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Non c'è effetto Coronavirus che tenga. I nuovi accordi verranno inevitabilmente condizionati. Ma quelli precedenti, anche se magari solo verbali, in casa Juve vengono rispettati fino in fondo. Così anche quello con l'Udinese per Rolando Mandragora. Quando il club friulano acquistò il centrocampista per 20 milioni di euro nell'estate del 2018, infatti, la Juve si assicurò un diritto di riacquisto per 26 milioni entro il 2020: si scrive diritto, si legge obbligo morale. Che la Juve rispetterà. Riportando alla base Mandragora, per quanto possa essere solo una manovra di passaggio.

IL FUTURO – Il futuro dell'ex capitano della Nazionale Under 21, infatti, sembra già scritto. La sua sarà una carta buona per sviluppare scambi con altre società. La carriera di Mandragora è in ogni caso destinata a progredire, di lui la Juve sta parlando per esempio con la Fiorentina all'interno di operazioni più ampie che potrebbero coinvolgere Federico Chiesa o Gaetano Castrovilli. Ma anche con la Roma e il Napoli. Resta una valutazione piuttosto alta per il suo cartellino, prendendolo a 26 milioni bisognerà trovare il modo di non abbassarne la cifra di cessione o se possibile alzarla generando plusvalenza. 
IL SOGNO – E Mandragora? Dal canto suo sta confermando la maturità e la professionalità con cui ha stupito tutti fin dall'esordio nel calcio dei grandi, pur essendo un ragazzino o poco più. A quasi 23 anni (li compirà il 29 giugno) si sente pronto per giocarsela anche nella Juve, dove fosse per lui tornerebbe per restare. Ma non si opporrà a nessuna soluzione alternativa, pronto com'è a mettersi in discussione per il definitivo salto di qualità e lanciare la propria candidatura anche in ottica di Euro 2020+1.