Si lasceranno e lo faranno traumaticamente. Brahimi e il Porto sono in guerra e battaglieranno fino all’ultimo giorno del contratto in scadenza nel giugno 2019. In tutto ciò c’è la Lazio, resta vigile, studia le mosse per acquisirlo, eventualmente, a zero. Come si legge sul Corriere dello Sport, il Porto non solo perderà Brahimi senza incassare un euro, ma rischia di doverne sborsare 6,5 di milioni. A chi? Al fondo Doyen Sports (Lotito, ricorderete, ci ha litigato in passato per l’affare Felipe Anderson). La Doyen, prima dei divieti imposti dalla Fifa nei confronti dei fondi di investimento, aveva sottoscritto con il Porto un accordo secondo il quale avrebbe incassato i soldi in questione anche in caso di partenza a zero di Brahimi. 

Il Porto in estate ha rifiutato di vendere il giocatore per 30 milioni, questo alla Doyen non è andato giù. Il club portoghese adesso rischia un bagno di sangue. I portoghesi proveranno a cedere il giocatore a gennaio, nella speranza di incassare qualche milione. Per riuscirci dovranno trovare un club disposto a spendere 4-5 milioni anziché aspettare giugno per tesserare il giocatore gratuitamente. Soldi, questi, che comunque finirebbero nelle casse della Doyen stando a quanto filtra dal Portogallo. 
Il nome di Brahimi, esterno d’attacco, seconda punta, in orbita Lazio era spuntato un anno fa, nell’estate 2017. La Lazio cercava un nuovo Keita, poi arrivò Nani. Brahimi ha 28 anni, è ambito da vari club, in passato ha confessato il desiderio di giocare in Premier. In Portogallo associano il nome del giocatore alla Lazio e all’Olympique Marsiglia (prossimo avversario dei biancocelesti in Europa League). Lotito e Tare non fanno mercato a gennaio, è capitato di rado e in casi di emergenza. Brahimi può interessare per la prossima estate a meno che non si decida di intervenire subito.