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Il derby è biancoceleste. Dopo un tunnel lungo cinque sconfitte, la vittoria torna della Lazio nel modo che tutta la curva Nord sognava: rimonta e gol del trionfo all'ultimo respiro segnato proprio da Klose, l'uomo della provvidenza ingaggiato (anche) per frantumare il tabù. Gode Reja, che per festeggiare la sua prima vittoria sulla Roma è corso sotto la curva rimediando l'espulsione. 'Ci voleva, e pensavo che anche oggi dopo pali e traverse non fosse la giornata giusta'.  Un trionfo che lancia la Lazio a quota 11, uno meno di Juve e Udinese e che porta anche la firma di Hernanes: suo il rigore del pareggio. Ma il Profeta per l'intero match è stato il più vivace dei suoi, anche quando (per brevi tratti) la Roma sembrava superiore.

Il giocatore della Roma ad aver toccato più palloni, soprattutto nel primo tempo, è stato Stekelenburg. E se non fossero stati i legni a salvare il portiere olandese dalla capocciata di Klose (traversa) e dalla bordata di Cisse (palo pieno), i giallorossi avrebbero patito guai peggiori. A rimettere in carreggiata la Lazio è stato un calcio di rigore che Tagliavento (pessimo e stavolta contestato dalla Roma) ha concesso al quinto della ripresa per una spinta fatale di Kjaer su Brocchi: penalty e rosso per il biondo danese. Solo in inferiorità numerica la Roma ha provato a rispolverare il tic-toc, Luis Enrique ha tolto Perrotta per Burdisso e, più tardi, ha buttato nella mischia Pizarro mandando sotto la doccia Bojan. Ristabilita l'idea di gioco i giallorossi hanno rischiato di raddoppiare con un paio di palloni messi in mezzo da Osvaldo e Josè Angel. Reja, invece, ha messo Mauri per lo stirato Gonzalez dimostrando di voler vincere. E il derby, stavolta, l'ha premiato.

(Leggo - Edizione Roma)