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    Lazio-Roma, le pagelle di CM: Zaccagni imprendibile, Ibanez da horror

    Lazio-Roma, le pagelle di CM: Zaccagni imprendibile, Ibanez da horror

    • Tommaso Fefè
    Lazio – Roma: 1-0

    Lazio

    Provedel 6: ha voluto esserci a tutti costi nonostante la febbre a 39 e le placche alla gola. Gol annullato a parte, deve compiere pochi interventi. Bello stilisticamente quello su Spinazzola nella difesa.

    Marusic 6,5: quando si dice “ha dato tutto”. Un baluardo inusperabile sulla fascia destra

    Casale 6: con la Roma in inferiorità numerica i pericolo diminuiscono, ma lui è comunque attento soprattutto nel gioco in anticipo.

    Romagnoli 6: Belotti lo costringe più di una volta alle maniere forti. Alla fine però di rischi ne corre pochi.

    Hysaj 6,5: tanta corsa e tanta grinta per rispondere colpo su colpo agli affondi della Roma sulla destra.

    Milinkovic 6,5: aggressivo da subito per fronteggiare la fisicità di Cristante e Wijnaldum. Scaltro quanto basta per far espellere Ibanez dopo mezz’ora.

    Cataldi 6,5: tiene strette le fila tra centrocampo e difesa. Prestazione sugli stessi livelli della granitica gara d’andata.

    Luis Alberto 6,5: Gli avversari lo picchiano per tutto il primo tempo, nella ripresa invece ha maggiore spazio per disegnare calcio e rendersi pericoloso con qualche conclusione dalla distanza.

    Pedro 6: è il più imprevedibile lì davanti. Taglia e accelera all’improvviso seminando spesso il panico. Manca solo il colpo vincente, a lui e a tutti i compagni di reparto. (dal 43’ s.t. Basic sv)

    Felipe Anderson 6: Un solo acuto nel primo tempo con un numero in mezzo a 3 difensore. Soffre tremendamente la marcatura stretta dei centrali giallorossi. Neppure in 10vs11 trova spazi per affondare i suoi colpi. Con il suggerimento per il gol di Zaccagni e la lucidità nel finale si guadagna comunque la sufficienza piena.

    Zaccagni 7: fa ammattire tutto il lato sinistro della Roma con i suoi guizzi e alla fine riesce a trovare lo spiraglio giusto per il gol partita. (dal 35’ s.t. Cancellieri 6: entra in campo con la grinta giusta per dare freschezza all’attacco)



    All. Sarri 7: partita dominata sul piano tattico puntando, come all'andata, sulla solidità del centrocampo. In 10 è tutto più facile, ma la squadra è stata brava ad avere pazienza nel tessere la sua tela per portare a casa la partita.


    Roma

    Rui Patricio 6,5:
    Qualche brivido quando al 17’ esce di testa dall’area, poi ferma bene a terra due tentativi di Anderson prima e di Zaccagni. Nella ripresa la grandine è in arrivo. Devia in angolo su Luis Alberto e Pedro. Davvero nulla può sul gol.  L’ultimo colpevole di un altro derby perso. 

    Mancini 6: Ha tutti i muscoli in tiro, anche quelli della faccia. Riserva colpi proibiti, ne riceve. In perfetto stile derby. Deve dare una mano a Zalewski su Zaccagni e in contemporanea non aprire varchi al centro. Si butta su ogni pallone, rischiando qualsiasi parte del corpo. 

    Smalling 6: Senza punti di riferimento fissi da marcare ci mette un po’ a prendere le misure. E’ comunque il meno agitato del gruppo arretrato che dopo mezz’ora vede sfilarsi Ibanez per l’ennesima sciocchezza da derby. In fuorigioco sull’autogol di Casale, peccato. I miracoli non può farli. 

    Ibanez 3: Il derby non è proprio roba sua. Dopo i due clamorosi svarioni delle ultime puntate arriva il doppio giallo in mezz’ora che rovina il derby. Sul primo qualche dubbio potrebbe anche esserci, ma il secondo è davvero un peccato da matita blu che non può essere perdonato. Al prossimo derby regalategli un viaggio. 

    Zalewski 5: Zaccagni è una furia. Nicola cerca di tenere butta con astuzia e carattere ma spesso ricorre a zio Mancini per farsi aiutare. A volte basta, a volte no. Come in occasione del gol quando fa scivolare la palla in area. Sull’impegno nulla da dire. 

    Wijnaldum 5:  Esce fuori dal guscio al 18’ quando sfiora la traversa da fuori area. Ma non garantisce l’ampiezza che fornisce di solito Matic e dopo l’espulsione di Ibanez è quello che accusa di più la minoranza in campo.  Doveva uscire prima. (21’st Matic 6: entra e subito trova l’imbucata. La Roma non può rinunciarci)

    Cristante 5,5:  Sventa subito un pericolo su un cross basso di Zaccagni poi passa qualche minuto di stordimento tra lanci sballati e ritardo sulle seconde palle. Il rosso di Ibanez lo costringe dietro, e questo schiaccia ancora di più il gioco. E aumenta anche gli errori in impostazione. 

    Spinazzola 5,5: Spegne la torcia olimpica tutto il primo tempo buona limitando anche i pericoli offensivi della Roma che nelle ultime giornate aveva usufruito della sua spinta.  Nel finale cerca il gol ma il pallonetto deviato da Provedel sembrava comunque destinato fuori. 

    Pellegrini 5: Va su ogni pallone, ma non ha quasi mai la lucidità immediata di trasformarli in oro. Certo non ci sono grandi condizioni per farlo stasera, ma i campioni si vedono in momenti così. Al 80’ Abraham gli offre la possibilità di rientrare nella storia della stracittadina. Ma calcia malissimo. (84’ Solbakken sv)

    Dybala 5:  La Joya si fa vedere vedere poco nel primo tempo se non nei piccoli focolai di tensione che si creano dalle sue parti. Rimane nei box a fine primo tempo, ma non tanto per demeriti quanto per ragioni di equilibrio. (1’st  Llorente 6: esordio in un derby, nel momento più duro. Salva in scivolata il 2-0 ma sembra ancora un pesce fuor d’acqua. Dal 79’ El Shaarawy sv: anche lui sembrava avere più brio)

    Belotti 6:  Gli arrivano quei palloni sporchi che ha il compito di rendere docili per i compagni. Alcuni sono davvero troppo sporchi. Prende una marea di botte e prova pure a lanciarsi da solo alla Voeller. (21’st Abraham 5: entra cercando di dare profondità e qualche sponda. Si fa anticipare spesso, lontani i tempi di gloria)

    Mourinho 5: Ultimo giro fermo. Il più pesante da mandare giù.  La Roma inizia sorniona, cercando di sfruttare le ripartenze e mostrando tanta stanchezza di coppa. Ibanez guasta i piani e diventa tutto in salita. Con i polpacci sgonfi. Nella ripresa i cambi appaiono tardivi, Wijnaldum da minuti camminava per il campo.  E quello di Dybala non convince del tutto, Pellegrini non stava tanto meglio ma almeno la Joya ha colpi improvvisi.

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