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Juve: una nuova realtà, chi non lo capisce 'è fuori'. Da Paredes in poi: chi rischia

Juve: una nuova realtà, chi non lo capisce 'è fuori'. Da Paredes in poi: chi rischia

  • Nicola Balice, inviato a Torino
La Juve è piombata in una nuova dimensione. Inattesa, secondo l'intero ambiente bianconero anche ingiusta. Ma la dimensione nuova è questa, almeno per ora. E come tale va affrontata. Lo ha detto, ribadito, spiegato Max Allegri al termine della tremenda sconfitta interna con il Monza. La Juve di oggi è una squadra costretta a lottare per la salvezza, d'altronde la classifica non dice altro: incassato il -15 rifilato dalla Corte d'Appello Federale, ora la zona Champions è ben più distante di quella retrocessione. Ogni partita deve quindi essere affrontata con la mentalità della provinciale pur avendo le qualità di una squadra costruita per puntare al titolo, anche se la stagione ha detto tutt'altro. Serve quindi un gruppo in grado di lottare su ogni pallone, di non dare più nulla per scontato, che sappia soffrire. Per poi ricatapultarsi in Coppa Italia ed Europa League tornando ad avere ambizioni di titolo. Non c'è soluzione alternativa. Se poi il Collegio di Garanzia del Coni dovesse dare ragione ai legali bianconeri restituendo i 15 punti, la dimensione cambierà di nuovo. Ma con un altro filone disciplinare in arrivo, in ogni caso è inutile e sbagliato almeno per ora fare previsioni. La classifica oggi è questa, la dimensione nuova è questa. E questa va affrontata.

CHI NON SE LA SENTE – Anche i fattori esterni, che sono tanti e pesanti, non possono trasformarsi in alibi per la squadra. Non lo accetta Allegri: “Io so solo una cosa, che noi dobbiamo pensare solo a lavorare sul campo, chi non è in grado di fare questo è normale che stia fuori”. Parole chiare e pesanti. Che rimandano anche alle scelte con il Monza. Perché finora le formazioni sono state anche figlie dell'emergenza, c'è sempre stato bisogno di tutti, ma qualche bocciatura appare evidente. La formazione schierata col Monza è stata sbagliata sotto ogni punto di vista, l'errore in tal caso è di Allegri che per l'appunto ha ammesso che se fosse stato possibile avrebbe sostituito pure se stesso oltre che tutti e undici i giocatori. L'intervallo poi ha emesso qualche sentenza, altre arriveranno nei prossimi giorni. Se per Kostic è una questione di condizione e per Fagioli è stata anche tattica (ma in caso di abbondanza è sempre stato il primo degli esclusi), per Paredes la sentenza sembra senz'appello: titolare dopo diverso tempo, dura appena 45 minuti più recupero, tutti fallimentari. È il campione del Mondo il simbolo di chi non ha mantenuto le aspettative. E pure Kean sembra aver fallito l'ennesima occasione, il piano anche dopo l'intervallo prevedeva il doppio ingresso di Vlahovic e Pogba a ridosso del 70', la sua pessima prestazione ha costretto Allegri a forzare un altro cambio sostituendolo con Milik. Non che si salvi nessuno da questa partita, anche se nuovamente alcuni non si sono dimostrati più (vedi De Sciglio) o ancora (vedi Gatti) all'altezza. Sarà però soprattutto una questione di testa e personalità, d'ora in poi a maggior ragione. La Juve è precipitata in una nuova dimensione. E chi non è in grado di capirla, dando tutto solo sul campo per la squadra, “è normale che stia fuori”.

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