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L'attesa continua, 97 giorni senza infilare il portiere avversario. Non segna dal 12 dicembre, non gioca bene da tre mesi, non fa sognare i tifosi da un anno e mezzo quando aveva fatto stropicciare gli occhi di tutta Italia con gol da cineteca. La ricerca dello Zarate perduto non sembra finire più, tanto che ora Reja sta pensando di riportarlo al centro dell'attacco. Una novità clamorosa che il tecnico goriziano prepara per rilanciare il talento argentino e trovare soluzioni offensive alternative in questo finale di stagione dove sarà fondamentale ritrovare i gol pesanti degli attaccanti biancocelesti. Del resto Floccari non si è allenato nemmeno ieri, non è ancora certo il suo recupero per sabato, Kozak viene considerato poco adatto a sfidare i lungagnoni della difesa del Cesena, e allora ecco Maurito nel ruolo centrale che aveva occupato nella fase migliore della sua tormentata stagione.

Contro il Napoli, un girone fa, mandò in crisi la difesa di Mazzarri giocando una delle sue migliori partite proprio agendo nella zona centrale dell'attacco. Poi i gol ravvicinati a Inter e Juve avevano illuso tutti, sembrava tornato ai suoi livelli in una posizione più avanzata, più vicino alla porta avversaria. Dopo la sosta natalizia, però, una lenta e inesorabile involuzione, qualche esclusione eccellente e la prova deludente contro la Roma a confermare che lo Zarate del primo anno non si riesce più a rivedere. Reja, quindi, concede un'altra possibilità al giocatore più fantasioso del suo attacco dopo le pesanti critiche ricevute per una squadra che non convince dal punto di vista offensivo. Ci sono ancora altre due sedute di allenamento importanti, quella di oggi e quella di venerdì, prima della sfida col Cesena che si giocherà in un Olimpico semivuoto e con la sempre più probabile contestazione dei tifosi per giocatori e tecnico.

Ci prova ancora Reja, e adesso la risposta dovrà essere diversa da parte del giocatore. La Lazio non avrà schemi offensivi clamorosi ma in queste ultime nove partite serve lo Zarate del primo anno per provare a risalire al quarto posto o perlomeno tenere la posizione che consente l'iscrizione alla prossima Europa League senza passare per i preliminari. È un passaggio chiave della carriera biancoceleste di Maurito, che deve dare segni di risveglio reali per non finire sul mercato nel prossimo giugno. Del resto non è possibile che sia fermo a quota quattro gol in quella che sarebbe dovuto essere la stagione del rilancio: la Lazio ha bisogno dei suoi guizzi per superare lo choc del derby e continuare a pensare in grande.

(Il Tempo)