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    La pasta al pesto, le partite alla Play e le giovanili insieme: Scamacca & Frattesi, gli inseparabili nel mirino dell'Inter

    La pasta al pesto, le partite alla Play e le giovanili insieme: Scamacca & Frattesi, gli inseparabili nel mirino dell'Inter

    • Francesco Guerrieri
    Se aprite il frigo di casa Frattesi-Scamacca troverete solo barattoli di pesto. O quasi: “Tre sere su cinque” racconta il centrocampista in un’intervista a Dazn. Il sugo? Sporca. La pasta in bianco? Troppo triste. Come quell’estate 2015, durante la quale i due si sono dovuti separare perché l’attaccante ha preso un volo per l’Olanda: direzione Eindhoven, dove sotto l’occhio attento di Ruud van Nistelrooy ha fatto esperienza nelle giovanili del Psv. Da lì si sono inseguiti, cercati, affrontati e sentiti prima di ritrovarsi insieme a Sassuolo, dove Scamacca si è presentato segnando il rigore decisivo nella vittoria del Viareggio. Fattesi è arrivato l’anno dopo: la Roma di Di Francesco si stava preparando per il ritiro di Pinzolo e Davide era il più giovane tra i convocati, ma il giorno della partenza il messaggio è stato chiaro: “Rimani a casa, stiamo chiudendo la trattativa col Sassuolo”. Detto, fatto. Uno squillo all’amico Scamacca che in neroverde ritrova il suo ‘fratellino’. ‘Ino’ solo per un fatto d’altezza (1,84 cm il centrocampista, 1,95 cm l’altro), perché sono nati a 261 giorni di distanza.

    SEMPRE INSIEME - Tutti e due classe ‘99, romani de Roma e cresciuti prima nel settore giovanile della Lazio e poi in giallorosso. Sempre insieme, chiaro. I due sono inseparabili per davvero: quando la Roma prese Frattesi perché la Lazio non fece in tempo a offrirgli il primo contratto, su Scamacca c’erano diversi club tra i quali anche il Milan; risultato? “Grazie, ma io vado con Davide”. E giallorosso fu. Amici per la pelle, 15 anni insieme e mai una litigata: “Abbiamo lo stesso tipo di carattere, siamo molto simili e pensiamo le stesse cose”. Due corpi e una testa. Vincente. Punto di riferimento uno dell’altro, a Roma come a Sassuolo, piazza ideale per crescere senza pressioni. Dionisi se li coccola, dopo averli convinti a restare a inizio stagione. In estate c’è stato un momento in cui sembrava  potessero andare via entrambi, ma la fiducia e le promesse dell’allenatore sono state decisive.

    COME MCENROE - Oggi l’Inter li studia da vicino e vorrebbe portarli in nerazzurro con un pacchetto completo. Già, perché ormai si muovono solo in coppia. Uno dietro, l’altro avanti: Frattesi più permaloso, Scamacca si arrabbia quando gli entrano male. Partite infinite alla Play, fin da quando Davide giocava a tennis. Mentre l’amico sognava di diventare come Ibra, lui studiava i colpi di Federer: dritto, rovescio, volée… se sbagliava qualcosa si innervosiva e crac: racchetta spaccata. Un piccolo McEnroe di Vigne Nuove, quartiere di Roma dove i due si sono conosciuti. Avevano 5/6 anni e nella testa il sogno di diventare calciatori. Oggi ce l’hanno fatta, andando avanti mano nella mano. Con un piatto di pasta al pesto sempre pronto a tavola.

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