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'Dopo la buona prestazione della Bulgaria, non ovviamente sotto il profilo del risultato, la vittoria contro la Fiorentina è stata veramente una iniezione di fiducia per continuare lo score in ottica campionato e guardare con più serenità al futuro'. Lo ha dichiarato poco fa il tecnico Edy Reja, ai microfoni di Lazio Style Radio. 'Ho temuto un po' il contraccolpo, poi c'erano le polemiche su Marchetti, per cui prendere certe decisioni non era facile: ora sono più sereno, non dico tranquillo perché la strada è ancora in salita, ma possiamo far bene - ha spiegato l'allenatore biancoceleste -. Con Marchetti è bastato un abbraccio a fine gara appena mi ha visto. Non era facile per lui; io devo essere fedele al mio istinto e alla mia esperienza, lo avrei inserito altre mille volte ma il merito più grande va a lui. È una persona straordinaria, carica molto i compagni negli spogliatoi, anche prima della gara ha urlato a tutti richiamando sempre l'attenzione, testimonianza di una grande conquista che abbiamo fatto. So che quando ho la necessità lui è sempre pronto, e che posso dormire sonni tranquilli. I portieri devono avere certe abitudini e non è facile trovarle subito. Il gol del 3-3 contro il Ludogorets? Il problema è stato anche a monte: nessuno è andato a disturbare su quel lancio, e la palla non andava fatta rimbalzare. In seguito c'è la concausa dell'errore di Marchetti e Konko'. 
'Durante la settimana stiamo lavorando benissimo anche con quelli che non giocano molto - ha proseguito Reja -. Complimenti a loro, perché si dice sempre di essere professionisti ma non è facile dare il massimo quando si viene impiegati anche solo per cinque minuti. Stanchezza dopo la gara di giovedì? Ho avuto problemi con Ledesma e Konko, che ha stretto i denti per 15 minuti nella ripresa per un fastidio al quadricipite. Dovevo stare attento a cambiare atteggiamento tattico: sono passato a tre con l'inserimento di Novaretti, poi a cinque anche perché con la spinta di Pasqual sulle fasce volevo avere più centimetri sui cross dal fondo. Male in contropiede? Ci manca la lucidità sotto porta: bisogna avere più freddezza e lucidità, ma è un problema di caratteristiche singole. Moviola in campo? Sì, ma solo per i casi importanti, come ad esempio i gol non gol sulla linea della porta o certi scontri, perché anche nella moviola spesso c'è da discutere'.