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    La Juve passa all'attacco contro il -15: tre linee guida per ribaltare la sentenza

    La Juve passa all'attacco contro il -15: tre linee guida per ribaltare la sentenza

    La Juventus passa al contrattacco e nel ricorso per la sentenza della Corte d'Appello Federale che ha portato alla penalizzazione di 15 punti ha tracciato tre linee guida che tracciano la strategia difensiva del club. Sono tre parole chiare, giuridiche, che saranno tracciate dagli avvocati bianconeri Maurizio Bellacosa, Davide Sangiorgio e Nicola Apa: illogicità, carenze motivazionali e infondatezza.

    INFONDATEZZA - Dalle motivazioni della sentenza, infatti, emerge che è il comportamento della Juventus a essere illecito, e non la plusvalenza, che invece non è punibile. Ecco perché si è passati dall’articolo 31 (illeciti amministrativi) all'articolo 4 (lealtà sportiva). Secondo la Juve, però, questo caso riguardava la revocazione della sentenza sulle plusvalenze e non un nuovo procedimento.

    ILLOGICITA' -  L’altra eccezione che muoverà la Juventus, riporta la Gazzetta, è la mancanza di logica nel passaggio da una norma specifica ad una generale. La specificità in giurisprudenza ha prevalenza sulla norma generale e quindi non si capisce, secondo i bianconeri, la motivazione che ha portato i giudici a passare dall'articolo 31 (reati amministrativi) all'articolo 4 (lealtà sportiva) che è una norma più generale rispetto alla specificità della prima.

    CARENZE MOTIVAZIONALI - Infine la Juventus proverà a sconfessare anche le prove che hanno portato alle motivazioni finali. Ovvero l'aver considerato le intercettazioni e il celebre "libro nero di Paratici" come prove auto-accusatorie. La Juventus punterà a ribadire che queste siano soltanto prove accusatorie (prodotte dalla Procura della Repubblica di Torino nell'inchiesta Prisma) e non bipartisan o quantomeno valutate da un giudice, dato che l'udienza preliminare del GUP prenderà il via il 27 marzo.

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