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Otto gol e dodici sostituzioni, la Spagna ha vinto una partita incredibile, prima l’ha dominata, poi se l’è fatta scappare di mano, infine l’ha ripresa. Cinque a tre per la squadra di Luis Enrique che dei 130 minuti, recuperi compresi, ne ha giocati meglio della Croazia, molto meglio, almeno un centinaio. La nazionale di Dalic ha tentato un miracolo, a 5' dal novantesimo era sotto di due gol, ha pareggiato, è arrivata ai supplementari, ha avuto l’occasione del 4-3, ma alla fine, troppo sbilanciata, non ha retto la tecnica e la forza della Spagna ed è stata sorpassata dalla rete di Alvaro Morata che ha anticipato di pochi minuti quella definitiva di Oyarzabal. Fino a un certo punto, i cambi avevano dato ragione a Dalic che, sotto di due gol, aveva prima cambiato l’assetto (difesa a 3), poi messo Orsic (gol del 3-2 e assist del 3-3) e Pasalic (gol del 3-3), mentre Luis Enrique in vantaggio di due gol aveva inserito Dani Olmo (gol mangiato, sarebbe stato il 4-1) e Pau Torres (ha perso Pasalic in area piccola sul gol del 3-3).

In quel momento la prestazione era della Spagna, ma i particolari stavano decidendo a favore della Croazia. Nel finale, però, Dani Olmo ha piazzato due assist da destra a sinistra, dove un attaccante, Brekalo, stava giocando come terzino destro. Il crollo croato è avvenuto da quella parte, lì sono arrivate le due reti finali. Venerdì, a San Pietroburgo, la Spagna è attesa da Francia o Svizzera.

I 90' SPAGNOLI. Solo Spagna e fino all’85' la sua vittoria era nitida, ben oltre i 2 gol di scarto che stavano dividendo le due nazionali. La nazionale senza madridisti stava giocando da grande squadra. I vice campioni del mondo della Croazia erano a tratti dominati dagli spagnoli, accecati dal faro di Busquets, abbagliati dal talento del giovanissimo Pedri, battuti sugli esterni dai guizzi di Sarabia e Ferran Torres. Dopo i primi due pareggi del girone, la nazionale di Luis Enrique stava prendendo il ritmo giusto.

LA DIFFERENZA. Squadra vera la Spagna, squadra slegata la Croazia, per questo il gioco è stato tutto, quasi tutto, della nazionale di Luis Enrique nei primi due tempi. Possesso palla esagerato (al 45' era del 68 per cento), notevole quantità di conclusioni (10 a 2 a fine primo tempo) ed eccellente qualità di occasioni. Se il punteggio all’intervallo era di 1-1 la responsabilità era tutta di uno sciagurato intervento del portiere spagnolo Unai Simon che ha cercato di controllare un lungo passaggio indietro di Pedri: è andato sulla palla con troppa superficialità, probabilmente non si è reso conto che era dentro lo specchio della porta, la palla gli è scivolata via dal piede ed è infilata in rete. Clamoroso l’errore di Unai Simon, ma anche Pedri ha sbagliato: il passaggio indietro al portiere non va mai fatto fra i pali. Non a caso la Uefa prima ha assegnato l’autorete al portiere e poi, giustamente, a Pedri. Ai tifosi milanisti sarà tornato in mente l’autorete di Paletta a Pescara nell’aprile di due anni fa, col velenoso passaggio indietro verso Donnarumma: stessa dinamica. La Croazia ha giocato per 5 minuti dopo quel gol, ma prima e dopo non è mai stata in partita.

SOLO SPAGNA. La nazionale di Luis Enrique si è impossessata subito del gioco attraverso il suo totem Busquets. La Croazia non pressava la mente spagnola che così aveva vita facile a trovare ora Pedri, ora Koke. Ma non riusciva nemmeno a controllare da vicino i due interni e Pedri, classe 2002, spadroneggiava con la sua tecnica. In più, la Spagna attaccava con profitto anche sugli esterni. La prima palla-gol l’ha sbagliata Koke che un assist di Pedri (servito da un passaggio rapido di Busquets) aveva messo davanti a Likovic, pronto a respingere con una gamba. La seconda l’ha sbagliata Morata di testa su cross di Ferran Torres. Poi la frittata di Unai Simon (e Pedri) e i 5 minuti di Croazia con uno spunto di Vlasic (esterno della rete) su assist di Modric.

IL PARI DI SARABIA. Superato lo choc, la Spagna ha ripreso il comando delle operazioni e il pareggio è stato la conseguenza del suo chiaro predominio. Attacco micidiale, il primo tiro di Pedri è stato respinto con un’altra prodezza da Livakovic, il secondo di Sarabia, deviato da Caleta-Car, ha reso giustizia alla gara. Pochi attimi prima Luis Enrique aveva invertito la posizione delle sue ali, spostando Ferran Torres a sinistra e Sarabia a destra.

SORPASSO SPAGNOLO. Alla Croazia mancava l’apporto di quasi tutto l’attacco, solo Vlasic cercava di portare qualche pericolo, ma Petkovic e Rebic non aiutavano. Per questo Dalic a inizio ripresa ha tolto Petkovic per mettere Kramaric e a metà ripresa fuori anche Rebic per Orsic. La Spagna ha concluso la sua rimonta: tocco di Pedri per Ferran Torres, cross da sinistra, stacco di Azpilicueta in anticipo su Gvardiol e 2-1 per una squadra che lo strameritava. Per Azpilicueta era il primo gol in nazionale e lo ha segnato dentro una partita di grande spessore.

DA RAGAZZI. Con un piede fuori dall’Europeo, la Croazia ha alzato finalmente la sua linea di gioco e ha costruito la sua prima vera occasione da gol con Gvardiol: stavolta Unai Simon si è riscattato con una parata d’istinto. Ma proprio Gvardiol l’ha combinata grossa. A gioco fermo per una punizione a favore della Spagna sulla linea di metà campo, si è messo a bere, lontano venti metri dal suo diretto avversario, Ferran Torres, raggiunto in un attimo dalla fulminea apertura di Pau Torres, Gvardiol si è precipitato su Ferran che ha avuto gioco facile a saltarlo e, di sinistro, a infilare la palla fra le gambe di Livakovic. Un gol così, in un Europeo, non si può prendere.

RIMONTA CROATA. Dani Olmo, entrato da poco, ha sbagliato il 4-1 davanti a Likovic così da permettere dalla Croazia di giocare un finale sui nervi. E sul filo della disperazione, aiutata dai cambi di Dalic, è riuscita a segnare con Orsic, anche lui entrato da pochissimo, dopo un salvataggio di Azpilicueta su rasoiata di Modric. Tre a due al 40' del secondo tempo. Modric, Brozovic e Pasalic stavano spingendo a mille, la difesa spagnola non reagiva compatta. Così, al secondo minuto di recupero dei 6 decisi da Cakir, è stato ancora un atalantino a lasciare il segno in questo Europeo: dopo Pessina, Gosens, Miranchuk e Maehle, anche Pasalic ha messo la firma sul risultato. E’ stato lui a girare la palla a sinistra per Orsic, si è inserito in area e di testa, in anticipo su Pau Torres, ha segnato il 3-3 girando in porta il cross di Orsic. Quindi, i supplementari.

E INFINE, MORATA... All’inizio del primo tempo supplementare Unai Simon si è riscattato quasi definitivamente togliendo un gol a Kramaric, sarebbe stato il 4-3 per la Croazia. Anche Vida, dall’altra parte, ha salvato un gol di Dani Olmo. Che si è scatenato sulla destra e ha piazzato una palla d’oro sul palo lontano per Morata: Brekalo, un attaccante, era il marcatore dell’attaccante juventino, ha sbagliato il tempo dell’intervento, Morata ha controllato e scaraventato la palla sotto la traversa. Era il centesimo minuto di questa straordinaria partita. Altro contropiede spagnolo tre minuti dopo e gara finita: Morata, Dani Olmo, palla ancora da destra a sinistra per Oyarzabal, gol del definitivo 5-3. Poi, per chiudere con un briciolo di disappunto, per Dani Olmo anche un palo finale.

 


IL TABELLINO  


Croazia-Spagna 3-5 dts

RETI: 20′ aut. Unai Simon (C), 38′ Sarabia (S), 57′ Azpilicueta (S), 77′ Ferran Torres (S), 86′ Oršić (C), 90’+2 Pašalić (C), 101′ Morata (S), 103′ Oyarzabal (S).

Croazia (4-3-3): Livakovic; Juranovic (74′ Brekalo), Vida, Caleta-Car, Gvardiol; Modric (114′ Ivanušec), Brozovic, Kovacic (79′Budimir); Vlasic (79′ Pašalić), Rebic (67′ Oršić), Petkovic (45′ Kramarić). A disposizione: Kalinić, Sluga, Vrsaljko, Škorić, Badelj, Bradarić. CT Dalic.

Spagna (4-3-3): Unai Simon; Azpilicueta, Eric Garcia (71′ Pau Torres), Laporte, Gayà (77′ Jordi Alba); Koke (77′ Fabián Ruiz), Busquets (101′ Rodri), Pedri; Ferran Torres (88′ Oyarzabal), Morata, Sarabia (71′ Olmo). A disposizione: De Gea, Sánchez, Diego Llorente, Maros Llorente, Gerard Moreno, Thiago Alcántara. CT Luis Enrique. 

AMMONITI – Brozovic, Caleta-Car (C).