Una sorpresa per i tifosi, un sogno mai abbandonato che si realizza per lui: Vincenzo Grifo ha ottenuto la sua prima chiamata in Nazionale, il ct Azzurro Mancini lo ha convocato per i prossimi impegni contro Portogallo (Nations League) e USA (amichevole).

L'ITALIA NEL CUORE - Cresce la curiosità dei tifosi per questo oggetto misterioso, una nuova scommessa che arriva dalla Germania. Grifo, nato nel '93 a Pforzheim ma con il cuore tutto italiano: "Sono italiano al 100% - raccontava l'attaccante in un'intervista a Fox Sports lo scorso anno - Mio padre viene dalla Sicilia, mia madre da Lecce. Si sono conosciuti in Germania quando entrambi già vivevano qui. Per questo sono nato e cresciuto in Germania. Studiavo alla scuola tedesca, ma a casa ho sempre parlato italiano che so perfettamente. Per questo mi sento, anzi, sono italiano. Ho il passaporto italiano, non quello tedesco".

DAL FRIBURGO ALL'HOFFENHEIM - Italia nel cuore e quel sogno, la maglia azzurra, che già coltivava da diverso tempo. Fin dai tempi del Friburgo, quando cominciò a stupire la Bundesliga a suon di prestazioni e gol: 20 in due anni straordinari, che lo hanno lanciato verso il Borussia Monchengladbach. Anche con il Gladbach i risultati non mancano e convincono definitivamente l'Hoffenheim, che dopo averlo acquistato nel 2012 e fatto debuttare prima di cederlo, lo riporta definitivamente a casa per circa 6 milioni di euro. L'Hoffenheim, un altro sogno: la Champions League, dove attende ancora il debutto. Il ruolo? Una sorta di jolly offensivo: "Vince" (come gli piace farsi chiamare per la sua costante voglia di vincere) nasce come esterno sinistro nel tridente, posizione prevalentemente occupata al Gladbach, ma ora si è gradualmente adattato a giocare da trequartista o mezzala. Con successo: sette presenze in questa stagione e crescita continua, lo testimonia la prestazione da urlo nell'ultimo turno contro il Bayer Leverkusen, un gol e due assist nel poker dell'Hoffenheim.

LA LAZIO E L'INTER - Ignorato sotto la gestione Ventura, con Mancini trova ora l'Azzurro. L'Italia, quella che Grifo avrebbe potuto già riabbracciare anni fa con la maglia di un club: la Lazio, che nel 2012 fu molto vicina a prelevarlo prima che firmasse a parametro zero. La corte di Tare era serrata, ma alla fine prevalse la voglia di proseguire il percorso di crescita senza allontanarsi troppo da casa. "Ma chissà, un giorno forse giocherò anche in Italia...". Anche perché la sua squadra del cuore è in Serie A: "Il mio sogno è l'Inter. Da piccolo avevo una sciarpa ma anche le lenzuola nei nerazzurri. E quando da bambino sei tifoso, nel caso in cui dovesse arrivare un’offerta dell’Inter, probabilmente non diresti di no". Un giorno, chissà. La chiamata di Mancini dimostra che a volte i sogni si realizzano: ora l'Italia e l'Azzurro, al quale Grifo sogna di aggiungere il 'nero' in futuro.

@Albri_Fede90