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La Serie A resta a 20 squadre, ora è UFFICIALE: sconfitte Inter, Juve, Milan e Roma

La Serie A resta a 20 squadre, ora è UFFICIALE: sconfitte Inter, Juve, Milan e Roma

  • Federico Albrizio, inviato
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Niente cambio di format, la Serie A resta a 20 squadre. Non è andato a buon fine il tentativo di riforma da parte di Inter, Juventus e Milan, che aveva incassato l'adesione della Roma. Lo rende noto la Lega Serie A con una nota ufficiale: la Lega Serie A ha approvato oggi, nel corso dell’Assemblea svoltasi nella sede di via Rosellini, il proprio documento di indirizzo contenente le proposte di riforma del calcio italiano.

LA RIUNIONE - Nel corso della stessa riunione, è stata ribadita la assoluta necessità di mantenere nello statuto federale il diritto di intesa, così come nei principali sistemi calcistici europei. E’ stato, inoltre, confermato l’attuale format a 20 squadre del campionato di Serie A. 

SCONFITTE INTER, JUVE, MILAN E ROMA - La Serie A, riunita in assemblea, ha infatti votato per mantenere il format a 20 squadre: soltanto Inter, Juventus, Milan e Roma hanno votato a favore del format a 18 squadre, mentre gli altri 16 club hanno votato per rimanere a 20. I quattro club hanno votato inoltre contro al mantenimento del diritto d'intesa, favorevoli le altre 16 società. Proporzioni confermate dal presidente del Torino Urbano Cairo all'uscita dall'Assemblea.

COS'E' IL DIRITTO D'INTESA - Ma cos'è il diritto d'intesa? Si tratta di un diritto di veto, ovvero la possibilità per ciascuna lega di bloccare una decisione del Consiglio Federale che la riguardi, anche se presa con il 75% dei voti. Sancisce l'unanimità e finora ha bloccato sul nascere qualsiasi ipotesi di riforma. Gravina ha indetto l'assemblea straordinaria dell'11 marzo con l'obiettivo di toglierlo, il che ha portato a una sorta di insurrezione in Serie A. Nell'incontro della scorsa settimana con Gravina, Inter, Juventus e Milan si sono dette disponibili a rinunciarvi, a patto di arrivare al campionato a 18 squadre.

CAIRO: 'INTER, JUVE E MILAN HANNO PROVATO A FARE UNA SUPERLEGHINA'

NIENTE RICHIESTA DIMISSIONI MAROTTA - Il mantenimento del diritto d'intesa era uno dei temi più importanti sul tavolo ed è stato confermato dalla maggioranza della Lega (16 contro 4), rispettando le anticipazioni di Galliani e Carnevali che, prima dell'Assemblea, avevano dichiarato la ferma contrarietà di Monza e Sassuolo - ma non solo - alla sua abolizione. Non è stata invece affrontato il discorso relativa a una possibile richiesta di dimissioni nei confronti di Beppe Marotta, amministratore delegato dell'Inter e consigliere federale, non sono state avanzate richieste in questo senso. Tuttavia - e lo si evince anche dalle parole di Cairo al termine dell'Assemblea - i club hanno ribadito la necessità di rappresentare gli interessi della totalità della Serie A, lanciando un chiaro segnale.

VERSO LA RIUNIONE DELLE COMPONENTI FEDERALI - Con queste premesse e un documento molto articolato e ricco redatto con il contributo dei 20 club ("Anche con quello delle squadre andate da Gravina in settimana", ha sottolineato Cairo) si arriva alla riunione dei presidenti delle componenti federali di domani, martedì 13 febbraio, nel quale saranno discusse le proposte di rinnovamento per la Serie A, che cerca maggiore autonomia e peso in termini politici ed economici, sul modello della Premier League in Inghilterra. Nel pacchetto di proposte di riforma contenuto nel documento oggi firmato e approvato a maggioranza 16 contro 4 - Inter, Juventus, Milan e Roma si sono astenuti -, anche il tema che riguarda le singole decisioni, come quelle sulle liste delle squadre, o le regole su extracomunitari, sui vivai: oggi tutto è deciso dal Consiglio Federale aveva sottolineato il presidente di Lega Lorenzo Casini la scorsa settimana, ma la Serie A vuole ottenere maggiore autonomia in merito.

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spikedeep
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Il problema è che in entrambi in casi sono scelte dettate dal guadagno non per lo sport

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