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Sette punti dalla Juve, la Lazio non si arrenderà, ma a 8 giornate dalla fine i tre gol presi dal Milan danno l’idea di una squadra in esaurimento fisico, atletico e tecnico. La Juve ha fatto 4 gol in scioltezza nel derby, la Lazio ne ha presi 3 in casa dal Milan, ora la differenza sta in quei 7 punti e in questi 7 gol.

MILAN EUROPEO - Anche nelle ultime due partite la Lazio era andata sotto e poi era riemersa con tutto il suo orgoglio. Stavolta si è capito presto che sarebbe stato molto più difficile. Per due ragioni. La prima: non era la solita Lazio, non poteva esserlo, mancavano le due punte di ruolo e né Correa, né Luis Alberto, né Milinkovic (avanzato nel finale del primo tempo) potevano occupare un posto da attaccante puro. La seconda: il Milan non è il Torino e nemmeno la Fiorentina, il Milan è una squadra forte dentro, organizzata bene da un allenatore che si sta prendendo delle belle rivincite con chi lo vorrebbe già fuori dalla futura costruzione del Milan. A 46 punti, ha superato il Napoli e ha ridotto a 2 punti il distacco dalla Roma: l’Europa League è davvero a un passo grazie al lavoro di Stefano Pioli.

I RITORNI DI LEIVA E IBRA - Il 2-0 del 45' era forse una punizione eccessiva per la Lazio, punita troppo nella sua generosità, ma in attacco il Milan aveva fatto qualcosa più dei biancocelesti. Merito anche di Ibrahimovic, la cui sola presenza dà alla squadra una sicurezza in più, è il totem intorno a cui gira tutto il Milan. E anche se non è al massimo della condizione, come non lo era in questa partita, attirava su di sé la manovra d’attacco lasciando di continuo la prima linea per farsi dare palla e costruire la parte finale dell’azione. Con Castillejo infortunato, Pioli ha fatto un’ottima scelta schierando per la prima volta da titolare il belga Saelemaekers, il giocatore che ha messo in difficoltà Jony e soprattutto Radu. Era comunque tutto il Milan a rendere difficile la vita della Lazio, conteneva bene gli attacchi biancocelesti e ripartiva. Mentre Pioli recuperava Ibrahimovic come titolare, il suo successore laziale Inzaghi faceva altrettanto con Leiva, rientrato però col passo pesante.

GOL E DINTORNI - Il centrocampo di casa andava a sbattere di continuo su quello milanista sostenuto da Kessie, Bennacer e Bonaventura, stavolta utile in fase difensiva quanto in quella offensiva. Anche sugli esterni il Milan aveva la meglio, Lazzari è scappato una sola volta a Hernandez, a inizio partita. I rossoneri hanno avuto il merito di rompere una fase di sostanziale equilibrio con il primo gol. Calhanoglu ha tagliato da sinistra verso il centro saltando troppo facilmente Leiva, quando il turco ha mirato l’angolo Parolo ci ha messo la punta del piede e ha dato ancora più veleno alla traiettoria: Strakosha battuto. Ibra ha segnato il suo primo gol ma in fuorigioco. Ha segnato allora il gol buono su rigore (e con un pizzico di fortuna, Strakosha stava per prenderlo), concesso per un fallo di mano di Radu su cross di Saelemaekers. La Lazio, in avanti, ha avuto una sola mezza occasione: sul cross di Jony da sinistra, Correa ha fatto il velo forse perché non ricordava che era lui la prima punta, pensava che alle sue spalle sbucasse Immobile, seduto in tribuna.

PRIMI CAMBI - Dopo un tempo è uscito Ibrahimovic ed è entrato Rebic, uno dei più in forma del Milan. Nella Lazio, fuori Leiva per il giovane attaccante Adekanye. Parolo si è spostato al centro, Luis Alberto e Milinkovic sono tornati a fare le mezze ali e Correa in appoggio del nuovo entrato. La Lazio ha segnato in fondo a un contropiede rifinito da Luis Alberto col tempo sbagliato per Lazzari, sconfinato in fuorigioco: è stato molto bravo Conti a fare un passo avanti verso lo spagnolo mettendo così in fuorigioco Lazzari. Inzaghi ha messo Lukaku a sinistra per dare più spinta.

REBIC NON SBAGLIA UN COLPO - La Lazio ha aumentato i giri del motore anche se il serbatoio era vuoto. Le energie erano nervose, lo scudetto stava scomparendo dall’orizzonte e ci voleva l’ultimo sforzo, l’ultimo disperato tentativo. Solo che così ha scoperto la sua difesa dove nel frattempo era entrato Vavro al posto dell’ammonito Radu. Un lancio di Acerbi è stato intercettato da Hernandez che è partito a sinistra, mentre Lazzari è rimasto lassù. Palla a Bonaventura, difesa laziale sottosopra con Patric fuori posizione, assist facile per Rebic libero in area, controllo, tiro, tre a zero per il Milan. Una galoppata pazzesca di Hernandez poteva portare al 4-0, ma stavolta Strakosha ha salvato. Poteva farlo poco dopo, ma davanti a Strakosha ha toccato incredibilmente fuori e Ibra, seduto in panchina, è andato su tutte le furie.

I POLPACCI - Si era fatto male Calhanoglu dopo il gol ed era stato sostituito da Paquetà, si è fatto male Milinkovic a metà ripresa ed è entrato Anderson. Si tratta di due acciacchi muscolari ai polpacci: di questi tempi, con questo caldo e a questi ritmi sono sempre di più. Il caldo ha fatto anche altri effetti: scintille a fine partita fra Cataldi e Hernandez.





IL TABELLINO


Lazio-Milan 0-3 (fine primo tempo 0-2)

Marcatori 23' pt Calhanoglu (M), 34' pt rig. Ibrahimovic, 13' st Rebic (M)

Assist: 13' st Bonaventura (M).

Lazio  (3-5-1-1): Strakosha; Patric, Acerbi, Radu (10' st Vavro); Lazzari, Parolo, Leiva (1' st Adekanye), Milinkovic, Jony (10' st Lukaku); Luis Alberto; Correa (13' st Cataldi).  All.: Simone Inzaghi.

Milan (4-2-3-1): Donnarumma G.; Conti (17' st Calabria), Kjaer, Romagnoli, Theo Hernandez; Kessié (41' st Biglia), Bennacer; Saelemaekers, Bonaventura (17 st Krunic), Calhanoglu (37' pt Paquetà) ; Ibrahimovic (1'st Rebic). All.: Stefano Pioli.

Arbitro: Calvarese di Teramo

Ammoniti: 33' st Lukaku (L), 37' st Paqueta (M)