17
Spero che tutte le emozioni vissute per 95 minuti non abbiano troppo scosso Sinisa Mihajlovic, seduto in panchina con il consenso dei medici, volto pallido, zuccotto in testa, stadio in piedi al suo ingresso in campo, compresi i 200 tifosi laziali, gran parte dei quali in mattinata avevano marciato in pellegrinaggio fino alla basilica di San Luca pregando per la guarigione della loro vecchia bandiera. La partita del cuore si è chiusa con un pareggio tutto sommato giusto, anche se la Lazio, che per due volte aveva recuperato il punteggio, rimpiange quel pallone del rigore sbattuto da Correa sulla traversa, settimo legno stagionale, primato europeo. Sentimentalmente giusto: perché una sconfitta avrebbe sciupato la festa bolognese al proprio allenatore e la ricorrenza del centodecimo anniversario del club, ricordato sulle tribune da una splendida coreografia; e perché la Lazio non avrebbe meritato di perdere, se non altro per l'affettuosa partecipazione dei propri sostenitori al momento difficile vissuto dal loro caro Sinisa.

Ma anche mollando il cuore e abbracciando un'analisi tecnica, il giudizio non cambia. Lazio migliore nel palleggio, ma sofferente, troppo sofferente nella fase difensiva, stranita dalla mancanza di una vera punta avversaria, poiché Palacio faceva piuttosto il regista partendo da sinistra per gli inserimenti dei centrocampisti (Svanberg, soprattutto) e Orsolini, col suo sinistro benedetto dalla destra, metteva dei traversoni tagliati al bacio e costringeva Radu e Lulic a non perdersi mai di vista. I due gol hanno messo a nudo un problema di concentrazione che Inzaghi non riesce a risolvere: Krejci ha battuto comodamente di testa dopo che Orsolini aveva impalato Lulic con un dribbling secco, Palacio ha ribattuto in rete un tiro di Svanberg respinto dal palo precedendo sullo scatto l’intera pattuglia laziale ben lontana dai suoi 37 anni.

La Lazio ha avuto la forza di rimontare attraverso il suo talento superiore, nonostante la giornata storta di Milinkovic che ha lasciato tutto il peso del centrocampo e del sostegno alle punte a Luis Alberto e Leiva, costretto al secondo giallo e quindi all'espulsione all'inizio della ripresa, per fortuna di Inzaghi lasciando i compagni in inferiorità numerica per venti minuti scarsi. E grazie alla vena balistica di Ciro Immobile, autore di due rasoiate quasi identiche a filo d'erba sul palo più lontano di Skorupski.

Dopo l'uscita, a mezz'ora dalla fine, del capocannoniere del campionato (94 gol su 141 partite con la Lazio), stavolta, senza polemiche, si è scatenato Correa, fino allora poco brillante, imprendibile per i difensori bolognesi, sfiorando per due volte il vantaggio, provocando l'espulsione di Medel che lo abbrancava mentre filava in solitario verso la porta, ma fallendo poi il calcio dagli undici metri. Il rigore è emblematico della vivacità di questa partita. Angolo su tiro di Palacio, sulla respinta fila via Jony - subentrato a uno stanchissimo Lulic - lo accompagna Acerbi che riceve all'altezza del dischetto, e chi va sul difensore laziale toccandogli il piede d’appoggio? Il trentasettenne Palacio, che dopo avere sfiorato il gol aveva inseguito l’avversario da un'area all'altra.

Alla presenza del proprio allenatore, il Bologna ha recuperato la grinta e l'ordine (Poli e Medel precisi davanti la difesa dove si sono distinti per pulizia e intraprendenza i due laterali Tomiyasu e Krejci che ha mancato per un soffio la doppietta), confondendo l'avversario con un reparto d'attacco senza punto di riferimento. La Lazio mastica amaro per il rigore sbagliato e la tradizione felice sul campo bolognese (tre vittorie nelle ultime tre partite), ma la squadra è apparsa motivata e in salute, fragile in difesa ma dotata di una forza penetrativa straordinaria ora che Immobile ha recuperato la sua straordinaria media realizzativa e Luis Alberto una forma e un entusiasmo alimentato anche dalla nuova convocazione nella sua Nazionale. Ai fini della classifica e della rincorsa alle prime posizioni, il punto non serve a granchè, ma agli alti e bassi la brigata di Inzaghi avrà ormai fatto il callo.

IL TABELLINO


Bologna-Lazio 2-2 (primo tempo 2-2)

Marcatori: 21’ p.t. Krejci (B), 24’ p.t. Immobile (L), 32’ p.t. Palacio (B), 40’ p.t. Immobile (L)
 
Assist: 21’ p.t. Orsolini (B), 24’ p.t. Lulic (L), 40’ p.t. Luis Alberto (L).

Bologna (4-2-3-1): Skorupski; Tomiyasu, Bani, Danilo, Krejci; Poli, Medel; Svanberg (27’ s.t. Schouten), Orsolini, Sansone (40’ s.t. Santander); Palacio. All. Mihajlovic.

Lazio (3-5-2): Strakosha; Felipe (16’ s.t. Bastos), Acerbi, Radu; Marusic, Milinkovic Savic, Leiva, Luis Alberto, Lulic (35’ s.t. Jony); Correa, Immobile (16’ s.t. Parolo). All. Inzaghi.

Arbitro: Orsato di Schio.

Ammoniti: 20’ p.t. Felipe (L), 27’ p.t. Krejci (B), 6’. s.t. Leiva (L), 18’ s.t. Sansone (B), 23’ s.t. Danilo (B), 30’ s.t. Bani (B), 34’ s.t. Lulic (L), 44’ s.t. Palacio (B).

Espulsi: 15’ s.t. Leiva (L), 25’ s.t. Medel (B).