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Il calvario di Federico Marchetti inizia verso fine luglio 2010. È reduce da un Mondiale in Sudafrica che, se per l'Italia ha significato una delle pagine più nere della propria storia, per lui è stato l'opportunità di difendere i pali azzurri al posto del 'totem' Buffon. Non male per chi, due anni prima, militava nell'Albinoleffe. Poi arriva un'intervista in cui Marchetti ammette la tentazione di trasferirsi dal Cagliari alla Samp e l'ira di Cellino si scatena. Il portiere da protagonista del Mondiale si ritrova in tribuna al Sant'Elia. Una situazione assurda: il Cagliari svaluta un patrimonio da 8 milioni di euro, neanche il mercato di gennaio risolve il problema e Marchetti è costretto a un anno di inattività. Un incubo che si è finalmente dissolto ieri, quando l'ormai ex numero 1 del Cagliari - 28 anni, originario di Bassano del Grappa - dopo aver sostenuto le visite mediche alla Paideia ha firmato il contratto che lo legherà per 5 anni alla Lazio.

Queste le cifre: 5.2 milioni di euro in tre rate al Cagliari (la prima di 1.7 sarà prelevata direttamente dalla cassa della Lega), uno più i premi al giocatore. Ma i numeri passano in secondo piano rispetto alla parabola umana. E le dichiarazioni del portiere, una volta uscito dal tunnel, sono significative: 'Speravo di chiudere al più presto e al meglio questa situazione. Il presidente Lotito mi ha offerto questa grande chance e non vedo l'ora di ricominciare'. Poi i motivi che, a fronte di tante offerte, lo hanno convinto a scegliere la maglia biancoceleste: 'Mi hanno parlato di un progetto importante e si tratta di una grande piazza. Ho fatto sempre il tifo affinché questa trattativa avesse buon esito'. Infine, le ambizioni personali: 'Mi piacerebbe riconquistare la maglia della Nazionale, è un mio obiettivo. Ma prima devo fare bene con la Lazio. Fisicamente sto benissimo, in questo anno difficile mi sono comunque allenato come se dovessi giocare perché avevo la coscienza a posto. Sono pronto per questa nuova avventura'. Marchetti colma il vuoto lasciato da Muslera.

(Il Tempo)