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La rivoluzione in casa Lazio non risparmia il centrocampo. Oltre l'addio di Leiva a scadenza e la possibile cessione di Milinkovic, anche la conferma di Luis Alberto non è scontata. Tra voglia di Spagna e frizioni con Sarri, il Mago non è più considerato incedibile. Al contempo però non si vuole azzerare completamente tutto il reparto centrale titolare, costringendo il tecnico a ripartire da zero la prossima stagione.

CONVIVENZA - Pur se non sono mancati momenti di contrasto, il tecnico ha comunque saputo gestire il rapporto col numero 10, badando sempre al bene della squadra. Per il futuro si vogliono però evitare nuovi attriti e servirà trovare e mantenere un equilibrio per la convivenza tra il mister e uno dei migliori assistman non solo della rosa, ma anche di tutto il campionato. Per non parlare della presenza sotto porta. 5 reti e 12 assisti tra Serie A ed Europa League quest'anno per il 10. Trovare un sostituto all'altezza non sarebbe facile. Anche perché ne servirà già un altro per Milinkovic, con Marcos Antonio - in arrivo dallo Shakhtar Donetsk - che prenderebbe il posto in mediana. Dire addio anche a lui significherebbe smontare completamente un reparto nel quale, dopo un anno di lavoro, si stavano vedendo in questa parte finale di stagione i risultati su cui gettare le basi per la prossima annata.
VOGLIA DI CASA - In questa sorta di conflitto di interessi tecnico-tattici, la società resta alla finestra di eventuali offerte irrinunciabili, che nessuno al momento ha presentato. L'andaluso non è più intoccabile, certo, ma Lotito chiede sempre non meno di 40 milioni per il suo cartellino. Il contratto, rinnovato un anno e mezzo fa, scadrà nel 2025, perciò - ad oggi - il futuro di Luis Alberto è molto più a tinte biancocelesti che non biancorosse. La sua voglia di ritorno a Siviglia non è un segreto. "E’ vero che lo sto dicendo già da diverso tempo, voglio tornare a vivere in Spagna - aveva dichiarato mesi fa  - Ho tanta voglia di tornare e vediamo se può succedere in tempi brevi". Tra il serio e il faceto aveva anche detto: "Ho ancora tre anni di contratto, ma non so se quest’anno mi danno un calcio e mi dicono «vattene lì a Siviglia»”. Una battuta, col sorriso, che però rimarca una volta in più il fatto di sentire come vera casa la sua città d'origine. Qui a Roma si trova bene, ma l'intenzione resta sempre quella di salutare, presto o tardi. Per farlo accadere già in estate servono acquirenti con i soldi. Altrimenti si andrà avanti, con mister Sarri che troverà il modo di tenere a freno le bizze di uno dei top player su cui si fonderà la Lazio del prossimo futuro.