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Non tutti erano convinti dei 60 milioni previsti, in era Covid, per acquistarlo. Ma partita dopo partita, Federico Chiesa si sta rivelando non solo l'acquisto più azzeccato dell'intera campagna acquisti della Juve. A dirla tutta, l'ex viola, è uno dei pochi che anche nelle notti peggiori riesce a dimostrarsi da Juve in assoluto. Non è solo per il gol, fondamentale. È che il gol questa volta non poteva che trovarlo lui, l'unico giocatore a lottare sempre e comunque. È successo a Oporto, capita praticamente sempre. Chiesa ha quella rabbia, quella voglia, quella determinazione che troppi pochi elementi della Juve di oggi hanno. La mentalità ha sempre fatto la differenza in questo decennio di dominio. Di cambi generazionali ce ne sono stati diversi, solo Gigi Buffon, Giorgio Chiellini e Leonardo Bonucci sono rimasti dai tempi della rinascita targata Antonio Conte. E con loro solo altri elementi della vecchia guarda stanno tenendo a galla la Juve nei momenti di difficoltà. Ma quando vengono a mancare per un motivo o per l'altro, gli altri appaiono molli e incapaci di reagire. La partita del Do Dragao in tal senso è stata emblematica: sguardi persi e già sconfitti, a Oporto la Juve ha fatto peggio che a Madrid contro l'Atletico nel 2019 e a Lione nel 2020. 
CHIESA C'È – Se però la pratica qualificazione è ancora aperta, il merito è proprio di Chiesa e forse solo suo. Già prima della rete proprio suo era stato l'unico vero tiro in porta anche se deviato da ben due difensori portoghesi. Già prima della rete era stato lui l'unico a correre, mordere, lottare, fare qualsiasi cosa pur di non rassegnarsi. Alla fine lui con Danilo e Alex Sandro è stato pure l'uomo designato per metterci la faccia davanti alle telecamere. Risposte non ne aveva, l'umiltà invece non gli è mancata nemmeno in questa occasione per spiegare come non possa essere un esordiente come lui a capire cosa ci voglia o cosa sia mancato. In realtà lo sapeva benissimo, perché può sbagliare un passaggio o un tiro, un ripiegamento o una marcatura preventiva. Ma l'atteggiamento, Chiesa, non lo sbaglia mai. La Juve ha sempre costruito i suoi successi su un certo tipo di persone, quindi di calciatori. E lui, almeno lui, si sta dimostrando da Juve in tutto e per tutto. Sessanta milioni o no, deve essere un esempio. Qualcuno da cui ripartire. Intanto se la formazione bianconera può ancora puntare ai quarti di finale di Champions, il merito è sostanzialmente solo suo.