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Una vittoria che vale triplo. Perché il Milan batte l’Udinese in rimonta, perché segna tre gol senza aver bisogno del miglior Ibrahimovic e infine perché non vinceva in casa dal 31 ottobre, contro la Spal. E’ vero che la squadra di Gotti non avrebbe dovuto perdere per le tante occasioni create e i miracoli di Donnarumma, ma nel calcio vince chi sa sfruttare le occasioni e il Milan lo ha fatto meglio dell’Udinese, per cui è giusto riconoscere i meriti della squadra di Pioli. E mai come stavolta bisogna sottolineare di Pioli, perché è stato lui a fare scelte decisive, escludendo fin dalla vittoria precedente contro il Cagliari prima i titolarissimi Suso e Piatek e poi dopo Bonaventura dopo l’intervallo contro l’Udinese, mandando in campo al suo posto Rebic, l’uomo simbolo di questo 3-2 per il gol del pareggio che scaccia la paura di San Siro e a maggior motivo per i gol della vittoria al 93’ quando il 2-2 sembrava, e in fondo era, il punteggio più giusto. 

SORPRESA UDINESE - Tutti all’inizio aspettano il messia svedese Ibrahimovic e invece è un altro scandinavo, il comprimario danese Stryger Larsen, a segnare subito a San Siro mandando di traverso la colazione ai 60mila fedelissimi rossoneri. L’azione nasce da un clamoroso errore di Donnarumma, che si produce in una folle e ingiustificata uscita fuori area, e soprattutto fuori tempo, per fermare Lasagna. Dal contrasto regolare tra i due il pallone schizza sui piedi di Stryger Larsen che arriva in corsa e con una perfetta deviazione infila a porta vuota il diagonale dell’1-0. Sono passati soltanto 7’ e il Milan avrebbe tutto il tempo almeno per pareggiare, ma ancora una volta mostra tutti i suoi limiti tecnici e soltanto gli errori di Lasagna e Okaka in contropiede non puniscono per la seconda volta Donnarumma.

ANDAMENTO LENTO - Non basta il nuovo 4-4-2 di Pioli, che conferma l’esclusione di Suso e Piatek, per liberare Castillejo a destra e soprattutto Leao in coppia con Ibrahimovic, perché i problemi del Milan sono dovuti alla scarsa qualità di troppi giocatori, soprattutto a centrocampo. Bennacer, di nuovo ammonito, non ha né fantasia, né ritmo, ma è tutta la squadra a giocare in modo troppo lento. Kessie gira a vuoto e anche Bonaventura, l’uomo di maggior qualità ed esperienza, fatica a trovare spazi sulla sinistra. E allora è inutile avere Ibrahimovic davanti se nessuno lo smarca come dovrebbe, anche se per la verità quando, bene o male, riesce ad avvicinarsi al pallone anche lo svedese difetta di precisione. In questo deserto di idee e di emozioni, bisogna aspettare 34’ per vedere il primo, e unico, tiro rossonero di tutto il primo tempo nello specchio della porta di Musso, che non ha difficoltà a bloccare la conclusione di Castillejo.

MOSSA REBIC - L’intervallo fa capire a Pioli che serve cambiare qualcosa e così si rivede Rebic sulla sinistra al posto di Bonaventura. Per la verità, prima di apprezzare questa mossa, occorre un provvidenziale salvataggio di Donnarumma per impedire il raddoppio di Lasagna, ma subito dopo proprio Rebic devia alla perfezione il primo cross preciso di Conti che vale il pareggio. Passata la paura, il Milan si risveglia improvvisamente, anche se l’Udinese ha il merito di difendersi benissimo con Becao, Ekong e Nuytinck, ripartendo poi in contropiede con la velocità di Okaka e Lasagna. E proprio le due punte bianconere sfiorano di nuovo il gol, negato soltanto da un paio di miracolose deviazioni di Donnarumma che così si fa almeno in parte perdonare il clamoroso errore iniziale. Merito suo ovviamente e demerito indirettamente di Romagnoli, Kjaer e soprattutto dei due esterni Conti ed Hernandez, bravi soltanto quando avanzano ma non quando devono chiudere, da difensori appunto. 

EMOZIONI FINALI - Noiosa nel primo tempo, la partita è sempre più emozionante nel finale con ripetuti cambiamenti di fronte e occasioni da una parte e dall’altra. Il gol sembra in arrivo e infatti arriva, con una fucilata da fuori area di Hernandez che si conferma più attaccante che difensore, con la sua quinta rete in campionato. Sembra finita, ma non è così, perché l’Udinese dopo aver fallito tante occasioni ritrova finalmente il gol con Lasagna bravissimo a deviare in torsione di testa un cross da destra di Stryger Larsen, con la complicità di Hernandez da una parte e Conti dall’altra. Il pareggio sarebbe giusto, ma questa è la giornata di Rebic che entra in slalom e di sinistro infila l’angolino al 93’. Secondo gol per lui in campionato e soprattutto terzo gol per il Milan che a questo punto sogna una rimonta clamorosa in campionato. Perché se vinci partite così, e senza i gol di Ibrahimovic tra l’altro ammonito, può davvero succedere tutto.


IL TABELLINO:

Milan-Udinese 3-2 (primo tempo 0-1)

Marcatori: 7' pt Larsen (Udi), 3' st, 47' st  Rebic (Mi), 27' Theo Hernandez (Mi), 40' st Lasagna (Udi)

Assist: 3' st Conti (Mi), 40' st Larsen (Udi)

MILAN: G. Donnarumma; Conti, Kjaer, Romagnoli, Hernandez; Castillejo (dal 32' st Krunic), Kessié, Bennacer, Bonaventura (dal 1' st Rebic); Ibrahimovic, Leao. A disp.: Begovic, A. Donnarumma, Gabbia, Krunic, Paquetà, Suso, Piatek, Rebic. All.: Pioli

UDINESE: Musso; Larsen, Becao, Ekong, Nuytinck (dal 33' st Nestorovski), Sema (dal 43' Ter Avest); De Paul, Mandragora, Fofana; Lasagna, Okaka (dal 46' st De Maio). A disp.: Nicolas, Perisan, De Maio, Opoku, Ter Avest, Walace, Jajalo, Barak, Nestorovski, Teodorczyk. All.: Gotti

Ammoniti: 27' pt Sema (Udi), 40' pt Bennacer (Mi),8' st Pioli (Mi) , 18' st Conti (Mi), 34' st Ibrahimovic (Mi), 45+4' st Castillejo (Mi).

Arbitro: Pairetto di Nichelino