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Privata del talento di Luis Alberto e Correa, la Lazio mette la tuta da operaio e conquista la vittoria che tampona la ferita di Milano e riaccende una fiammella che fa luce sulla Champions. Ora sono soltanto tre i punti di distacco dal quarto posto, anche se per agguantarlo sono tre anche le squadre da scavalcare. Se ne saprà di più il sabato di Pasqua: Inzaghi riceve un Chievo già ufficialmente in B, le sue rivali vanno tutte in trasferta.

Lo scoglio Udinese non è stato irresistibile. E' bastato un primo tempo affrontato con le giuste determinazione e umiltà per mettere nel cassetto la partita e tirare a campare nella ripresa, affrontata con più vigore dai friulani che dopo il rigore fallito da De Paul hanno mostrato un calo da frustrazione. Inzaghi, un po' spaventato dagli innesti di D'Alessandro e di Teodorczyk, ha mandato in campo l'anestetico Badelj che ha felicemente risposto migliorando il palleggio e comandando il possesso palla. Tuttavia va ancora una volta rimarcato il calo laziale una volta scavalcata l'ora di gioco. Non mi pare calo fisico, credo che molti giocatori perdano concentrazione, come potrebbero dimostrare i tre rigori subiti nelle ultime quattro giornate di campionato.

Sempre in tema di rigori, l'Udinese ha fatto anche peggio, poichè quello di De Paul è il quinto sbagliato su otto assegnati e il terzo per l'argentino. Grave handicap per una squadra che deve salvarsi. Comunque la squadra non ha saputo ripetere la buona prova di quattro giorni prima sullo stesso campo contro la Roma, colpa anche delle assenze di Fofana e Behrami a centrocampo in aggiunta a quelle di Pussetto e Okaka (forse risparmiato per la partita di sabato col Sassuolo) che non sono due fenomeni ma in una rosa abbastanza modesta come quella di Tudor fanno la differenza. Ma qualche critica la merita anche l'allenatore croato, che ha adottato schemi troppo rinunciatari: un 3-5-2 piegato subito a un realistico 5-4-1.

Nel reparto centrale, sovrastato da quello laziale, è emerso Sandro, brasiliano trentenne però dalla carriera piena di acciacchi, arrivato a gennaio ma alla seconda presenza: regista col fosforo e tutor per i compagni giovani che ha diretto a voce e a gesti come un vigile urbano. Non meritava di mettere lo stinco su quel pallone finito nella sua rete per il 2-0 nemico. Ha ben figurato Badu, alla prima da titolare dopo lungo infortunio, che di testa ha colto la traversa sull'unico tentativo bianconero del primo tempo ma comprensibilmente nelle gambe non ha ancora i novanta minuti. Il capitano della Under 23 azzurra Mandragora è naufragato davanti a Leiva, sulle corsie solo Styger Larsen ha mostrato spirito di iniziativa, De Paul e Lasagna non hanno mai trovato rifornimenti. Ora l'Udinese torna nella mischia da brivido, tre punti sopra la terz'ultima.
 
Per la Lazio non era facile entrare in campo con la testa sgombra dopo avere raccolto un punto nelle ultime tre partite e pochi giorni dal caos di Milano. La reazione c'è stata, primo tempo dominato, al di là di quella traversa di Badu (comunque la mano di Strakosha era sul pallone). Gol del vantaggio al 20' a conclusione di una splendida combinazione Acerbi-Lulic-Immobile-Caicedo che di sinistro ha uccellato Musso. Raddoppio quattro minuti dopo un po' fortunoso, angolo di Leiva, Sandro neanche si è mosso quando la palla gli ha sbattuto contro. Vantaggio minimo per quanto gioco i biancocelesti hanno saputo sviluppare: Immobile ha divorato un gol davanti al portiere, Styger Lårsen ha respinto sulla linea un colpo di testa di Parolo a portiere battuto, il Var ha annullato un gol di Acerbi per un dubbio fallo di mano di Milinkovic.

I ragazzi di Inzaghi hanno vinto tutti i duelli. Difesa senza affanni con Luis Felipe (centrale per affrontare Lasagna, con Acerbi a sinistra) sugli scudi. Leiva oltre a strappare la solita quantità industriale di palloni agli avversari ha consigliato Mandragora di girare al largo, Romulo e Lulic hanno dominato le corsie spesso accentrandosi, così da sopperire alla condotta appena sufficiente di Milinkovic e Parolo. Caicedo ha fatto sponde e gol, di più da lui non si può pretendere. Da Immobile sì: svaria, strappa, ma fa più assist (due o tre deliziosi) che tiri in porta e quando tira sballa. Uno come lui, però, Inzaghi non ce l’ha.

IL TABELLINO

Lazio-Udinese 2-0 (primo tempo 2-0)


Marcatori: 21' pt Caicedo (L), 24 aut. Sandro (U)

Assist: 21' pt Immobile (L)

Lazio (3-5-2): Strakosha; Patric, Acerbi, Luiz Felipe (38' st Wallace); Romulo, Parolo, Lucas Leiva (33' st Bruno Jordao), Milinkovic, Lulic; Caicedo (22' st Badelj), Immobile. All. Inzaghi.

Udinese (3-5-2): Musso; Wilmot, Troost-Ekong, Larsen; Ingelsson (1'st D'Alessandro), Badu (13' st Teodorczyk), Sandro, Mandragora, Zeegelaar; De Paul (28' st De Maio); Lasagna. All. Tudor.

Arbitro: Calvarese di Teramo

Ammoniti: 28' pt Luiz Felipe, 34' st Leiva (L)