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Il Comitato Promotore per l'assegnazione dello Scudetto 1915 a Lazio e Genoa torna alla carica.

Dopo qualche settimana di silenzio il portavoce del collettivo, l'avv Gian Luca Mignogna è intervenuto ai microfoni di un emittente radiofonica romana riannodando i fili dell'annosa questione: precedente simile proveniente dal passato. "Oggi - ha dichiarato a Radio Olympia Incontra - anche a causa dell'interruzione del campionato causa coronavirus, il mondo sta iniziando a conoscere la nostra rivendicazione. Il campionato italiano del 1915 fu interrotto da un'emergenza gravissima e lo scudetto non venne ufficialmente assegnato a nessuno".
Nonostante questo il Genoa da sempre rivendica quella vittoria e anche l'albo d'oro della Figc riporta in calce il nome della formazione rossoblú. Mignogna tuttavia ritiene che tale attribuzione avvenne in maniera totalmente arbitraria da parte della società ligure e solo parecchi anni dopo anche la Federcalcio la accettò. Ipotesi che il legale avanza sulla base dei numerosi documenti storici da lui analizzati in questi anni ma a sua volta respinti dalla controparte genoana: "Quello a cui fanno appello da Genova - ha proseguito Mignogna - è un documento che riguardava la cosiddetta questione meridionale, secondo la quale non fu mai stabilita una vincitrice del girone Sud. Ma noi già da tempo avevamo scoperto che la rivista 'L'Italia Sportiva 1920' dichiarò la Lazio campione del Centro-Meridione 1915. L'Italia Sportiva, ricordiamolo, successivamente diventò quotidiano ufficiale della FIGC. È una fonte attendibilissima. Però c'era qualcuno che parlava di un'assegnazione ingiusta, perché mancavano da giocare le ripetizioni di alcune partite del campionato. Da Genova si attaccano a questo. Ma il Mattino del 24-25 maggio 1915 parla di Naples-Internazionale senza fare riferimento al fatto che fosse una partita per assegnare il campionato Centro-Meridionale. Se fosse stato così sicuramente uno dei più importanti quotidiani di Napoli avrebbe dato un risalto diverso alla partita. Quella gara, oltretutto, non era omologabile per due motivi: l'Internazionale giocò in 9 (9 contro 11, ndr), e la partita fu arbitrata da un tesserato del Naples, Attilio Bruschini. È impossibile che una partita del genere potesse essere omologabile dalla FIGC, valeva solo per la supremazia locale. Ma da Genova continuano a fare riferimento a Naples-Internazionale: ciò mi fa dubitare della lealtà e della scientificità del Comitato Scientifico rossoblu”.

Mignogna dunque rivendica che quantomeno quel torneo venga aggiudicato ad ex-equo tra Genoa e Lazio, ossia le due formazioni che si sarebbero dovute scontrare sul campo per l'assegnazione regolare del campionato: “Una volta che è stato recuperato e depositato in Federazione un documento ufficiale della FIGC del 1926/27 con all'interno l'Albo D'oro che dichiara il campionato "sospeso", mi chiedo come facciano i genoani a proclamarsi campioni d'Italia. Il Genoa fu dichiarato d'ufficio campione d'Italia settentrionale intorno al 1920. Qualcuno poi ha male interpretato o strumentalizzato questa cosa, così da considerare i rossoblù campioni nazionali. Poi probabilmente in molti non hanno avuto voglia di riesumare documentati datati. Tutto è passato sotto traccia fino a quando non siamo arrivati noi a fare un po' gli archeologi. La FIGC deve dimostrare di saper rimediare ai propri errori: mi auguro che lo faccia”.