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Lautaro Martinez è ancora lì. Al centro dei pensieri del Barcellona, troppo mediatici in ogni parte della strategia fino ad aver portato il ds dell'Inter Piero Ausilio a prendere una posizione forte: "Non lo vogliamo cedere - ha detto a Sky - e se il Barça lo vuole deve pagare la sua complicata clausola rescissoria". Un'intervista con toni autoritari, passo impeccabile e necessario per chiarire al Barcellona che non si può giocare al ribasso dopo aver contattato il giocatore. Dopo quelle parole, il Barça non ha comunque mostrato intenzione di arretrare: voleva e vuole Lautaro, provando in ogni modo a negoziare sulla clausola ma avendo compreso che il valore complessivo dell'operazione deve toccare i 111 milioni.


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IL GIOCATORE E IL SOSTITUTO - La partita è apertissima perché il Barcellona preme ma non c'è un accordo sul valore delle potenziali contropartite né sul prezzo cash dell'operazione. Niente è ancora fatto o deciso, l'Inter resiste e non vuole arretrare di un centimetro: che sia la cessione del secolo oppure Lautaro resta dov'è, il concetto è chiaro. In più, i dirigenti blaugrana sanno che per prendere l'argentino devono farlo esporre pubblicamente in favore del Barça, cosa che Martinez non ha mai fatto. Serve un passo del genere altrimenti rimarranno complessi i prossimi step di una trattativa ancora nel vivo, ancora in fase di forti e continue evoluzioni. "Non ne abbiamo mai parlato col giocatore perché non ci ha manifestato alcuna intenzione di questo tipo", Ausilio dixit. In più, da parte sua l'Inter continuerà a rifiutare un dialogo a condizioni diverse finché non troverà un sostituto che al momento non ha in pugno. Non si può vincolare tutto al solo Cavani in un reparto da modificare in più interpreti, dopo aver anche escluso Werner dalla lista. Serve altro, Conte è esigente e lo sanno tutti. Il Barça per Lautaro c'è ancora, preme forte eccome. Ma per chiudere serve ben altro. E il braccio di ferro continua...