Commenta per primo

 

 E’ sbarcato in Italia questa mattina poco dopo l’alba, è partito da Buenos Aires, insegue un sogno: «Vorrei giocare in Italia». Josè Ezequiel D’Angelo, 22 anni ad ottobre, trequartista alto e tecnico, origini italiane e passaporto in tasca, ha fatto il viaggio al contrario. Sua nonna era di Bari e nel 1953 arrivò in Argentina con la famiglia, Josè in Italia ci è arrivato oggi per conquistare fiducia: «Mia nonna è italiana, a Roma c’è un cugino di mia madre, ho molti parenti, spero di restarci anche io». E’ stato proposto alla Lazio nei giorni scorsi, costa 2 milioni di euro, si tratterebbe di un investimento, potrebbe essere ceduto in prestito. 

D’Angelo si è consacrato nel Chacarita, nell’ultima stagione ha giocato in serie B, è stato “parcheggiato” al Club Espanol de Montevideo (milita nella A uruguaiana). In Italia è sconosciuto, arriva per farsi largo. 

D’ Angelo, benvenuto in Italia. E’ arrivato per avverare un sogno... 

«Sono felice del mio viaggio a Roma, per l’emozione l’ultimo giorno prima della partenza non ho dormito. Arrivo con obiettivi precisi, con la speranza di avere un’occasione per giocare in Italia». 

Si sentirà a “casa”? Lei è italo-argentino, ci racconti la sua storia. 

«Conosco bene il calcio italiano e le mie origini sono fortemente legate a questo Paese. Ho ottenuto il passaporto ad inizio anno, da sempre sogno di giocare in un campionato come la serie A. Mia nonna è italiana, è nata in Puglia, precisamente a Bari, arrivò in Argentina nel lontano 1953, partì insieme a tutta la sua famiglia, io sono nato a Buenos Aires » . 

E’ stato proposto alla Lazio, la società sta pensando alla possibilità di tesserarla e magari girarla in prestito. Cosa significherebbe per lei far parte del club biancoceleste? 

«Ho visto molte partite della Lazio in televisione, la verità è che sarebbe un sogno giocare con grandi campioni come Klose, marcatore da record ai Mondiali, Cissè e il mio connazionale Zarate, parliamo di un club prestigioso e con una storia importante. Gli argentini sono storicamente legati alla Lazio». 

Chi è Josè Ezequiel D’Angelo? In Italia non è conosciuto, come si presenta? 

«Ho iniziato a giocare a calcio a quattro anni, facevo parte della scuola calcio del Banfield. Successivamente ho trovato spazio nel Chacarita, ho vissuto lì tanti anni, adesso spero di trovare spazio in Italia, spero di impormi in un club di grande livello e di conquistare la convocazione nell’Argentina». 

Come si giudica tecnicamente? 

«Sono alto 1,87 e peso 75 chilogrammi, il mio ruolo naturale è trequartista, sono mancino, sono un giocatore creativo, mi adatto senza difficoltà in diverse posizioni tra centrocampo e trequarti. Il mio gioco si basa sulle verticalizzazioni costanti quando la squadra attacca, so rendermi utile anche in fase di non possesso palla. Mi definirei come un centrocampista offensivo». 

Qualcuno, per caratteristiche, l’ha associata a Lamela... 

«Le mie caratteristiche principali sono rappresentate dal dribbling, dagli assist per i miei compagni. Il mio riferimento è Andres D’Alessandro. Mi piace dare tutto in campo, allenarmi sempre al massimo ed essere a disposizione del gruppo, non ho mai avuto problemi nelle squadre in cui ho giocato, fa parte del mio carattere». 

Si sente pronto per il calcio europeo ed in particolare italiano? 

« Sì, non ho paura. Fisicamente e mentalmente mi sento pronto per affrontare un torneo duro e difficile come la serie A. Penso di essere nell’età giusta per mettermi alla prova, per tentare il salto di qualità, per iniziare ad essere conosciuto in tutto il mondo». 

D’Angelo in Argentina s’è fatto conoscere nella serie B, compirà 22 anni ad ottobre, perché nel suo Paese non ha trovato spazio in un club di grande livello? Oggi è stato acquisito dal Club Espanol de Montevideo. 

«C’è stata la possibilità in passato di giocare in formazioni argentine importanti, ma alla fine tutti i club che si erano interessati non hanno trovato l’accordo con la mia società di appartenenza. Adesso le cose sono cambiate, ho l’opportunità di farmi conoscere anche in Europa e spero di avverare il mio grande sogno » . 

Chi è D’Angelo fuori dal campo? 

«Nel tempo libero amo molto andare in palestra e trascorrere dei momenti con gli amici. Sono un appassionato di reggaeton, di cumbia, ascolto anche il rock. Della cumbia mi piacciono i “Los del Fuego” e i “Los Palmera”, nel rock Andrés Calamaro e nel reggeaton Daddy Yankee e Don Omar». 

Ha parlato di D’Alessandro come ri-ferimento in campo, ma i suoi idoli da ragazzino quali erano? 

«Sono due, si tratta di Messi e Carlitos Tevez, due campioni fantastici, in campo fanno sognare con i loro colpi, sarebbe incredibile un giorno riuscire a giocare insieme a loro, spero di avverare questo desiderio al più presto, vorrei conquistare la chiamata in Nazionale. So che non sarà facile, mi impegnerò al massimo per continuare a crescere, per strappare fiducia in Europa e poi toccherà a me non deludere le aspettative». 

D’Angelo, quali sono i suoi progetti immediati? 

«Rimarrò in Italia qualche giorno, il mio procuratore si sta occupando del mio futuro, aspetto notizie da lui. Come ho già detto mi piacerebbe restare nel vostro Paese e mettermi in mostra o comunque avere l’opportunità di giocare in Europa. Non so cosa succederà da qui ai prossimi giorni, lo scoprirò con il tempo, già vivo un sogno».