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Il presidente federale Gravina, come il suo predecessore Tavecchio, sta cercando di convincere i club di Serie A che è necessario ridurre il campionato a 18 squadre. Sarebbe una riforma che permetterebbe ai giocatori di avere maggiore respiro anche in previsione delle coppe europee; che garantirebbe maggiore spettacolarità al nostro campionato.




I presidenti però si oppongono, perché hanno una visione molto egoistica, certamente ottusa, di quella che è la gestione del calcio. Loro pensano, al di là delle dichiarazioni ufficiali, che riducendo il numero delle squadre molti rischino di ritrovarsi coinvolti nella lotta salvezza e magari rischino di finire in Serie B, con gravi danni economici. Per cui, a parte i pochissimi presidenti che sono sicuri di non correre quel pericolo, tutti gli altri si oppongono. E allora questa riforma non arriverà mai, è un modo di vedere che guarda all'interesse particolare e non a quello generale del calcio italiano. E' un atteggiamento da 4 in pagella.