«La Scala non si tocca». L'umore del popolo dell'Hellas ha partorito un altro inequivocabile segnale di dissenso con una nuova scritta apparsa ieri ai bigonci dello stadio. Il messaggio rivolto ancora una volta indirettamente al Chievo riprende una disputa ormai arcinota a Verona, che riguarda utilizzo di simboli e colori che secondo i tifosi dell'Hellas apparterebbero solo alla tradizione gialloblù ma che ormai da tempo sono entrati a far parte della storia del Chievo. Qualche giorno fa, in occasione della sfida di campionato tra Verona e Ravenna, un volantino firmato in calce «Tifoseria scaligera» ha riassunto in sintesi i motivi di questa disputa che va avanti ormai da tempo e che era deflagrata questa estate con un piccato intervento, attraverso un comunicato, anche da parte della stessa società di via Torricelli. Questi, invece, alcuni passaggi del volantino distribuito ai tifosi Hellas. «Il signor Luca Campedelli, attraverso il suo gioiellino calcistico, ha voluto, fin dall'inizio della sua presidenza, accaparrarsi una piccola fetta, un avanzo, uno scampolo di storia di Verona e del Verona per colorare e dare un'impossibile senso storico al suo piccolo Chievo, con il magro tentativo di incontrare un favore commerciale sfruttando le radici calcistiche di un'altra società. Niente di più insensato fin dall'inizio, niente di più azzardato oggi». La riflessione dei tifosi invita direttamente alla riflessione il presidente della società della Diga: «Chiunque ami Verona e il Verona si chiede e ti chiede con che faccia tosta ti sei permesso di voler percorrere una falsa strada parallela, di imitare malamente i colori e i simboli di una realtà così diversa e lontana. Ci chiediamo e ti chiediamo perché ti è mancato il coraggio di poter essere vera alternativa, seppur calcisticamente parlando, con i tuoi colori, i tuoi simboli, con il tuo presente da trasformare in storia, invece di calarti in una tanto sfacciata quanto inutile brutta copia dell'originale. Mai il tuo Chievo potrà trasmettere quell'amore viscerale nato da poche ma grandiose soddisfazioni, compiuto da innumerevoli sofferenze e più' vivo che mai anche di fronte alla miseria della serie C. Mai potrai assaporare l'appartenenza di una moltitudine a qualcosa di grande, indipendente da vittorie o sconfitte, spesso contro tutto e tutti. Rassegnati ad avere un'ottima squadra con poco seguito numerico, con una modesta storia, con un amore improvvisato e di plastica che, alle prime avvisaglie, siamo sicuri ti volterà le spalle. La Scala è Verona, è Verona e soltanto il Verona, da sempre e per sempre. La Scala rappresenta il popolo gialloblu al seguito dell'Hellas, unito attraverso il calcio, e vivo in quel legame di forza con la propria città, storia e consapevolezza che vale sul campo come sulla strada, a Verona come in ogni parte del mondo. La Scala appartiene al Verona, appartiene a Noi. La Scala non si tocca!».