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A marzo del 2019, con una Juve quasi campione d'Italia ma sconfitta per 2-0 dall'Atletico Madrid nell'andata degli ottavi di Champions, Max Allegri ricordò un particolare, relativo alla sua prima stagione bianconera, il 2014-15: "Quando sono arrivato c'era gente che aveva paura di giocare col Malmoe". Allegri, alla vigilia di un ritorno con i colchoneros che si presentava irto di difficoltà, e che la Juve avrebbe vinto per 3-0 con tripletta di Ronaldo (per poi uscire nei quarti contro l'Ajax), si tolse qualche sassolino delle scarpe, evidenziando i progressi conseguiti dai bianconeri nei suoi cinque anni di gestione, con due finali di Champions raggiunte e una ritrovata autostima europea. A distanza di due anni da quelle parole, e in vista del match di martedì, il Malmoe torna curiosamente a essere il termometro delle paure juventine.

INIZIO SHOCK, CHE JUVE E'? - Con un punto in tre partite di campionato, la Juve è ai margini della zona retrocessione, con la vetta della classifica che è distante 8 punti. Un punto come nel 2015-16, quando i bianconeri persero con Udinese e Roma e pareggiarono con il Chievo, prima di una clamorosa rimonta che li portò allo scudetto. Allora, però, si trattava di una Juve che aveva sicuramente più classe, sostanza e attributi rispetto a quella attuale. Ecco perché adesso quei fantasmi evocati da Allegri tornano più che mai attuali. Dopo tre eliminazioni pesanti e inattese (dopo l'Ajax, sono arrivati il Lione, con Sarri, e il Porto, con Pirlo), e dopo un inizio shock in Serie A, che Juve dobbiamo aspettarci martedì sera in Svezia? Una Juve che, di nuovo, ha paura di giocare contro il Malmoe?
TORNANO I SUDAMERICANI, E CHIESA? - Di sicuro, rispetto alla trasferta di Napoli, Allegri ritrova uomini importanti, e stiamo parlando ovviamente dei sudamericani: il tecnico infatti potrà schierare Paulo Dybala, Rodrigo Bentancur, Alex Sandro e Danilo. Restano ancora da capire invece le condizioni di Juan Cuadrado, rimasto bloccato in Colombia per via di una gastroenterite e sbarcato a Torino in ritardo rispetto ai tempi previsti. Sempre in bilico, invece, Federico Chiesa, dopo lo stop per via di un fastidio muscolare privo di lesioni. Al di là delle considerazioni tecniche e tattiche, ora la Juve e Allegri hanno bisogno di giocatori che non abbiano paura di niente, non solo del Malmoe. Una volta ritrovati convinzione e personalità (a partire dal portiere), si potrà tornare a parlare di schemi e moduli. Il Malmoe, un'altra volta, fa dà unità di misura delle ansie juventine.   


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