva dei grossi problemi economici. Fino a 8 anni Dedé divideva il biberon con il fratello. Il denaro era poco e la madre doveva  aggiungere del caffè al latte per aumentarne il volume. Dona Helena lavorava come donna delle pulizie ed era costretta a dei turni estenuanti per mandare avanti la famiglia.
Come si può bene immaginare la madre era molto preoccupata per il futuro dei figli. Convinse, pertanto, Gleydson che giocava anche lui come difensore e che secondo Dedé era bravo e con un buon tiro, a intraprendere la carriera militare. Con Dedè fu tutto inutile. Il giovane viveva solo per il calcio e non voleva saperne di lasciar perdere. Quindi, Dona Helena fu costretta ad arrendersi e cominciò ad assecondare la scelta del figlio di diventare giocatore. Visto che la famiglia non navigava nell’oro, Dona Helena cominciò a vendere delle torte salate per arrotondare e pagare le scuole di calcio del figlio.

I risultati si videro in brevissimo tempo, Dedé  si distingueva sempre per il suo talento nelle scuole che frequentava e la madre gli era sempre affianco. Forse non tutti sanno che Dedé inizio la sua carriera come attaccante e solo in seguito comiciò a giocare come difensore.
Ha mosso i primi passi in una società di calcio a 5 la “Sociedade Esportiva Sepe”- o semplicemente Sepinho -, in un campo di cemento. Aveva 8 anni, il quartiere era “Parque das Ilhas” e giocò come attaccante fino agli 11 anni. Tutti dicono che il suo rendimento era ottimo.
Con questa squadra ha conquistato il suo primo titolo. Era il 1995 e vista l’età aveva ancora bisogno di essere aiutato per indossare la divisa della squadra.
Durante una partita Jorge Barriga, secondo allenatore, chiese a Dedé di segnare un gol. Il bambino se la cavò bene, ma tornò a casa spaventato. Aveva sentito la responsabiltà di segnare e disse alla madre che voleva cambiare ruolo.

Dopo questo fatto José Coelho, padre di Felipe Melo, portò il ragazzino nella scuola di calcio di “tio” Nelson, che era un vivavio del Fluminense.  Fu allora che la carriera di Dedé cominciò. Dapprima giocò come mediano e diventò difensore quando aveva 14 anni. Prima di  arrivare al Fluminense, fu portato anche in un vivavio del Flamengo, che è da sempre il maggiore rivale del Vasco.
Felipe Melo ha avuto un ruolo molto importante nella vita di Dedé. Era suo vicino di casa e cominciarono la carriera assieme, nella stessa scuola di calcio. Tutti e due si distinguevano per la bravura. Diventarono grandi amici e Felipe gli regalò un paio di scarpini quandò andò a giocare nelle giovanili del Volta Redonda.

Un evento curioso accadde quando Dedé aveva 13 anni. Un osservatore voleva far mettere sotto contratto il ragazzo da una squadra dello stato di San Paolo, il Santo André. La madre, visto l’importanza dell’occasione, comprò a rate un paio di scarpini nuovi che costavano 78 reais. Dedé partì per la città paulista di lunedì e il venerdì succesivo telefonò alla madre pregandola di farlo tornare a casa. Purtroppo la scarsezza dei mezzi non permetteva a Dona Helena di pagare il biglietto di ritorno e perciò fu costretta a chiedere dei soldi in prestito. Al ritorno del figlio la attendeva una brutta sorpresa. Dedé era andato via in fretta e furia e aveva dimenticato gli scarpini nuovi a Santo Andrè, la donna si arrabbiò molto ma poi perdonò il figlio per la disattenzione.

Dedé ha indossato per due volte la maglia del Fluminense. Quando aveva 18 anni, nel 2006, ha avuto l’oppurtunità di essere titolare, ma le cose non andarono per il verso giusto. Dedé aveva molta nostalgia della sua famiglia e quando poteva tornava a casa. Considerando la distanza tra Volta Redonda e Rio de Janeiro questo suo andare avanti e indietro pregiudicò il suo rendimento e per questo fu mandato via.
Tornato a giocare al Volta Redonda, fu accusato dal presidente del club, Rogerio Loureiro, di aver lasciato il ritiro per andare in un night-club. Il ragazzo fu aspramente rimproverato e dovette dimostrare di non aver commesso una tale scorrettezza e tutto si risolse nel miglior modo possibile. Questo evento gli diede ancora maggiori motivazioni per fare bene.

Nel 2008 ebbe l’opportunità di diventare un giocatore professionista. Fu presentato all’Udinese, dove rimase tre giorni per fare un test. Purtroppo la giovane età e l’emozione giocarono un brutto scherzo al ragazzo che definì “traumatizzante” l’esperienza.
Ritornò di nuovo al Volta Redonda,  e questa volta fu inserito nella rosa dei giocatori. Nel 2009  fu eletto “terzo miglior difensore” del campionato carioca  facendo  coppia con Junior Baiano, compagno che gli insegnò molto. Le grandi squadre, tra le quali il Santos e il Flamengo, cominciarono a mostrare interesse per il giovane, ma alla fine la spuntò il Vasco che si aggiudicò il giovane per 1,4 milioni di reais (circa 600 mila euro).
Le cose, però, nella nuova squadra non furono facili. Dedé non fu inserito come titolare e arrivò ad essere il settimo difensore della squadra nel 2010 senza alcuna possibilità di essere inserito nella rosa. In seguito le cose peggiorarono. Alla vigilia della semifinale della Coppa Rio, durante un allenamento Dedé fece male inavvertitamente a Carlos Alberto, ex Werder Brema e  idolo del Vasco all’epoca. Tutta la tifoseria lo attaccò pesantemente e il fatto lo angustiò molto.

Essendo in scadenza di contratto, Dedé aveva una unica occasione per rimanere nel club e sapeva che doveva giocarsela bene. Fu bravissimo nella partita contro il Vitoria e la sua squadra vinse per 3 a 1. Il contratto fu rinnovato fino alla fine del 2010 e nell’ottobre dello stesso anno fu rinnovato di nuovo fino al 2014 con una multa rescissoria di 4 milioni di euro.
Nel giugno 2010 rifiutò una offerta di un milione di dollari da parte di un club della Corea del Sud per giocare là tre anni. Fece ciò perchè desiderava essere un campione nel Vasco e giocare nella nazionale brasiliana.
Questa decisione portò grandi soddisfazioni al giocatore che nello stesso anno vinse il premio “Miglior difensore sulla fascia destra del Campionato Brasiliano”.
Dal  2011 Dedé é oramai un idolo nel Vasco. Le sue prestazioni sono state decisive per la conquista della Copa do Brasil, che per importanza è il secondo campionato nazionale e per il secondo posto nel Campionato Brasiliano. Anche nel 2011 Dedé é stato eletto miglior difensore della competizione.

Il 25 luglio del 2010 fu convocato per la prima volta dalla Nazionale. Secondo il suo racconto, era mattino presto e tante persone cercavano di contattarlo, ma egli non rispondeva. Rispose solo alla telefonata della fidanzata, Patrícia Gonçalves, che gli diede la bella notizia. All’inzio Dedé pensò che si trattasse di uno scherzo e solo quando vide su internet il suo nome tra le file dei convocati, si rese conto di quanto stava accadendo.
Questa fu solo la prima di tante altre convocazioni. Come fu la prima volta che incontrò due dei suoi idoli, Thiago Silva, nel quale si specchia, e Lucio. Oltre a loro, Dedé  ha come idoli Juan, della Roma, e Junior Baiano.

Oltre a quanto detto, i numeri parlano per lui. Conosciuto per la sua lealtà in campo e per la sua capacità di marcatura, nel Campionato Brasiliano 2011 il giocatore ha raggiunto il numero di 664 anticipi effettuati in 30 partite e 55 falli, una media impressionante di appena 1,8 falli a partita. Il "Mito" del Vasco è conosciuto anche per l'abilità ad effettuare i passaggi, la sua media è dell’80% di passaggi andati a buon fine.
Un altro fattore che indica la lealtà del giocatore è il basso numero delle espulsioni. E' stato espulso solo 2 volte e una fu per aver contestato una decisione dell’arbitro.

Forse molti pensano che il suo comportamento sia cambiato ora che è arrivato il successo, dopo aver vinto tanti premi e aver suscitato l’interesse di squadre como il PSG, il Benfica, l’Inter, il Genoa, la Juventus, la Lazio, e tante altre, ma Dedé è rimasto il ragazzo di una volta.
Nella dispensa ha cibi semplici, continua ad apprezzare la cucina della madre. Ora il ragazzo che ascoltava Roberto Carlos con il padre durante l’infanzia, ascolta la musica funk ed  il samba suonando il tamburo. Utilizzando il genere funk, la tifoseria vascaina ha composto varie canzoni per lui come "Dedé è pazzo", oppure "Potete anche schierarne tre (attaccanti), ma nessuno ce la fa con Dedé",  tutte per esaltare il talento del giocatore.

Altra forma per esaltare l’atleta sono i soprannomi coniati per lui dalla tifoseria. Per citarne alcuni: Il Mito, Mostro, “Distruttore di attaccanti”, Sterminatore e Dedeckembauer con un chiaro riferimento all’ex giocatre tedesco Franz Beckenbauer.
Conosciuto per essere un tipo socievole, che ama scherzare e responsabile, Dedé prega prima di entare in campo e adora giocare a biliardo su internet. E’ molto legato alla famiglia, è geloso della sorella Mariana e ha mantenuto un ottimo rapporto con il padre Nivaldo anche dopo la separazione dalla madre.
E’ fidanzato da quattro anni con una sua vicina di infanzia, Patrícia Gonçalves. In lei il giocatore vede il suo porto sicuro. Ella, che è giornalista, commenta sempre le partite del fidanzato ed è piuttosto severa.
Attualmente, Dedé è il titolare per eccellenza del  Vasco. Desiderava giocare la Libertadorese e ci è riuscito. Nel  giugno prossimo potrebbe arrivare in Europa e sicuramente questo guerriero saprà affrontare al meglio la nuova sfida.