Calciomercato.com

  • Getty Images
    Romamania: Mourinho l'illusionista, mette alla gogna Karsdorp per nascondere i limiti della squadra

    Romamania: Mourinho l'illusionista, mette alla gogna Karsdorp per nascondere i limiti della squadra

    • Paolo Franci
    Diavolo di un Mou. Ancora una volta abilissimo nei giochi di prestigio verbali ha trovato il modo (discutibilissimo) di metterla lì come il migliore degli illusionisti. E cioè, distrae il pubblico con la mano sinistra mentre la destra confeziona il trucco. Spieghiamo: nella mano sinistra di Mou è comparso un coniglio sacrificale olandese, di nome Rick Karsdorp: se la Roma ha pareggiato con il Sassuolo è tutta colpa sua. E così, ancora una volta, attenzione spostata sul 'colpevole' di turno e non sui motivi e le eventuali responsabilità dello staff tecnico e dell'allenatore per l'ennesima prestazione grigia, monotona, con un paio di occasioni – Shomu e il gol – e la solita iniezione di attaccanti nel finale per tentare di vincerla. Il gioco di raccontare che “il nostro sforzo è stato tradito dall'atteggiamento poco professionale di un giocatore...” senza fare il nome, poi, ben sapendo che tanto sarebbe venuto fuori, è vecchio come il mondo e Mou non può non saperlo. Ora mi chiedo se sia giusto, nell'era degli haters, dei social avvelenati e di un contesto sociale globale che ama l'eccesso e l'attacco verbale, gettare un giocatore, un ragazzo – pur di fronte al peggiore degli atteggiamenti – in pasto all'arena in quel modo. Sottolineo: Mourinho non fa mai le cose a caso e una ragione per quell'uscita ci deve essere, ma ciò non cancella tutto il resto.

    Proprio Mourinho aveva difeso Ibanez dalla valanga di insulti e critiche per l'errore nel derby. Difesa energica, sanguigna per un giocatore che dà tutto e anche di più per la Roma. Difesa di Ibanez, giusta, ammirevole, sacrosanta, perchè va bene la critica per un errore pur grave in un derby, ma da lì al linciaggio anche no. E mi sono esaltato nel teorema difensivo di Mou: giusto difendere pubblicamente il giocatore. Così come non trovo giusto attaccarne uno altrettanto pubblicamente.

    E mi chiedo a chi giovi metterla così, in questo modo con Karsdorp. Non al club, che ora si ritrova un giocatore al quale Mou avrebbe detto “trovati una squadra a gennaio”, deprezzato in quanto esubero in rottura con l'allenatore. Non alla squadra, immagino. A nessuno di noi, nel proprio ambito lavorativo, piacerebbe essere messo alla gogna pubblica per un atteggiamento sbagliato o un lavoro fatto male. Metterla così con un giocatore provoca reazioni giuste nelle spogliatoio? Non mina la tranquillità del gruppo? Sicuri che i calciatori non 'sentano' il pericolo di ritrovarsi nelle condizioni di Karsdorp magari anche solo per un momento particolarmente negativo?
    Mi piacerebbe poter fare due chiacchiere con Mourinho per capire quale sia la strategia – perchè il portoghese non fa mai nulla per caso – rispetto ad un'entrata a piedi uniti del genere. Cioè, poteva farlo fuori, punirlo, multarlo, urlargli tutto ciò che pensa rispetto ad un atteggiamento negativo senza per questo portarlo nella piazza del paese. Però così è riuscito a spostare l'attenzione ancora una volta, evitando di approfondire i limiti di una squadra che fatica a fare gioco e con tutti i calciatori tranne Smalling e pochissimi altri più o meno lontani dai loro abituali standard di rendimento. O forse lo ha fatto per dare un messaggio – durissimo – a chi secondo lui si stia accontentando di vivacchiare sulla gloria del successo in Conference?
    PS: Io continuo a pensare che Mou sia quanto di meglio sia capitato alla Roma, che logori chi non ce l'ha, ma non per questo devo digerirne tutto quello che fa e il criticabile rendimento della sua Roma.

    Altre Notizie