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    La Lazio canta la marsigliese e riscopre Caicedo. Ora la rivincita con l'Inter

    La Lazio canta la marsigliese e riscopre Caicedo. Ora la rivincita con l'Inter

    • Franco Recanatesi
    Chissà se a Simone Inzaghi sarà tornata in mente quella quaterna con cui 18 anni fa seppellì il Marsiglia in una magica notte di Champions all’Olimpico, e Wallace davanti a Strootman avrà dovuto scacciare i fantasmi di quel folle dribbling che diede all'olandese e alla Roma la vittoria nel derby del 2016. Marsiglia e l'OM, rievocavano per la Lazio ricordi antichi, esaltanti e spiacevoli, ritrovando volti da stracittadina come Strootman e l'ilare Garcia in panchina, e forse tutto questo è servito da propellente per la Lazio che ha dominato da cima a fondo la temutissima trasferta francese, strappando forse definitivamente il velo su un giocatore che alla quinta partita da titolare ha condotto la sua squadra alla quinta vittoria. Si chiama Felipe Caicedo, detto "Panterone" ma anche "er Pippone" dai coloriti tifosi biancoazzurri, delusi dal suo comportamento della scorsa stagione. Oggi l'ex pippone ha impugnato la bandiera suonando la carica, strappando applausi, vincendo la quinta partita da titolare su cinque, entrando da marcatore o uomo-assist negli ultimi otto gol europei della propria squadra.

    Partita mai in bilico, tranne due o tre minuti nel finale, quanti ne sono passati fra la millimetrica punizione di Payet e l'altrettanto parabolico tris di Marusic. Un gol e quattro occasioni limpide nel primo tempo, una ripresa da squadra matura, che ha sofferto per una decina di minuti dopo l’uscita di Leiva, Alla supremazia netta ha contribuito probabilmente il gol-lampo di Wallace - così generoso nel derby con Strootman - che saltando come un pallavolista ha incocciato la palla con la nuova pettinatura rasta. Il 2-0 è stato costruito da un capolavoro di Immobile che ha infilato il corridoio giusto per Caicedo, lesto a toccare alla destra di Mandanda. I gioielli di Payet e Marusic hanno messo il sigillo al senso unico della gara. Poca roba il Marsiglia di Garcia, che in campionato va meglio - terzo posto - ha il secondo attacco (non si direbbe, ma ha pesato l'assenza del suo stoccatore), con Ocampos e Sanson i soli a provocare qualche grattacapo, Payet brillante solo sul calcio fatato del gol, la punta Mitroglu, il greco di Germania che con il Benfica sembrava un bomber di razza, cancellata da Acerbi.

    Tanta Lazio. Acerbi e Radu hanno supplito alle solite incertezze di Wallace, giocando di rimessa Inzaghi ha spesso saltato un centrocampo un molle in Milinkovic e Caceres, prudente in Parolo, irrobustito da Leiva e Lulic e dai ritorni delle due punte. Ciò che ha favorevolmente impressionato è stata la sicurezza della squadra romana nel condurre la danza, se contiamo oltre ai tre gol, il palo di Immobile (solo al centro dell’area, più errore che sfortuna: peccato, poteva bagnare meglio la centesima presenza con la maglia biancoazzurra). La Lazio ha ora in classifica un buon margine sulla terza, una vittoria sul Marsiglia nella partita di ritorno la metterebbe al sicuro. Il pensiero va però subito alla sfida con l'Inter di lunedì sera. Inzaghi ha vinto sei delle ultime sette partite di campionato, ma ha chinato la testa nelle tre con la nobiltà del calcio. Sarà una sorta di esame di maturità.

    IL TABELLINO

    Olympique Marsiglia-Lazio 1-3 (primo tempo 0-1)

    Marcatori: 10' pt Wallace (L), 15' st Caicedo (L), 40' st Payet (M), 44' st Marusic (L)

    Assist: 10' pt Leiva (L), 15' st Immobile (L)

    Marsiglia (4-3-3): Mandanda; Sakai, Rami, Kamara, Amavi (35' st Sarr); Luiz Gustavo, Strootman, Sanson (20 st N'Jie); Ocampos, Mitroglou (20' st Germain), Payet. All. Garcia

    Lazio (3-5-2): Strakosha; Wallace, Acerbi, Radu; Caceres, Milinkovic, Leiva (2' st Marusic), Parolo, Lulic (16' st Berisha); Caicedo (29' st Cataldi), Immobile. All. Inzaghi

    Arbitro: Jesus Gil Manzano (Spagna)

    Ammoniti: 29' pt Radu (L), 32' pt Lulic (L), 44' pt Sakai (M), 46' pt Strootman (M), 23' st Payet (M), 29 st Parolo (L)

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